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Spigolature

Una mostra allestita nella città umbra
rende omaggio a un geniale artista del Novecento


di Luisa Sodano

 

La facciata della Galleria Nazionale dell'Umbria. (foto Beni Culturali Umbria) Il manifesto dei Baci Perugina, 1922. (foto Comune di Perugia) Pubblicità per i cioccolatini Perugina. (foto Galleria Nazionale dell'Umbria) Il poster per il cioccolato al latte Perugina. (foto Comune di Perugia)

Reclame per la stazione balneare di Fano. (foto Beni Culturali Umbria) Pastina glutinata Buitoni, manifesto 1929. (foto Comune di Perugia) Statua e poster publicitario per le carte da gioco Modiano 1930. (foto Galleria Nazionale dell'Umbria) L'insegna in metallo smaltato per Agipgas 1934. (foto Comune di Perugia) Il manifesto per la Mostra Mercato dei Vini tipici d'Italia, 1935. (foto Beni Culturali Umbria)

Figura femminile stilizzata, Pibigas 1951. (foto Galleria Nazionale dell'Umbria) Figura stilizzata del cuoco, Pibigas 1951. (foto Galleria Nazionale dell'Umbria) Figura stilizzata di uno sciatore, Pibigas 1951. (foto Galleria Nazionale dell'Umbria) Il manifesto pubblicitaria per le Lane BBB di Monza. (foto Collezione Salce)

Impossibile non tornare nelle prossime settimane a Perugia: fino al 4 giugno alla Galleria Nazionale dell’Umbria si può vedere una mostra originale e divertente che ci fa immergere nel mondo del geniale graphic designer Federico Seneca (1891-1976).

Il bacio ideato da Seneca, che ancora oggi contrassegna uno dei cioccolatini più amati dagli italiani e non solo, quello della Perugina, nacque nel lontano 1922, sulle orme di un altro bacio molto appassionato, quello del pittore ottocentesco Francesco Hayez. Ci piace credere anche che il regista Victor Fleming, quando diresse nel 1939 “Via col vento”, avesse negli occhi il bacio del grande cartellonista italiano: vi ricordate quello tra Clark Gable e Vivien Leigh, che suggella la proposta di matrimonio di Rhett Butler a Rossella O’Hara?

Dalla fantasia di Seneca sono nati pure i cartigli dei baci Perugina, quei bigliettini, ancora attualissimi, con messaggi “dolci, dolci”, la cui lettura, nella mia lontana adolescenza, riempiva di suspense l’apertura del cioccolatino.

La mostra, secondo un ordine rigorosamente cronologico, attraversa tutta la produzione dell’artista marchigiano, dando giustamente spazio al suo legame con la Perugina e, quindi, con la città di Perugia. Seneca fu infatti per 14 anni, dal 1919 al 1933, il primo direttore dell’ufficio pubblicità dell’industria dolciaria umbra; se ne possono ammirare i disegni, l’oggettistica, le sculturine in gesso, il packaging e, soprattutto, i grandi cartelloni pubblicitari con cui la Perugina è entrata in modo indelebile nel nostro immaginario. E così, in questa rivisitazione del Novecento italiano, riscopriamo i tratti liberty del grande grafico, ma anche l’essenzialità del disegno, che echeggia il cubismo e la pittura metafisica nelle teste dechirichiane, fino a evocare la velocità del futurismo nelle macchine disegnate per pubblicizzare le corse automobilistiche patrocinate dalla fabbrica dei baci. Ma Federico Seneca non fu solo Perugina!

Dal 1933 il decano dei grafici italiani si trasferì a Milano e qui lavorò per tantissimi marchi; nella mostra si dipanano le sue opere, sempre sorprendenti, come quella a tutto tondo per reclamizzare il gomitolo delle lane BBB di Monza o le figurine stilizzate del Pibigas che “illumina, cuoce e riscalda”, per arrivare al gatto tigrato a tre zampe dell’Agipgas. Immagini che fanno parte della storia, relativamente recente, di un paese “in sviluppo”, che ci sembra così lontano, se pure l’italianissima Perugina ormai da quasi 30 anni è entrata a far parte del gruppo svizzero Nestlè. Insomma, questa mostra è un vero tuffo emozionale nella nostra memoria “storica” e ci accompagna con leggerezza e un pizzico di nostalgia a ripercorrere il nostro passato.

È davvero un buon motivo per programmare qualche giorno di vacanza in una città affascinante come Perugia, che purtroppo sta soffrendo turisticamente della percezione di insicurezza dovuta alla tragedia del recente terremoto che, in realtà, ha colpito solo una piccola area della verde Umbria.


www.turismo.comune.perugia.it





 

 

 

 

 

 

 

 

 





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