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Studio Placidi

 

 

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a cura della Redazione di Travel Carnet

Dai Colli alla pianura, dai monti al Carso e al mare, sono davvero straordinarie le esperienze gastronomiche che offre ai visitatori il suggestivo e variegato territorio del Friuli Venezia Giulia.


SUI COLLI

Abbazia di Rosazzo  2014, Docg prodotto dall'Azienda Livio Felluga di Cormons. (foto Livio Felluga) Abbinamento a tutto pasto per il Brut Ribolla Gialla Millesimato della Tenuta Luisa di Mariano del Friuli. (foto Tenuta Luisa) Radicchio Rosa di Gorizia e Rosa tipo Canarino di produzione del Biolab Massimo Santinelli di Gorizia. (foto Rosa di Gorizia)

Un'ampia distesa di vigneti collinari è ciò che distingue la parte di territorio che dalle colline della provincia di Gorizia arriva fino alle Valli del Torre e del Natisone, passando per Cormòns, Cividale del Friuli e San Daniele. Ben quattro  le zone DOC che si intersecano in questa ampia area (Collio, Friuli Isonzo, Friuli Colli Orientali, Friuli Grave), assieme alle loro DOCG (Picolit, Ramandolo, Rosazzo), a rappresentare un patrimonio di altissima qualità. Nelle cantine maturano vini di eccellente qualità come il Pinot Grigio, il Pinot Bianco, il Friulano, il Sauvignon, la Ribolla Gialla, il Cabernet Franc, il Cabernet Sauvignon, il Merlot e il Collio.

In campo agroalimentare, oltre al prelibato Prosciutto di San Daniele, a gustosi formaggi di latteria e al rinomato radicchio "Rosa di Gorizia", vanno ricordati piatti nati dall'incontro tra le tradizioni culinarie della cucina austriaca, friulana e slovena, come il goulash, i blecs, glizlikrof (una sorta di ravioli farciti), gli gnocchi di pane, i kipfel (piccole mezzelune fritte, con impasto simile a quello degli gnocchi), la repa garba, lo strudel, i krapfen.


IN PIANURA 

Il mulino a pietra dell'azienda Zoratto di Codroipo. (foto Mulino Zoratto) L'asparago bianco di Tavagnacco. (foto Pro Loco Tavagnacco)

Poco a nord di Udine, in una zona disseminata di castelli, borghi e famose osterie, dove uno dei tesori culinari è il formaggio frico, la tradizione enogastronomica è scandita da piatti a base di carne suina e insaccati, ma anche dai prelibati asparagi bianchi di Tavagnacco, celebrati in numerosi eventi primaverili. Qui ancora si trovano mulini dove da varietà autoctone di mais nascono nutrienti farine per una squisita polenta, sempre presente sulle tavole friulane nei giorni di festa. Senza dimenticare le antiche ricette che tengono ben viva la produzione di grandi salumi, del lardo, della pancetta, e di specialità d'oca come speck e petto affumicato.


IN MONTAGNA

Il formaggio Montasio. (foto Alessandro Castiglioni/ Turismo Friuli Venezia Giulia) Il Prosciutto di Sauris Igp prodotto dal salumificio Wolf. (foto Wolf Sauris)

Il formadi frant, antico prodotto contadino oggi Presidio Slow Food. (foto Slow Food Friuli Venezia Giulia) L'aglio di Resia meglio noto con il nome di strok. (foto Slow Food Friuli Venezia Giulia)

Quella della montagna friulana è una natura intatta, con cime maestose, foreste millenarie, sentieri, parchi naturali, laghi e canyon spettacolari. Viene tramandata da una generazione all'altra una variegata produzione casearia e di insaccati, tra cui il formaggio DOP Montasio, il Prosciutto di Sauris e la Pitina (entrambi insigniti della certificazione IGP). La ricetta più gelosamente custodita di queste terre sono gli speciali cjarsons, ravioli semidolci ripieni di un impasto di erbe spontanee varie o di patate, con un misto di uvetta e talvolta anche cioccolata, conditi, dopo la cottura, con burro fuso e cannella.

Altri prodotti tipici? I fagioli borlotti di Carnia, il formadi frant (un presìdio Slow Food) realizzato con un impasto di formaggi sminuzzati del tipo latteria, di varia stagionatura, con sale, pepe, panna e latte), l’ont (il burro fuso), i funghi, i frutti di bosco, il miele di montagna, il mais da polenta di Carnia e i savôrs, un mix di verure tritate ricchissime di sapore, confezionate in vasetti di vetro, l’aglio di Resia, che i resiani chiamano Strok, e il Radic di Mont, un tenerissimo radicchio selvatico raccolto sugli alpeggi , Il formaggio Asìno, il filon, lombata magra disossata, massaggiata con concia e affumicata con legno di faggio o ginepro e la brusaula (o pindulis) che consiste invece in strisce di carne magra, conciata ed essiccata.


SUL CARSO

Il rosso rubino Terrano Castelvecchio Doc ottenuto da uve 100% Terrano. (foto Castelvecchio) Le botti Vodopivec per la produzione del bianco naturale Vitovska. (foto Vodopivec)

Terra di confine, la splendida zona del Carso si protende da un lato verso l'Adriatico e dall'altro verso l'aspro altopiano che fa da cornice a Trieste. In Val Rosandra è tutta da scoprire la produzione del suo salmone, come pure del famoso olio extravergine Tergeste, ottenuto dalla coltivazione autoctona della Bianchera (sopravvissuta alla gelata del 1929 grazie alla volontà dei contadini del Carso).

A tavola è imperdibile un assaggio della jota, tradizionale minestra di fagioli e crauti, o del formaggio Jamar, stagionato per almeno quattro mesi in fondo a una grotta carsica (che in sloveno si dice appunto jama), il tutto abbinato ad un calice di Terrano o di aromatica Vitovska, ricavata dall’omonimo vitigno a bacca bianca. Nasce qui, inoltre, il formaggio Monte Re (Nanos in sloveno), oggi prodotto in un unico caseificio: la tradizione della sua preparazione pare risalire al periodo austroungarico. Squisiti anche i pedoci, cioè le cozze (buonissime quelle “a la scotadeo”), i caperozzoli (vongole) e i sardoni (alici), i più diffusi nel golfo: da provare quelli in savor, cioè fritti e marinati con aceto e cipolla.


IN RIVIERA

Il boreto a la graisana della zona di Grado. (foto Gianluca Baronchelli/Turismo Friuli Venezia Giulia) Carpaccio di pesce marinato. (foto Gianluca Baronchelli/Turismo Friuli Venezia Giulia) Trifule in Fieste, Festa del tartufo bianco a Muzzana. (foto Muzzana Amatori Tartufo)

Dalle spiagge di dune dorate di Lignano Sabbiadoro e Grado, con fondali bassi e sabbiosi, alle insenature rocciose della riserva naturale di Duino, dove le falesie calano a picco sulle onde, fino alle meraviglie di Aquileia e del suo grandioso retaggio romano: i panorami di questa regione che si affacciano sul mare sono davvero eccezionali. La cucina di questo territorio non è da meno: le strade del litorale sono infatti costellate di ristoranti che propongono i piatti più tipici a base di pesce e crostacei appena pescati, come il boreto a la graisana, le seppie col nero e i sievoli sotto sal (cefali conservati sotto sale per due o tre mesi). Nella laguna di Marano si pescano fasolari, cefali, orate, branzini e anguille, allevati a bassa densità, mentre a Pocenia viene proposta la selvaggina acquatica di laguna, e a Precenicco oltre al pesce vi è chi propone le specialità d’oca. Infine, è d’obbligo una sosta a Muzzana, che a novembre propone Trifule in fieste, festa interamente dedicata al prezioso tartufo bianco raccolto nei boschi della zona.


www.turismofvg.it