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Ovvero: mai diffidare dei posti troppo famosi...


di Luisa Sodano

 

La baia di Porto Ercole e il porticciolo turistico. (foto Bruga) Feniglia e la laguna di Orbetello. (foto Bruga) Un tratto della fortificazione spagnola di Forte Filippo a Porto Ercole. (foto Bruga)

Il ponte levatoio di Forte Filippo. (foto Bruga) La Porta Pisana, accesso alla Rocca. (foto Bruga) L'ingresso alla Rocca aldobrandesca. (foto Bruga)

Torretta di avvistamento e gli ex edifici militari della Rocca. (foto Bruga) La cappella ad aula unica con affaccio sulla piazzetta interna della Rocca. (foto Bruga) L'antico pozzo della Rocca e, in secondo piano, il faro ottocentesco. (foto Bruga) La terrazza del ristorante La Fontanina a Porto Santo Stefano in località San Pietro. (foto La Fontanina)

Non ho mai amato le località meta dei cosiddetti VIP: troppa apparenza e, spesso, molto conformismo. Perciò ho sempre diffidato di un posto come Porto Ercole, rinomato centro dell’Argentario in Toscana, che negli anni ’60 e ’70 visse un momento d’oro soprattutto per gli immobiliaristi.

Negli ultimi tempi, frequentando spesso la Maremma e la laguna di Orbetello, è stato inevitabile andare più volte a Porto Ercole che, comunque, consiglio di evitare ad agosto e nelle feste comandate. Fuori stagione ho avuto modo di rivalutarlo e apprezzarlo per tanti motivi. Intanto, la posizione: alcune decine di anni fa doveva essere ancora bellissima la baia dominata dal Forte Filippo da un lato e dall’antico borgo con la Rocca dall’altro. D’altronde, se ci si allontana dal porto e si supera la porta Pisana, all’estremità meridionale della baia, si può apprezzare il cuore antico di Porto Ercole, con il suo dedalo di vicoli e la piazza Santa Barbara abbellita dal rinascimentale palazzo del Governatore.

Seguendo in parte la cinta muraria, è poi possibile raggiungere la Rocca, uno dei Forti di Porto Ercole, lasciati in eredità dagli Spagnoli durante la loro dominazione. Si tratta di una vera e propria cittadella fortificata, dalla struttura piuttosto articolata, con stradine, piazze e cortili. Oggi la Rocca è privata (è necessario avere l’autorizzazione del Comune di Monte Argentario per visitarla), ma se avete la ventura di accedervi, conserva ancora molto del suo fascino: ad accogliervi ci sono anche una vecchia chiesa e il faro.

Alle spalle di Porto Ercole, dopo aver percorso un tratto della strada panoramica con belle scogliere a sinistra, una deviazione conduce al Forte Stella, capolavoro dell’ingegneria militare del XVI secolo, così chiamato per la sua forma stellata a sei punte. Era in realtà una torre di avvistamento, data l’ampiezza dello sguardo che si può allargare su una vista mozzafiato che va dalla sponda meridionale dell’Argentario fino a Civitavecchia nel Lazio.

Altro bellissimo panorama si gode dal Forte Filippo, cui si giunge tramite una strada che si stacca all’ingresso del paese di Porto Ercole, venendo da Orbetello. Pure questo Forte risale al XVI secolo e conserva intatta la sua imponenza con i suoi quattro bastioni incassati in un fossato scavato nella roccia. Purtroppo, come la Rocca, è proprietà privata, sede di case vacanze e appartamenti con piscina. Ciò nonostante, consiglio caldamente questa passeggiata, grazie anche al contesto ambientale ricco dei colori e dei profumi della macchia mediterranea.

Oltre a un bel bagno (la scelta è molto ampia, dalla magnifica spiaggia lunga sei chilometri della Feniglia alle calette dell’Argentario), raccomando infine, a completamento di questo particolare trekking dei Forti spagnoli di Porto Ercole, un posticino per mangiare, un po’ isolato, ma delizioso; si tratta del ristorante La Fontanina (www.lafontanina.com), in località San Pietro a Porto Santo Stefano. Fatevi consigliare dallo chef e sommelier Umberto Amato e non ve ne pentirete!


www.prolocomonteargentario.com






 

 

 

 

 

 

 

 

 





A Tavola con lo Chef