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Dal 1947 la celebre manifestazione estiva
accoglie spettatori da tutto il mondo


di Eugenia Sciorilli 

 

Bruno Walter dirige l'orchestra alla prima edizione del festival nel 1947. (foto Edinburgh Festival City) La locandina di agosto-settembre 1951. (foto Edinburgh Festival City) La locandina dell'edizione 1953. (foto Edinburgh Festival City) Peter Diamand direttore artistico del festival dal 1965 al 1978. (foto Roger Perry/Edinburgh International Festival) Il direttore britannico Frank Dunlop  alla guida teatrale del festival dal 1984 al 1991. (foto Robbie Jack/Edinburgh International Festival)

Scorcio panoramico della città. (foto Visit Scotland) Il Royal Mile. (foto Visit Scotland) George Street nella serata conclusiva del festival. (foto Edinburgh International Festival)

L'auditorium Queen's Hall, ex Hope Park Chapel. (foto  Queen's Hall) La Usher Hall, sala concerti costruita nel  1914. (foto Usher Hall) Ivan Fisher, fondatore e direttore della Budapest Festival Orchestra. (foto Budapesti Feszvalzenekar)

Un'esibizione della Compagnia di Danza di Maria Pagés. (foto Maria Pagés Compania) Il pianista e poeta austriaco Alfred Brendel. (foto sito ufficiale Alfred Brendel) Cornamuse e tamburi della Royal Edinburgh Military Tattoo. (foto Edinburgh Festival City)

È possibile pensare alla musica e all'arte subito dopo lo strazio di una guerra? Sì, è possibile, ed è l'esperienza che ci regala il Festival internazionale di Edimburgo, che quest'anno festeggia i suoi 70 anni di vita. Già durante il periodo atroce del secondo conflitto mondiale, Rudolf Bing - a quel tempo direttore dell'Opera Festival di Glyndebourne, in Inghilterra - era deciso a creare "una piattaforma per la fioritura dello spirito umano" e ci riuscì nel 1947, con la collaborazione di Henry Harvey Wood, a capo del British Council in Scozia, e di Sidney Newman, professore di musica all'Università di Edimburgo.

Dalle ceneri di un evento tanto devastante come la seconda guerra mondiale, è nato uno dei festival più longevi e apprezzati del continente europeo, che mescola danza e teatro, musica e arti visive. È un dettaglio di non poco conto il fatto che proprio un austriaco costretto a lasciare la sua terra per sfuggire alla follia nazista, Rudolf Bing appunto, sia stato l'artefice di un successo così duraturo. Ed è davvero emozionante pensare che la serata inaugurale della prima edizione venne affidata a Bruno Walter, uno dei direttori d'orchestra più straordinari del ventesimo secolo, costretto anch'egli a fuggire dal nazismo ed emigrare negli Stati Uniti alcuni anni prima, e per l'occasione tornato in Europa con il lusinghiero compito di dirigere i Filarmonici di Vienna.

Da allora, un elenco interminabile di grandi nomi della musica e dello spettacolo sono stati i protagonisti dell'Edinburgh International Festival, che si tiene ogni anno nelle ultime tre settimane di agosto e accoglie spettatori da ogni parte del mondo. Per sette decadi, i concerti sinfonici si sono alternati ai balletti, gli appuntamenti con la prosa alle rappresentazioni di opere liriche e alle mostre d'arte. È tuttora la formula del festival, che viene ospitato in varie sedi: oltre all'Hub, che si affaccia sul Royal Mile (la strada più famosa della magnifica capitale scozzese) ricordiamo la Edinburgh Playhouse, la Usher Hall, la Queen's Hall, il Festival Theatre, il Kings Theatre e il Royal Lyceum Theatre.

L'edizione 2017 del Festival internazionale di Edimburgo si svolgerà per quasi un intero mese, dal 4 al 28 agosto. Come sempre, sono attesi artisti di livello internazionale, che coinvolgeranno il pubblico per tutte le sere dell'evento. Tra gli ospiti attesi, c'è il Teatro Regio di Torino, che propone suoi allestimenti della Bohème di Puccini e del Macbeth di Verdi. Da segnalare anche la presenza della Filarmonica della Scala, della Budapest Festival Orchestra guidata da Iván Fisher, della Compagnia di Danza di María Pagés, dei pianisti Alfred Brendel e Mitsuko Uchida, per limitarci a qualche nome. Com'è tradizione, la serata conclusiva offrirà lo spettacolo indimenticabile dei fuochi d'artificio, e le ultime note musicali verranno affidate al suono di una cornamusa.


www.eif.co.uk



 

 

 

 

 

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