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A TAvola con lo Chef


 

 

 

 

 


Venne amata da Klimt, Mahler, Gropius, Kokoschka, Werfel...
Ritratto di una musa

dell’Astrologa Martina

 

 

Nata sotto il segno della Vergine, fu musa della Vienna artistica nel periodo luminoso dello Jugendstil: Alma Mahler.

*****

Il sette novembre del 1901, il grande compositore Gustav Mahler, all’epoca anche direttore della prestigiosissima Opera di Vienna, partecipò a un ricevimento nel salotto di Berta Zuckerkandl, una ricca ed eclettica signora dell’alta società viennese, moglie di un illustre anatomista. Mahler non era certo amante dei trattenimenti mondani, ma la casa dei Zuckerkandl ospitava spesso nomi importanti della cultura e della scienza, da Auguste Rodin a Gustav Klimt, a Josef Hoffmann, e Mahler aveva deciso di rompere per una sera il suo isolamento d’artista. Fu una sera memorabile, perché incontrò una giovanissima amica della padrona di casa, una ventiduenne considerata forse la più luminosa bellezza di Vienna e contemporaneamente dotata di temperamento artistico e talento musicale, la donna che avrebbe impetuosamente corteggiato e che per i dieci anni successivi sarebbe stata sua moglie: Alma Schindler.

Alma Schindler con la madre e la sorella Grete in una foto del 1893. (foto alma-mahler.at/Alma Mahler Archive) Alma all'età di ventuno anni. (foto alma-mahler.at/Alma Mahler Archive) Alma con le figlie Maria Anna e Anna, nate dal matrimonio con Gustav Mahler. (foto alma-mahler.at/Alma Mahler Archive) L'affascinante Alma in un'immagine del 1909. (foto alma-mahler.at/Alma Mahler Archive) Oskar Kokoschka, Doppio ritratto (Alma e Oskar). (foto alma-mahler.at/Alma Mahler Archive) Walter Gropius, uno dei fondatori della Bauhaus School e secondo marito di Alma Schindler. (foto alma-mahler.at/Alma Mahler Archive)

Nata il 31 agosto 1879, Alma era di ben diciannove anni più giovane del compositore, ma era ben lungi dall’essere una ragazzina. Amante della mondanità e dotata di un carattere passionale e volubile, la bella Alma era abituata a essere al centro dell’attenzione e dei desideri maschili, che non scoraggiava, specie quando provenivano da artisti, che ebbe occasione di conoscere fin da giovanissima. Già nel 1897 era stata oggetto dell’interesse di Gustav Klimt, e ne era nato un intermezzo romantico interrotto dai genitori di lei che avevano intimato al trentacinquenne pittore di tenersi lontano dalla ragazza. Alma, d’altronde, aveva una naturale inclinazione per l’arte, e, dopo una formazione giovanile dedicata alla letteratura e al teatro, si appassionò alla musica studiando composizione sotto la guida di Alexander von Zemlinsky, un giovane e promettente musicista che avrebbe insegnato anche ad Arnold Schönberg. Tra maestro ed allieva presto nacque una passione tormentata e conflittuale, e che alla fine fu troncata appunto dall’incontro tra Alma e Mahler.

Alma, in quel momento, era quindi una donna giovane ma non sentimentalmente inesperta, e inserita nell’alta società viennese in cui si muoveva forse anche più a suo agio del riservato genio musicale. Durante gli anni con Zemlinsky, aveva a sua volta scritto un certo numero di Lieder e amava comporre, tanto che quando Mahler la chiese in moglie fissò come condizione che Alma smettesse di comporre, per dedicarsi alla casa e alla famiglia.

Il matrimonio però non fu felice. I due, trasferitisi in un appartamento vicino al Teatro dell’Opera, conducevano una vita ritirata e scandita dal rigido schema di lavoro di Gustav, del quale Alma si sentiva quasi uno strumento. La nascita di due figlie inizialmente allietò l’unione, che giunse a una crisi dopo la morte della piccola Maria, vittima di una difterite nel 1907. Questa perdita allontanò ulteriormente i coniugi e un soggiorno a New York, dove Mahler era stato invitato a dirigere la Metropolitan Opera House, fu ugualmente deprimente per Alma, che rimpiangeva la brillante vita dei salotti viennesi. Una volta rientrati in Europa, i due vissero a tratti separati, e Alma ebbe un’appassionata relazione con Walter Gropius, un giovane architetto conosciuto in una stazione termale. Mahler scoprì tutto e, nel tentativo di salvare il matrimonio, permise ad Alma di riprendere a comporre e anzi l’aiutò a pubblicare alcuni dei diciassette suoi Lieder oggi conosciuti. La salute del compositore era però precaria a causa di un vizio cardiaco, che lo condusse alla morte nel 1911, non prima che potesse ottenere gli ultimi, grandi successi e riconoscimenti come direttore d’orchestra e come autore.

Alma mostra il ritratto fotografico del suo primo marito, il grande compositore Gustav Mahler. (foto alma-mahler.at/Alma Mahler Archive) Alma, nella sua casa newyorkese, legge una partitura di Mahler. (foto alma-mahler.at/Alma Mahler Archive) Il poeta praghese Franz Werfel, terzo marito di Alma. (foto Library of Congress Van Vechten Collection) New York, 120 East 73rd Street, la casa dove Alma visse dagli anni 40 fino alla fine dei suoi giorni. (foto alma-mahler.at/Alma Mahler Archive) Bride of the Wind (La sposa del vento), film basato sulla vita di Alma diretto da Bruce Beresford , dvd Paramount Classics 2001. Raccolta di ricordi e lettere riferiti all'unione di Alma e Gustave Mahler, Il Saggiatore 2015. L'autobiografia firmata Alma Mahler Werfel, Castelvecchi 2012.

Dopo la morte di Mahler, Alma tornò a frequentare i salotti mondani e, da ricca e giovane vedova, ritrovò rapidamente l’ammirazione cui era stata abituata. Presto incontrò Oskar Kokoschka, un pittore emergente di enorme forza espressiva, e strinse con lui una relazione che con alti e bassi continuò finché lui non fu arruolato nella Prima Guerra Mondiale. Nel 1915, Alma sposò Gropius, da cui l’anno dopo ebbe una figlia, e da cui divorziò nel 1920. Nel 1929 sposò il poeta ebreo Franz Werfel, e con lui fuggì negli Stati Uniti quando l’Austria si unì alla Germania nel 1938. I due vissero per alcuni anni a Los Angeles, fino alla morte di Franz nel 1945.

Vergine, segno zodiacale di nascita di Alma Schindler Mahler. In America, Alma trovò una società culturale aperta e vivace, nella quale il suo fascino carismatico e la sua storia personale non potevano passare inosservate. Divenne nota soprattutto per i suoi racconti dell’ambiente artistico in cui aveva vissuto accanto ai suoi tre mariti, e in particolare per le sue memorie del matrimonio con Mahler, che rievocò in alcuni libri e pubblicazioni, tra cui un’autobiografia tratta dai propri diari, fornendo un ritratto del compositore e della loro vita insieme di cui gli studiosi ritengono oggi peraltro molto discutibile l’attendibilità.

Ricca di personalità, bellezza e fascino, con un gusto e un’inclinazione per l’arte e il bello che ne fecero l’ideale musa dei molti artisti che la conobbero, Alma Mahler attraversò la fine del Romanticismo e il declino dell’Europa imperiale che amava attraverso le due guerre mondiali, fino a trasferirsi nella “capitale” del nuovo impero, New York, dove rimase una personalità nota, ammirata e discussa fino alla sua morte, avvenuta l’11 dicembre 1964.

Nata sotto il segno della Vergine, e con Giove, in opposizione al Sole, nel segno dei Pesci insieme alla Luna, Alma ebbe una vita interiore ricca e contrastata, non priva di contraddizioni e oscillazioni che rispecchiavano la dualità dei due segni dominanti del suo cielo, e l’aspirazione alla grandezza che si accompagna a queste opposizioni. Se del proprio segno natale mostrava l’amore per la perfezione, Giove trasferiva questo amore nel campo della sensibilità artistica e della spiritualità, con un’influenza e una profondità potentemente rafforzate dalla presenza della Luna nello stesso segno dei Pesci. Venere, situata nel segno della Bilancia, suo domicilio naturale, esercitava nel cielo di Alma tutta la sua influenza ponendo al centro della sua vita di relazione l’amore, la passione, il raffinato senso estetico spinto ai limiti del compiacimento. Mercurio nel Leone contribuiva al carisma e alla capacità di imporsi all’attenzione, con sicurezza e determinazione.

Colei che Thomas Mann aveva definito “la grande vedova” aveva saputo mantenere il centro dell’attenzione del mondo su di sé fino alla vecchiaia; per il suo settantesimo compleanno aveva ricevuto in dono un volume con settantasette pagine ciascuna dedicatale da una diversa personalità del mondo culturale, dallo stesso Mann ai suoi vecchi amori Kokoschka e Gropius, a Stravinsky e molti altri personaggi di primo piano. In quell’occasione, Arnold Schönberg le dedicò una composizione accompagnandola con le parole: "Centro di gravità del vostro sistema solare, circondata da luminosi satelliti, ecco come la vostra vita appare a chi vi ammira”.





 

 

 

 





 

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