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A TAvola con lo Chef

 


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"God's own country":
così viene definita questa meravigliosa porzione dell'India del sud

 

testo di Franco Martano
foto di Ierassimo Lamotta Genovese

 

 

Il Tempio di Shri Padmanahaswamy. (foto District of Trivandrum) La diga Neyyar a Trivandrum. (foto District of Trivandrum) L'edificio del Napier Museum a Trivandrum. (foto District of Trivandrum)

La facciata est del Puthenmalika Palace Museum nei pressi di Trivandrum. (foto Kerala Tourism)  La spiaggia di Kovalam. (foto Kerala Tourism) Imbarcazione

Tipica imbarcazione da pesca trasformata in houseboat per turisti. (foto Kerala Tourism) Paesaggio a terrazze nei dintorni di Munnar. (foto Kerala Tourism) Coltivazioni di tè a 1600 metri sul livello del mare nella zona di Munnar Devikolam (foto Ierassimo Lamotta Genovese)

Nel mondo ci sono decine di Venezia, Parigi e altre località che esaltano l’immaginazione: il Kerala è uno di questi, solo che in questo caso il raffronto con l’originale è più complicato, visto che si tratta dell’Eden. Certo che se Adamo ed Eva si sono giocati un luogo del genere per una mela da pochi centesimi…!!!

Situato alla punta estrema dell’India, ci vogliono più di 3 ore di volo da New Delhi per raggiungere Thiruvananthapuram (o Trivandrum che è più umano!). Questo vuol dire che l’India desertica del nord puoi dimenticarla per sostituirla con un paesaggio tropicale e ospitale sia nella natura sia nella gente. È terra di foreste, di spiagge da cartolina e di cibi buonissimi, piccanti al punto giusto, più adatti ai nostri palati. È uno stato piuttosto piccolo, lungo 600 km e largo 200. Kerala in lingua malayalam (una delle due lingue ufficiali) vuol dire “terra delle noci di cocco”, ma si potrebbe chiamare anche “terra del thè” o “terra delle acque”, vista la ricchezza di piantagioni e di meravigliose coste.

Il modo migliore per girare è l’auto, ma non azzardatevi a guidare: non andreste lontano!!! Affidatevi ad un buon autista locale e dopo il primo giorno di terrore in cui lo schianto vi sembrerà dietro ogni curva, vi abituerete (o vi rassegnerete).

Trivandrum, la capitale, è una città commerciale abbastanza caotica dove i luoghi d’interesse sono pochi: uno di questi è il Tempio di Shri Padmanahaswamy, cuore religioso della città, nelle cui vicinanze si può visitare il Puttan Malika Palace, ex residenza dei sovrani. Bellissime le sculture in legno, specie i cavalli, che ornano la facciata. Per pernottare è meglio spostarsi a Kovalam, solo 10 chilometri, ma tranquilla e sul mare.

Circa 4 ore di macchina (per le distanze conviene valutare il tempo, non i chilometri: 100 km possono corrispondere a 3/4 ore) e si arriva ad Alleppey. Qui cominci a renderti conto che il nome di Eden forse è meritato. Siamo alle Backwaters, una enorme laguna con intrighi di canali e laghi su cui puoi serenamente navigare a bordo di Houseboats fornite di comode camere, un cuoco che cucita solo per te e un timoniere che ti fa scivolare sulle tranquille acque nelle campagne e nelle foreste. Anni fa i pescatori se la passavano male, allora ebbero l’idea di trasformare le imbarcazioni da pesca in pensioncine per turisti ed ora se ne contano a centinaia.

Ma il Kerala non è solo mare e palme. Lasciata la costa, si sale sui Monti Gathi Occidentali per scoprire una natura completamente diversa. Intorno ai 1400 metri le piantagioni di tè offrono uno spettacolo paradisiaco: vallate, colline e montagne ricoperte di tante tonalità di verde a seconda del tipo di tè. La zona è quella di Thekkady e Munnar. Il tè fu introdotto in quest’area nel 1800, ma poi, verso il 1950, le piantagioni furono cedute a cooperative indigene che ne migliorarono la produzione. In questa zona sono numerose anche le spezie, prima fra tutte il pepe, considerato l’oro nero del Kerala. A Cochin ancora esiste una Borsa del Pepe, dove si tratta circa il 90% del pepe esportato dall’India.

Bilanceri da pesca davanti Fort Kochi. (foto Ierassimo Lamotta Genovese) Una backwater a Kochi. (foto Kerala Tourism) Alberi di jackfruit, pianta della famiglia del gelso (foto Ierassimo Lamotta Genovese) Raccolta di riso. (foto Kerala Tourism)

Venditore ambulante di frutta e verdura. (foto Kerala Tourism) Particolare di una albero del pepe. (foto Ierassimo Lamotta Genovese) Processione cattolica a Kochi. (foto Ierassimo Lamotta Genovese) Un attore di danza Kathakali si prepara per lo spettacolo. (foto Ierassimo Lamotta Genovese) L'attore di danza Kathakali in scena. (foto Ierassimo Lamotta Genovese)

Per tornare sulla costa ci vogliono altre 4 ore, ma passano veloci. Alberi di robinie enormi, piante e fiori meravigliosi di tutte le forme e i colori, tanti villaggi colorati e brulicanti di vita rendono piacevole il viaggio. Ed ecco Cochin (o Kochi). Porto importantissimo, la città si divide in 3 zone urbane: Ernakulam, la parte più moderna e commerciale, Wellington Island, isola artificiale dove sorge il Porto, e Fort Cochin, il cuore antico, dove è decisamente consigliabile soggiornare. Città cosmopolita, nei secoli ha visto alternarsi vari dominatori, dai cinesi agli olandesi ai portoghesi e infine agli inglesi. Di tutti sono ben presenti le tracce: di portoghesi e olandesi restano le chiese, ma l’elemento più caratteristico sono le “reti cinesi” risalenti ai pescatori cinesi stabilitesi qui nel XII secolo. Si tratta di enormi bilancieri issati a mano da una decina di uomini. Parte del pescato viene rivenduto sul molo e con poche rupie puoi scegliere cosa mangiare, portarlo ad un chioschetto lì accanto e fartelo cucinare come preferisci.

Prima di andare via dal Kerala ci sono almeno un paio di cose da non perdere: un Massaggio Ayurvedico e uno Spettacolo di Danza Kathakali.

Il Massaggio Ayurvedico è una tecnica che aiuta a rilassare corpo e mente grazie a lenti movimenti che aiutano a ritrovare equilibrio psicofisico. Si rifà a quella che è forse la più antica forma di medicina conosciuta. “Ayurveda” viene dal sanscrito e vuol dire “Scienza della longevità”.

La Danza Kathakali è invece uno dramma danzato in cui gli attori, solo uomini che studiano sin da bambini, sviluppano tecniche mimiche eccezionali: i migliori riescono a ridere visti da un profilo ed a piangere visti dall’altro. Prima dello spettacolo il pubblico può assistere al rito del trucco e della preparazione della scena.

Kerala: un paese dolce, colorato, sorridente. Un paese che ti accoglie come un fratello, un amico e che ti offre il meglio di sé senza ostentazione. È semplicemente bello... Era il Paradiso Terrestre…

 

CONSIGLI PRATICI

Come arrivare: voli Air India da Roma e Milano via New Delhi.

Servizi a terra: si possono prenotare i singoli servizi dall’Italia, ma è più dispendioso e si rischia qualche inconveniente. Una valida alternativa è rivolgersi a GetsHolidays (www.getsholidays.it), Operatore indiano con personale italiano. E’ possibile modellare il viaggio a seconda delle proprie esigenze e del proprio budget. Viaggi individuali o di gruppo.

Quando andare: tutto l’anno tranne da giugno ad agosto (periodo dei monsoni)

Costo della vita: molto basso per i nostri standard. 1 Euro = 70 Rupie. Un pasto a base di pesce in un buon ristorante 8/10 Euro.

Vaccinazioni richieste: Nessuna. Consigliabile portare qualche disinfettante intestinale. (Immodium, ecc)

www.indiatourismmilan.com