Tweet

 


 

| HOME PAGE | MERIDIANI E PARALLELI | ASTROLOGIA E DINTORNI | ANNIVERSARI | CALENDARIO | LOUNGE TIME | IL RESORT DEL MESE | LO SCAFFALE | GALLERIA DEL GUSTO | RENDEZ VOUS | ASTERISCHI |
| VARIAZIONI D'AUTORE | PHOTO TIME | SPIGOLATURE | ITINERARI | PROTAGONISTE | RITRATTI DI ARTISTA | NON SOLO HOTEL | ATTIMI DI CINEMA | NEWSLETTER | FORUM | CONTATTI | LINK CONSIGLIATI |

 

 

clicca sulle miniature
per ingrandirle

 

 

Vai all'elenco
degli articoli pubblicati
nella stessa rubrica
.
Li trovi nell'Archivio
divisi per anno
di pubblicazione.

 

Ultimi articoli


A TAvola con lo Chef


 

 

 

 

 

dell’Astrologa Martina

 

La famiglia Necker raccontata dall'accademico francese Jean-Denis Bredin, Fayard 1999. Un angolo dell'Ile de la Cité a Parigi in un disegno acquarellato di XVIII secolo. (foto Parisen Images) La città svizzera di Losanna in una veduta d'insieme del XVIII secolo. (foto Musées Lausanne) Napoleone Bonaparte a Parigi passa in rivista le truppe in qualità di Primo Console di Francia, incisione XIX secolo. (foto Parisen Images)

Madame de Stael nel 1810 in un ritratto di Jean-Baptiste Isabey. (foto Biblioteca Europea di Informazione e Cultura) Il frontespizio della quarta edizione del romanzo epistolare in più volumi Delphine. (foto Biblioteca Europea di Informazione e Cultura) Un'illustrazione tratta dal romanzo Corinne ou L'Italie scritto dopo un lungo viaggio in Italia. (foto Biblioteca Europea di Informazione e Cultura) L'edizione del 1890 de L'Allemagne, testo sequestrato in tutta la Francia alla sua prima uscita (1810) per ordine di Napoleone. (foto Biblioteca Europea di Informazione e Cultura) Lo scrittore, filosofo e politico Henri-Benjamin Constant collaboratore e amante di Madame de Stael. (foto Biblioteque Nationale de France) Veduta aerea del Castello di Coppet nei pressi del Lago di Ginevra. (foto Chateau de Coppet)

Il Salone dei Ritratti della famiglia Necker. (foto Chateau de Coppet) L'edizione italiana di Dieci anni d'esilio, Armando Dadò Editore, 2006. La nuova traduzione di due saggi scritti da Madame de Stael nel 1814, Bibliosofica 2016. Toro, segno zodiacale di nascita di Germaine Necker baronessa de Stael.

Nel 1798, Napoleone Bonaparte era ancora un giovane e brillante generale della Repubblica seguita alla rivoluzione, che, reduce dei trionfi della Campagna d’Italia, appariva come un possibile difensore della libertà e della modernità grazie al suo genio militare e alla sua relativa indipendenza politica. Si trattava di una personalità chiaramente in ascesa, e tra i molti che desideravano incontrarlo c’era anche Germaine, la ricchissima figlia dell’ex ministro delle finanze di re Luigi XVI Jacques Necker, a quel tempo moglie dell’ambasciatore svedese a Parigi barone Erik Staël von Holstein e celebre dama, signora indiscussa della società parigina. 

La baronessa nel suo salotto frequentato dai massimi intellettuali dell’epoca non era certo abituata alle maniere spicce e poco riguardose del futuro Imperatore, che dissipò rapidamente le sue illusioni circa il suo carattere: quando lei gli chiese chi secondo lui fosse la donna più grande della storia il generale rispose seccamente «quella che ha avuto più figli». Dopo aver ascoltato con freddezza un lungo discorso di Germaine sulle sue idee politiche, Napoleone prese commiato piuttosto precipitosamente e i successivi incontri tra i due non fecero che consolidare la reciproca diffidenza tra due forti personalità che si sarebbe poi tradotta in un’ostilità che avrebbe segnato tutta la vita di una delle donne più brillanti e influenti del suo tempo, tanto in politica quanto in letteratura.

Madame de Staël, come era universalmente nota, era nata il 22 aprile 1766 da Jacques Necker e da Suzanne Curchod, donna bella e socialmente ambiziosa, che riuniva nel suo salotto la migliore società parigina e che impartì alla figlia fin da piccolissima un’educazione rigorosa e studi estenuanti, tanto da provocarle un esaurimento nervoso a dodici anni. Al rapporto spesso teso con la madre faceva da contraltare quello con l’amatissimo padre, che fino alla sua morte nel 1804 fu per Germaine un punto di riferimento essenziale.

Nel 1786 la giovane sposò Erik, un barone svedese piuttosto malmesso economicamente e di diciotto anni più anziano. Si trattò di un matrimonio combinato, mai altro che un paravento, utile a entrambi, e che dopo una separazione di fatto rimase in piedi come pura formalità fino alla morte del barone de Staël; tra le sue conseguenze, consentì alla baronessa di stabilire un canale diretto con la corona svedese che fu influente ai fini dell’avvicinamento di Russia e Svezia in chiave antibonapartista. L’ascesa di Bonaparte fino alla corona imperiale condusse nel 1794 all’esilio di Germaine prima da Parigi e poi dalla Francia, dalla quale ella viaggiò in tutta Europa, particolarmente Germania e Italia, usando come residenza principale il castello di famiglia a Coppet, sul lago di Ginevra, che ospitò molti oppositori del regime bonapartista. 

Durante l'intero decennio del suo esilio, Madame de Staël non cessò mai di impegnare tutte le sue forze, i suoi mezzi e il suo ingegno per contrastare Napoleone, per il quale rappresentò una vera spina nel fianco; non a caso, ancora nel 1810 l’Imperatore ordinò personalmente la distruzione di tutte le copie del suo saggio De l’Allemagne, mentre l’autrice da parte sua affermava che «l’intelletto non raggiunge il massimo della sua forza se non quando attacca il potere». Germaine intessé tra l’altro una relazione lunga e tempestosa con Benjamin Constant, scrittore e uomo politico di origine svizzera e autorevole rappresentante delle idee liberali in Francia nel periodo che attraversò la Rivoluzione, l’Impero e la Restaurazione.

Se la politica fu una presenza costante nella sua vita, la grande passione di Madame de Staël fu la letteratura. Grande lettrice fin da giovanissima, trovò nei suoi viaggi in Germania e poi in Italia e nell’Europa orientale l’ispirazione per una visione in certo senso paneuropea della cultura e per un’idea dinamica e popolare della letteratura.

Colta, intelligente, egocentrica, carismatica ma fisicamente piuttosto goffa (alla sua prima presentazione alla corte di Francia inciampò nel suo vestito e cadde ai piedi della regina), eloquente fino all’eccesso e abituata sin da bambina a trattare con i grandi personaggi del suo tempo, Madame de Staël fu capace di incidere molto profondamente in diversi campi, e in particolare le sue opere in ambito letterario, sia saggistico che narrativo, ebbero un’enorme risonanza e influenza. I suoi saggi, e in particolare De la littérature considérée dans ses rapports avec les institutions sociales e De l’Allemagne, accelerarono il contatto tra la nuova letteratura tedesca di impronta romantica e quelle classiciste francese e italiana. Le eroine dei suoi romanzi Delphine e Corinne ou l’Italie, che pure non sono certo memorabili per la loro qualità letteraria, sono tra i primissimi esempi di protagoniste autonome e contemporanee, che combattono i pregiudizi per la propria felicità, in una società in tumultuosa trasformazione come quella a cavallo tra Settecento e Ottocento. In generale, lo sviluppo del Romanticismo in Europa deve molto a Madame de Staël, che ne ispirò anche i principi transnazionali che si ritrovano in tante opere successive e la cui importanza fu riconosciuta da molti autori anche italiani.

Nata sotto il segno del Toro, con ascendente Bilancia, a questo aspetto astrale la de Staël doveva il fascino magnetico, la personalità carismatica, la raffinatezza e il senso estetico spiccato, nonché l'amore per le frequentazioni colte e intellettualmente stimolanti, caratteristiche potenziate dalla presenza di Luna in Bilancia nel cielo natale. Giove in Leone favoriva la fiducia in se stessa, l'incrollabile volontà tesa al perseguimento di obiettivi e la capacità di attirare ammirazione e consensi; garantiva inoltre fama e successo personale, e una sicura riuscita in campo artistico e sociale. La forza combattiva del carattere, l'ambizione e l'autorevolezza le provenivano da Marte in Capricorno, mentre da Venere in Pesci la de Staël traeva la sua acuta sensibilità e la creatività immaginativa e artistica, aspetto, quest'ultimo, incrementato da Mercurio in Toro. L'originalità e la qualità analitica e lucida del pensiero, erano da attribuirsi all'influenza di Nettuno in Vergine.

Alla caduta di Napoleone, nel 1814, Germaine rientrò finalmente a Parigi, riacquistando immediatamente il prestigio e il ruolo che aveva avuto in società, ma non era destino che sopravvivesse a lungo al suo grande avversario. Colta da un ictus cerebrale durante un ballo, morì il 14 luglio 1817, anniversario della presa della Bastiglia. Benjamin Constant, l’uomo che forse meglio la conobbe, ebbe a dire di lei: «Se avesse saputo meglio governare se stessa, avrebbe potuto governare il mondo».





 

 

 

 





 

Studio Placidi