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Un libro una città: Tangeri
“Il tè nel deserto” di Paul Bowles (Feltrinelli)

di Bruga

Il romanzo di Paul Bowles, Feltrinelli 2014. Con questo folgorante esordio, mai più eguagliato con i volumi successivi, si fece conoscere lo scrittore americano Paul Bowles, reso noto poi a livello mondiale nel 1990 dall’omonimo film di Bernardo Bertolucci. Se Bowles, a quasi trent’anni dall’uscita della pellicola e a quasi venti dalla morte, è un po’ dimenticato, c’è comunque un luogo dove la sua presenza si avverte in maniera particolare: parlo di Tangeri, importante città marocchina del nord, quasi di fronte a Gibilterra (www.tangiertourism.org ). 

Paul Bowles vi trascorse quasi tutta la vita, ne divenne una figura di riferimento e vi fece arrivare decine di altri intellettuali, soprattutto quelli della Beat Generation, che per molti anni resero Tangeri un vero cenacolo culturale. Ce lo ricordano vari luoghi, a cominciare dal TALIM, la prima sede diplomatica degli Stati Uniti (che furono riconosciuti dal Marocco già nel 1777!). Nel tempo l’American Legation è stata sostituita da ambasciate e consolati, e ha assunto il ruolo di centro culturale e museo, una stanza del quale è tutta dedicata a Bowles (www.legation.org ). Il TALIM si trova al centro della medina, ma a poca distanza troverete anche i caffè nei quali si riunivano i vari scrittori amici di Bowles (non vi aspettate targhe commemorative, sono normalissimi locali pubblici con poche tracce del passato), o gli hotel nei quali alloggiavano. Uno di essi è l’elegante Villa De France, da poco ristrutturata e adiacente alla bella chiesa anglicana di St. Andrew col suo piccolo cimitero. A poca distanza, su un lato della piazza del Gran Socco (un tempo era appunto un suk), trovate un meraviglioso cinema d’essai, il Rif, la cui presenza non si spiegherebbe senza la forte eredità culturale di Tangeri. È l’unico del nord Africa e svolge il ruolo di una moderna cineteca (www.cinemathequedetanger.com ). Ancora pochi metri ed ecco l’hotel di lusso El Minzah, nelle cui sale sono esposte le foto di tutti gli ospiti illustri, soprattutto scrittori e uomini di cinema (www.elminzahleroyal.com).

Panoramico e molto legato al periodo d’oro di Tangeri, ma un po’ decaduto, è poi l’hotel Continental, che ha da poco festeggiato i 150 anni di storia. In peggiori condizioni, a solo un secolo dall’apertura, è invece il teatro Cervantes, splendido edificio modernista di cui si può ammirare la facciata maiolicata, in attesa dei restauri che sembrano imminenti.

Il Talim, ex sede diplomatica statunitense oggi centro culturale e museo. (foto Bruga) Un vicolo nei pressi del Talim. (foto Bruga) La reception di Villa de France. (foto Bruga)

L'ingresso dell'hotel El Minzah. (foto Bruga) Un ambiente interno del Continental Hotel. (foto Bruga) La facciata del Gran Teatro Cervantes edificato da architetti spagnoli nel 1913. (foto Bruga)

Dopo aver detto del nuovo museo della Kasbah, bello per il contenitore e per il contenuto (www.fnm.ma), una segnalazione pratica per l’alloggio: nel centro storico, a poca distanza da tutti i monumenti fin qui citati, trovate il primo ufficio del telegrafo aperto in Africa alla fine dell’Ottocento. Ora è un bell’albergo,il Dar El Kasbah, spazioso e con un buon ristorante (www.dar-kasbah.com).

Tangeri sta avendo uno sviluppo tumultuoso, grazie anche al gigantesco porto Tanger Med in parte già funzionante e in parte ancora in costruzione a una trentina di chilometri dal centro (www.tmpa.ma). Lo attraverserete in arrivo o in partenza, così come vedrete l’enclave spagnola di Sebta/Ceuta e tre località emergenti che meritano di essere segnalate: Tètouan, Asilah e Larache. A proposito: guidare in Marocco non è impossibile, le strade sono buone e in via di miglioramento, ma è meglio contare sull’esperienza di una guida che parla un ottimo italiano; molto organizzato è Faysal Alami, fondatore della Faysalviaggi, che crea itinerari “su misura” nel segno di un grande viaggiatore e intellettuale di Tangeri, il “Marco Polo arabo” Ibn Battuta (www.faysalviaggi.com).

Il cortile interno del Museo della Kasbah, ospita testimonianze delle cultura di Tangeri e della sua provincia. (foto Bruga) Uno scorcio del Tangeri Med, nuovo porto marittimo della città. (foto Bruga) Il cortile-giardino dell'hotel Dar El Kasbah, un tempo ufficio inglese del telegrafo. (foto Bruga)

La via principale della Kasbah. (foto Bruga) Le pitture murali di un vicolo della Kasbah. (foto Bruga) Un tratto delle cinta muraria. (foto Bruga)

Tètouan, la cui medina è sito Unesco, è una città di grande fascino, nella quale si avverte la presenza spagnola sia in termini di vicinanza geografica che in termini di recente presenza “coloniale”. Molto tranquilla e ordinata, merita qualche ora di passeggiata se non un vero e proprio soggiorno. 

Lo stesso vale per Asilah, piccola città murata di pescatori, che negli ultimi decenni, grazie all’impegno di alcuni intellettuali e artisti, è diventata un riferimento per eventi e festival di risonanza mondiale. Le stradine sono piene di murales, un grazioso museo presenta opere di pittori e scultori marocchini contemporanei e fuori dalle mura è in costruzione un grande centro culturale, così come nella vicina Larache, porto di pescatori ed “erede” di Lixus, un sito archeologico romano al momento poco valorizzato. 

Ancor meno valorizzato è poi il monumento megalitico di Cromlech Mzoura, composto da 167 pietre in circolo, intorno a un tumulo di oltre 50 metri di diametro. Le pietre più alte superano i 5 metri. È unico nel nord Africa, ma è talmente difficile da trovare che il più stupito dell’arrivo di qualche raro turista è proprio… l’anziano custode!   

Tètouan, ex capitale del protettorato spagnolo. (foto Bruga) La cinta muraria e la spiaggia di Asilah. (foto Bruga) Il porticciolo di Larache. (foto Bruga)

Il cromlech di Mzoura sito megalitico nei pressi di Larache e Asilah. (foto Bruga) Il monolite El Outed posto a ovest del cromlech di Mzoura. (foto Bruga)


www.visitmorocco.com




 

 

 









 

 

 

 

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