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Dalla Francia al Tibet: la vita di una grande esploratrice del '900

 

di Inge E. Blumenthal 

 

Una giovane Alexandra David-Néel sulla copertina del libro Viaggio di una parigina a Lhasa, Voland 2003. Il territorio di Cina e Tibet in una carta geografica del 1892. (foto Public Domain) Scena di vita quotidiana in India alla fine dell'Ottocento. (foto Library of Congress) Piccolo accampamento di nomadi tibetani in una foto di inizio Novecento. (foto Public Domain) Il lama Thubten Gyatso detto il Grande Tredicesimo. (foto Spencer Chapman/Hugh E. Richardson Collection)

Il mercato tunisino di Kairouan nel 1899. (foto Library of Congress) Veduta generale di Tunisi agli inizi del XX secolo, a sinistra il minareto della Moschea Zitouna. (foto Tunisiens de France) Il mercato alimentare di Pechino nei primi decenni del Novecento. (foto Neocha)

La Casa-Museo di Alexandra David-Néel a Digne-Les-Bains. (Digne-Les-Bains Tourisme) Ricordi di viaggio in una sala del museo. (foto Digne-Les-Bains Tourisme) Nel cuore dell'Himalaya, libro dedicato al Nepal, Petite Bibliotéque Payot 1978. La raccolta della corrispondenza tra Alexandra e il marito Philippe dal 1904 al 1941, Plon-Presse de la Renaissance 2000. La locandina del film-documentario realizzato da Joel Farges nel 2012. (foto Jacqueline Salomon) Il volume Mistici e Maghi del Tibet nell'edizione italiana 2016, Edizioni Ghibli.

Mentre si avvicina il 150simo anniversario della sua nascita, la vita di Alexandra David-Néel ha quasi i contorni di una favola. Sì, perché questa donna che si spense nel 1969 più che centenaria, poco dopo aver richiesto il rinnovo del passaporto perché aveva deciso di tornare a girare il mondo, non esitò a viaggiare dal Belgio alla Spagna neppure diciottenne, di nascosto dai suoi genitori, mentre le sue coetanee più fortunate studiavano con i precettori, e in età più matura si dedicò all'Estremo Oriente, dalla Cina alla Birmania, dalla Corea al Giappone, fino a varcare clandestinamente i confini del Tibet. Non ci si meraviglia che lo scrittore Lawrence Durrell non abbia esitato a definirla "la donna più stupefacente della nostra epoca".

Nata in Francia il 24 ottobre 1868, di famiglia facoltosa, Alexandra fin da giovanissima mostrò un'indole avventurosa, ai limiti del nomadismo, una passione per le lingue e le culture orientali, un deciso orientamento verso idee anarchiche e femministe. Il suo temperamento indomito, irrequieto e anticonformista la spinse ben presto a lasciare i confini del continente europeo per imbarcarsi verso mondi lontani: è del 1890 la sua partenza per l'India, che girò per diversi mesi grazie a una cospicua eredità ricevuta dalla nonna materna.

Il suo anticonformismo ci viene confermato anche dal matrimonio con l'ingegnere Philippe Néel, incontrato nel deserto del Sahara e sposato a Tunisi nel 1904: dopo soli due anni si lasciarono, ma non divorziarono mai, anzi si scambiarono per decine di anni lettere piene di affetto, fin quando nel 1941 un telegramma annunciò ad Alexandra (allora residente in Cina) il decesso di Philippe, che la spinse a reagire con queste parole: "Ho perso il migliore dei mariti e il mio solo amico".

I viaggi ai limiti dell'incredibile che hanno caratterizzato la straordinaria vita di Alexandra David-Néel sono stati permeati da un'intensa passione per le filosofie orientali, in particolare quella tibetana. Volle imparare il sanscrito, riuscì a incontrare il XIII Dalai Lama, studiò i testi dei grandi mistici del buddismo, religione alla quale si era convertita già in giovane età. La sua sconfinata conoscenza di quelle terre lontane, per lo più sconosciute agli occidentali nella prima metà del ventesimo secolo, trovarono un più che fertile approdo letterario: numerosi i libri che ancor oggi vengono pubblicati in varie lingue. Tra i suoi testi più noti, da ricordare “Viaggio di una Parigina a Lhasa”, “Il Lama delle Cinque Saggezze”, “Maghi e Mistici del Tibet”, “Gli Insegnamenti Segreti del Buddhismo Tibetano”, “Iniziazioni ed Iniziati del Tibet”, “La Conoscenza Trascendente”.

Nel 1946, di ritorno dalla Cina, Alexandra David-Néel decide di stabilirsi definitivamente nella località termale di Digne-les-Bains, in Provenza: la dimora che la ospita, e che oggi è un museo a lei dedicato, verrà chiamata Samten Dzong, ovvero "fortezza della meditazione". Dopo la sua morte, avvenuta l'8 settembre 1969, la sua fedele segretaria porterà le ceneri di Alexandra in India, come da sua volontà, per spargerle sul Gange.





 

 

 




 



 



 

 

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