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Astrologia e dintorni

dell’Astrologa Martina

 

Ritratto fotografico di Giuseppe De Nittis eseguito nel 1875, Illustrazione Italiana 1914. L'atelier Nadar al 35 di boulevard des Capucines, luogo della prima esposizione impressionista. (foto Paris Promeneurs) Panorama dei palazzi e giardini allestiti a Parigi per l'Esposizione Universale del 1878. (foto Library of Congress)

Palazzo Della Marra a Barletta. (foto Pro Loco Barletta) Il cortile interno di Palazzo Della Marra. (foto F.Barile/Turismo Barletta) Ritratto di Leontine (particolare),1882 (foto Pinacoteca De Nittis) Colazione in giardino, 1883. (foto Pinacoteca De Nittis)

Ritorno dalla gara, 1882-1884. (foto Pinacoteca De Nittis) Busto in bronzo nei giardini De Nittis a Barletta. (foto Pro Loco Barletta) Il catalogo generale della Pinacoteca De Nittis, Adda Editore 2016. Pesci, segno zodiacale di nascita di Giuseppe De Nittis.

È nato sotto il segno dei Pesci uno dei pittori più amati e apprezzati dell'Ottocento italiano, che riuscì a conquistare un posto di rilievo nella Parigi degli Impressionisti: Giuseppe De Nittis.

*****

Non erano molti, i pittori che potevano vantarsi di essere stati nel 1874 tra i pionieri della Prima Esposizione Impressionista, quella in cui il nuovo movimento trovò il suo nome grazie all’ironia dei giornalisti che la criticarono; ed è ancora più straordinario che un artista italiano piovuto a Parigi dal nulla, potesse affermare di aver abbracciato quella rivoluzionaria corrente pittorica pur avendo già esposto con successo al più ortodosso e accademico Salon de peinture et de sculpture, tanto che in quello stesso anno una sua tela, accettata al Salon, otteneva un successo ben superiore a quello della controversa mostra dei nuovi pittori.

Questo artista era Giuseppe De Nittis, un pugliese di origini provinciali e che non aveva una formazione accademica compiuta. Nato a Barletta il 25 febbraio del 1846, figlio di un ricco proprietario terriero, era rimasto orfano di padre già all’età di due anni, ed era cresciuto con i nonni, manifestando fin da ragazzo la sua passione per la pittura. Iscrittosi all’Accademia di Belle Arti di Napoli contro la volontà della famiglia, ne fu allontanato ben presto per la sua insofferenza alla disciplina e al formalismo accademico. 

De Nittis trovò così una dimensione ben più congeniale in una pittura naturalistica e en plein air, nella quale sviluppò un autentico talento per la rappresentazione della natura e in particolare delle condizioni atmosferiche che facevano da sfondo alle scene di vita che raffigurava. Questa capacità di fondere amore per la natura e attenzione alla vita quotidiana fu la vera caratteristica di De Nittis in tutta la sua opera.

Lasciata Napoli, dove aveva conosciuto l’artista e critico toscano Antonio Cecioni, sotto la sua guida si trasferì prima a Firenze, dove operavano i Macchiaioli con cui il pittore pugliese trovava una spontanea affinità, poi a Parigi, che diventerà la nuova patria di entrambi. La naturalezza e la modernità della sua pittura ribelle alle scuole, e la sua capacità quasi fotografica di cogliere colori e atmosfere, gli aprirono rapidamente le porte dei saloni artistici parigini. 

Dopo un primo momento in cui fu tentato di assimilare lo stile pittorico allora di moda, tanto da meritarsi i rimproveri di Cecioni, De Nittis dimostrò rapidamente di avere una propria identità artistica, consonante eppure non identificabile con quella degli emergenti impressionisti. Quadri come Che freddo!, Amazzone o Le corse al Bois de Boulogne, nelle quali raffigurava le sofisticate signore parigine negli scenari all’aperto della capitale, gli valsero l’attenzione della critica e l’appellativo di pittore delle parigine

Per qualche tempo soggiornò a Londra, e anche lì seppe catturare scene caratteristiche e affascinanti in quadri come Westminster o Piccadilly, confermando la sua straordinaria capacità di cogliere lo spirito vivo dei luoghi nelle sue istantanee su tela. Fu lo stesso pittore a spiegare con queste parole: “A volte, felice, restavo sotto gli improvvisi acquazzoni. Perché, credetemi, l’atmosfera io la conosco bene; e l’ho dipinta tante volte. Conosco tutti i colori, tutti i segreti dell’aria e del cielo nella loro intima natura. Oh, il cielo! La natura, io le sono così vicino! L’amo!”.

Il talento, la vivacità e la naturalezza di “Peppino” De Nittis non sarebbero però bastati a far accogliere il giovanotto pugliese nel mondo della borghesia parigina amante delle arti se non fosse stato per una donna, Léontine Gruvelle, che Giuseppe aveva sposato nel 1869, quando cominciava a farsi un nome a Parigi. Léontine, che al marito fu devotissima, era anche oculata amministratrice e impeccabile padrona di casa, e seppe riunire il sabato sera nel salotto della loro bella villa nel quartiere di Monceau i più bei nomi della Parigi dell’epoca, dagli artisti come Manet, Degas o Caillebotte agli scrittori come Zola, Goncourt, Dumas figlio e anche Oscar Wilde, tutti attratti in egual misura dalla vitale personalità dell’artista e dal savoir faire della moglie, che il marito chiamava affettuosamente “Titine” e che immortalò in diverse opere dal sapore familiare, come la bella Colazione in giardino

Fu anche grazie ai rapporti con la buona società francese che De Nittis raggiunse riconoscimenti e fama, culminati nell’assegnazione della Legion d’Onore nel 1878, durante la terza Esposizione Universale, nella quale furono esposti 11 suoi dipinti. De Nittis, anche dopo questa consacrazione, continuò a lavorare intensamente e a sperimentare nuove fonti d’ispirazione e nuove tecniche, come il pastello, con una gioia e una vivacità creativa che erano, insieme alla famiglia, la sua ragione di vita. “Se mio figlio un giorno mi dovesse domandare dove trovare la felicità, gli risponderei: Sii pittore, ma siilo come me”, scrisse De Nittis nei suoi diari.

Alla sensibilità e all’intuito associati al segno di nascita dei Pesci, il tema natale di De Nittis trova nello stesso segno anche la Luna e Venere, in una combinazione che ne esalta le doti artistiche, l’idealismo e la fedeltà in amore. Marte in Toro portava al pittore una preziosa dote di senso pratico e perseveranza, mentre Giove ancora in Toro è un indice di piacere per il bello e per i piaceri della convivialità, che è facile ritrovare nel suo stile di vita. Mercurio in Acquario esaltava in lui la vivacità intellettuale e la creatività, e la facilità a stabilire un dialogo con i suoi colleghi artisti.

La sua prematura scomparsa nel 1884, a soli 38 anni, colpì molto il mondo culturale della Parigi dell’epoca, che nella sua arte si rispecchiava e riconosceva. Sulla sua tomba nel cimitero di Père-Lachaise sono incise le parole dettate da Alexandre Dumas figlio: “Qui giace Giuseppe De Nittis, morto a trentotto anni, in piena giovinezza, in pieno amore, in piena gloria, come gli eroi e i semidei”.






 

 

 

 





 

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