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Da casino di caccia sabaudo a destinazione più amata dei torinesi

di Inge E. Blumenthal  

 

Veduta aerea del borgo antico di Venaria Reale, sullo sfondo la Reggia, Patrimonio Unesco 1997. (foto Consorzio La Venaria Reale) La Reggia, i giardini e la Grande Peschiera. (foto Consorzio La Venaria Reale) Scorcio del Gran Parterre. (foto Consorzio La Venaria Reale)

Il Potager Royal, il più esteso d'Italia. (foto Consorzio La Venaria Reale) Il pergolato del Giardino delle Rose. (foto Consorzio La Venaria Reale) La Grande Peschiera nel Parco Basso. (foto Consorzio La Venaria Reale)

Il Teatro d'acqua della Fontana del Cervo. (foto Consorzio La Venaria Reale) La Galleria Grande, luogo di collegamento tra la Reggia e le Scuderie. (foto Consorzio La Venaria Reale) Il Loggiato di Diana. (foto Consorzio La Venaria Reale) Stucchi e allegorie di caccia nella Sala di Diana. (foto Consorzio La Venaria Reale)

Interno della Cappella di Sant'Uberto protettore dei cacciatori. (foto Consorzio La Venaria Reale) Il Rondò di Benedetto Alfieri con le Statue delle Quattro Stagioni di Simone Martinez. (foto Consorzio La Venaria Reale) La Galleria dei Ritratti posta al piano seminterrato. (foto Consorzio La Venaria Reale) La Citroniera nelle Scuderie juvarriane. (foto Consorzio La Venaria Reale)

Dopo due secoli di abbandono e grazie ad una straordinaria opera di recupero durata otto anni, e finanziata con oltre 200 milioni di euro (uno dei più rilevanti progetti di restauro a livello europeo), il 13 ottobre 2007 la Venaria Reale è inaugurata e aperta al pubblico. L'eccezionale effetto scenografico è subito evidente, grazie anche alla raffinata bellezza delle ampie aree verdi, la cui progettazione è stata curata dal famoso architetto paesaggista Giuseppe Penone. Viene così proposta come meta culturale e polo turistico contemporaneo una magnifica residenza "di piacere e di caccia" destinata alla corte sabauda e voluta dal Duca Carlo Emanuele II di Savoia nei pressi di Torino.

Avviata nel lontano 1659, la costruzione della Venaria Reale viene affidata all'architetto Amedeo di Castellamonte, che con eccezionale talento plasma il borgo, il palazzo con i suoi servizi, i giardini e i boschi di caccia (ciò che oggi è il Parco della Mandria) in un unicum di scenografie architettonico-ambientali, in modo da creare un grandioso complesso monumentale governato da un solo asse di simmetria, ancora adesso ben identificabile nella Via Maestra del Borgo antico che prosegue idealmente nei Giardini. 

Il progetto seicentesco prevede inizialmente la realizzazione di un Giardino all'italiana, ma successivamente, a partire dal 1699, il parco viene completamente riformulato secondo i canoni del Giardino alla francese e si procede all'eliminazione dei precedenti spazi verdi per creare un nuovo giardino all'infinito con una spettacolare estensione in lunghezza di circa 1,5 chilometri, paragonabile a quella del Gran Canale di Versailles. 

Con l'occupazione napoleonica del 1798, la Reggia ed i suoi Giardini iniziano a conoscere un lento ma inarrestabile declino, continuato anche dopo la Restaurazione e fino al Novecento inoltrato, quando l'intero complesso viene adibito a caserma e luogo di esercitazione militare per poi essere definitivamente abbandonato.

Da 10 anni la Venaria Reale si presenta a torinesi e turisti come la protagonista del Circuito delle Residenze Reali del Piemonte, la "porta d'accesso" della Corona di delitiae a sua volta connessa con il Polo Reale di Torino, creato nel 2011: i nuovi splendori e la strepitosa qualità delle architetture della Reggia restaurata, l'immensità e la bellezza dei suoi Giardini e degli spazi naturali del vicino Parco La Mandria, insieme al suggestivo Borgo antico cittadino, consentono di trascorrere alla Venaria Reale larghe porzioni di tempo libero. Raggiungendo la Venaria Reale, si possono cogliere le esperienze tanto varie quanto gradevole, attraverso momenti dedicati alla cultura, agli spettacoli, all'enogastronomia, al gioco, alle attività sportive o al semplice relax, in intimo contatto con la natura e il paesaggio di grande fascino che circondano il capoluogo piemontese.


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