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Due grandi personalità del Novecento, dal Cancro alla Bilancia

dell’Astrologa Martina

 

Claudio Abbado e Luciano Pavarotti durante la pausa de I Montecchi e i Capuleti nel 1966. (foto Archivio Teatro alla Scala) La London Simphony Orchestra diretta da Abbado negli anni Ottanta. (foto LSO) Abbado alle prove con il pianista Rudolf Serkin alla Kingsway Hall di Londra. (foto LSO)

Il Maestro nel 1982 a capo della Filarmonica della Scala da lui fondata. (foto Archivio Filarmonica della Scala) Berlino 1989, Abbado al suo primo anno come direttore principale dei Berliner Philarmoniker. (foto Berliner Philarmoniker) Musica sopra Berlino, libro nato da una lunga conversazione tra il Maestro e Lidia Bramani sua assistente per molti anni, Bompiani 2000. Il film documentario con libro incluso pubblicati dalla Cineteca di Bologna nel 2014 in omaggio all'ultima iniziativa di Abbado, L'Orchestra Mozart.

Sono le 18 del 27 gennaio 2014. All’attacco del Maestro Daniel Barenboim, i palchi e la platea del Teatro alla Scala davanti all’orchestra Filarmonica sono deserti, eppure ad ascoltare commosso l’esecuzione della Marcia Funebre tratta dall’Eroica di Beethoven è uno dei più vasti pubblici che si possano immaginare: sono in migliaia, nella piazza fuori dalle porte aperte e nelle vie dove gli altoparlanti diffondono le note del compositore tedesco, e innumerevoli davanti ai teleschermi in tutto il mondo. Lo straordinario concerto, infatti, è in onore di uno dei più grandi direttori d’orchestra della storia e raffinatissimo interprete delle Sinfonie di Beethoven: l’italiano Claudio Abbado.

Nato il 26 giugno del 1933 proprio a Milano, Claudio Abbado ricevette dalla propria famiglia un’educazione esigente, orientata verso la cultura sia musicale che letteraria. Il padre Michelangelo, insegnante di violino al Conservatorio di Milano, impose al figlio una disciplina di studio severa e costante, mentre la madre Maria Carmela Savagnone, autrice di letteratura per ragazzi, ebbe un ruolo fondamentale nell’incoraggiare Claudio alla carriera musicale, già per altro intrapresa dal fratello maggiore Marcello, che sarebbe diventato pianista di valore. Fin dalla fanciullezza, quindi, Claudio visse la musica come indissolubilmente intrecciata con la cultura nel senso più ampio, e, durante tutta la sua vita, all’impegno civile. Abbado manifestò un talento precoce e inconfondibile, e ottenne importanti successi già da giovanissimo: nel 1958 vinse il concorso Koussevitzky della Boston Symphony Orchestra ed ebbe l’occasione di suonare con la New York Philarmonic. Nel 1963 ottenne il prestigioso premio Premio Mitropoulos appunto della New York Philarmonic e il suo nome entrò a buon diritto nel novero dei direttori in grado di guidare le maggiori orchestre del mondo. Abbado mantenne quanto il suo talento prometteva, e nella sua carriera fu direttore di alcune tra le principali orchestre del mondo, a partire da quella della Scala, dove rivoluzionò i programmi fino allora molto convenzionali e introdusse nel tempio della lirica tradizionale musica del Novecento e sinfonica, fino a fondare la Filarmonica della Scala, sul modello dei Wiener Philharmoniker. Rigoroso e filologico nello studio delle partiture, Abbado era però lontanissimo dalla concezione del musicista come artista isolato, e credeva fortemente nella funzione sociale e progressiva della musica, accompagnando alla ricerca artistica un rigore morale, sociale e politico che, a partire dagli anni Settanta, lo accompagnò fino alla fine, quando fu insignito della carica di Senatore a vita. Dopo l’esperienza scaligera, conclusasi con qualche dissapore, diresse e “ringiovanì” la Staatsoper di Vienna e fu poi a lungo alla guida dei Berliner Philharmoniker, succedendo a Herbert von Karajan e trovando la definitiva consacrazione internazionale, tanto che il nome di Abbado compare in praticamente qualsiasi elenco dei più grandi direttori di ogni tempo.

Cancro, segno zodiacale di nascita di Claudio Abbado. Appartenente al segno del Cancro, con ascendente Toro, Claudio Abbado godeva del fascino, dell'equilibrio, della sensibilità tipici dei nati con questo aspetto astrale, aspetto che lo rendeva anche affidabile, caparbio e capace di impegno e dedizione assoluti nel lavoro. La facoltà di comprendere e tradurre sentimenti ed emozioni e quindi la grande attitudine empatica gli provenivano dalla presenza di Venere e Mercurio in Cancro, mentre Luna in Leone gli conferiva ispirazione, ambizione, carattere autorevole, a tratti autoritario; gli garantiva, inoltre, la sicura riuscita, la notorietà e il successo, aspetti questi potenziati da Giove in Vergine. Il senso pratico e la vivacità d'intelletto, infine, unite a una costruttiva vis polemica, erano caratteristiche dovute a Marte in Vergine.

Nel 2008, quando in un’intervista gli chiesero se sarebbe tornato a dirigere alla Scala, Claudio Abbado rispose molto seriamente che lo avrebbe fatto se in cambio fossero stati piantati novantamila nuovi alberi nella sua città natale. Il grande artista morì nella sua casa di Bologna il 20 gennaio 2014, dopo una lunga malattia che non gli tolse mai l’entusiasmo e l’energia per nuovi progetti. «Nel fondo del cuore mi considero un giardiniere», disse riferendosi sia al suo amore per il verde che alla sua capacità di far fiorire nuove iniziative, come le varie orchestre, in particolare giovanili, che ha fondato.

 

 

Sir Colin Rex Davis, direttore musicale della Royal Opera (1971-86), direttore principale della London Symphony Orchestra (1995-2006) e Presidente di quest'ultima dal 2007. (foto Archivio Royal Opera House) Davis nel 1975 con il direttore di produzione Gotz Friedrich durante le prove del ciclo L'Anello del Nibelungo. (foto Archivio Royal Opera House/Donald Southern Collection))  Il maestro britannico a Londra nel 2005. (foto foto Archivio Royal Opera House) Sir Colin Davis Antology, 13 CD etichetta London Symphony Orchestra 2014. Raccolta completa di registrazioni di Sir Colin Davis, 51 CD in edizione limitata, etichetta Rca Red Seal 2014.

Se Abbado ha rappresentato a lungo l’Italia nel gotha dei direttori d’orchestra, salvo poi essere affiancato da Riccardo Muti, gli stessi anni per il Regno Unito furono segnati dalle magistrali esecuzioni di Colin Davis. Nato a Weybridge, nel Surrey, il 25 settembre del 1927, si dedicò alla conduzione relativamente tardi, dopo aver studiato da clarinettista e dopo aver servito sotto le armi durante la guerra. Durante il decennio successivo, Davis continuò ad alternare il clarinetto alla direzione d’orchestra, faticando a mettersi in luce, finché nel 1959 gli si offrì la possibilità di sostituire il grande Otto Klemperer in un’esecuzione del Don Giovanni di Mozart, ottenendo un notevole successo personale. In realtà Mozart, insieme a Berlioz, fu l’autore preferito di Davis e ne accompagnò l’intera carriera, in cui il Maestro approfondì continuamente il suo rapporto con l’opera mozartiana. Come Davis disse in un’intervista, «Invecchiando, resto sempre più stupefatto dallo sbalorditivo talento di Mozart, di come sia riuscito a tradurre in musica la natura umana. È un po’ come Shakespeare: ogni volta che lo riprendi in mano pensi "buon Dio, ma come ha fatto a tirar fuori qualcosa di simile?"». La sorte volle che, nel 2010, Mozart dovesse accompagnare l’ottantatreenne e ancora attivo Davis anche in uno dei passaggi più dolorosi della sua vita, quando l’amatissima seconda moglie morì mentre lui era impegnato alla Royal Opera House in un ciclo di rappresentazioni delle Nozze di Figaro. Davis rifiutò di abbandonare le esecuzioni e completò la stagione come previsto, spiegando più tardi che la musica gli aveva dato forza in quel terribile momento.

Bilancia, segno zodiacale di nascita di Sir Colin Davis. Intellettuale colto e raffinato, costantemente alla ricerca di equilibrio e armonia interiore, rispecchiava in questo i tratti principali del suo segno zodiacale, la Bilancia. Mercurio nel segno di nascita garantiva creatività, sensibilità e predisposizione per l'arte, in particolare per la musica, caratteristiche amplificate dalla presenza di Giove in Pesci nel tema natale. La personalità volitiva e il successo nella carriera erano dovuti a Marte in Bilancia; la riservatezza, la profonda capacità di analisi e di riflessione introspettiva erano favorite dalla presenza di Luna e Venere in Vergine nel cielo di nascita.

Oltre ad aver diretto a lungo la London Symphony Orchestra e altre prestigiose orchestre, Davis svolse un’intensa e pregevole attività discografica sia operistica che sinfonica, con oltre trecento incisioni che gli valsero numerosi riconoscimenti e anche ben dieci Grammy Awards. Davis morì il 14 aprile 2013, suscitando nel mondo della musica reazioni apparentemente in contrasto con il suo stile personale lontanissimo dal divismo di alcuni colleghi. Come spiegò in un’intervista nel 2011, «meno si pensa al proprio ego e più influenza si ha come direttori d’orchestra. Il risultato è che ti puoi concentrare sulle sole cose che contano davvero: la musica e coloro che la suonano. Tu non hai la minima importanza». Nel suo caso, come in quello di Claudio Abbado, ben pochi sarebbero stati disposti a dargli ragione.






 

 

 

 





 

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