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Intervista a Rosalba Giugni, fondatrice di Marevivo

 

di Eugenia Sciorilli  

 

Rosalba Giugni, Presidente dell'Associazione Ambientalista Marevivo. (foto Marevivo) A bordo dell'Amerigo Vespucci (foto Marevivo) Delfini guardiani mentre fanno domande a un pescatore (foto Marevivo)

Delfini guardiani all'opera. (foto Marevivo) Recupero subacqueo di copertoni. (foto Marevivo) Recupero subacqueo lungo le coste italiane nell'ambito della campagna PFU Zero, Pneumatici Fuori Uso. (foto Marevivo)

Una manifestazione No trivelle . (foto Marevivo) Delfini guardiani a lezione di Educazione ambientale. (Marevivo) Osservare il mare. (foto Marevivo)

Un barcone ormeggiato sul Tevere, all'altezza dello Scalo de Pinedo e poco distante dalle splendide àncore che adornano il portone del Palazzo Marina a Roma, sul Lungotevere delle Navi: è questa la sede nazionale dell'associazione Marevivo fondata da Rosalba Giugni. Caprese di origini, romana di adozione, Rosalba Giugni di quell'associazione è tuttora la presidente, e rivela nelle tante iniziative intraprese a tutela del mare, ma anche nel tono della voce, un'energia senza pari.

D.  - Lei ha il grande merito di aver "organizzato una passione". E allora le chiedo: come nasce questa passione per il mare? Quando e perché?

R. - Perché sono napoletana, e provengo da una famiglia di armatori. Inoltre, ho praticato attività subacquea, fin da bambina. Sono sempre stata consapevole che è l'acqua, e non l'aria, l'elemento principale del pianeta Terra. Tra l'altro, io sono del segno della Vergine, un segno di Terra, e devo a questo segno astrologico la capacità di trasformare le mie intuizioni e i miei sogni in azioni concrete.

D.  - Quando ha fondato l'Associazione Marevivo?

R. - Nel febbraio 1985, dopo aver incontrato un paio di anni prima Fulco Pratesi, che mi ha spinta a farlo, dandomi così una specie di patronage. Con la cofondatrice, Carmen Di Penta, ho cominciato facendo le cose più umili, come pulire le spiagge dall'immondizia, senza badare a quanti ci dicevano che non era questo l'ambientalismo. Come tutti i pionieri, abbiamo affrontato tante difficoltà, e non le nascondo che c'era pure chi sospettava che il nostro fosse un capriccio di signore borghesi un po' annoiate. Essendo donne, a qualcuno sembrava che giocassimo! Eppure è la donna che difende la specie, e quindi la vita, in tutte le sue forme.

D. - Rispetto a 30 anni fa, le acque del Mar Mediterraneo godono migliore salute, o si sono ulteriormente degradate?

R. - Purtroppo il sistema vitale del mare è peggiorato, soprattutto per l'immissione della plastica: si calcola che siano attualmente presenti nel mondo 280 milioni di tonnellate di plastica, e si prevede un incremento fino a 400 milioni di tonnellate nel 2050. Bene, oggi il 10% di quella prima cifra che le ho detto finisce nel mare, soprattutto nell'Oceano Pacifico e in quello Atlantico, ma anche nel Mediterraneo, ed è una percentuale spaventosa, se pensiamo che il 71% della superficie del globo è formato da acqua, l'identica proporzione di acqua nel corpo umano. Forse in quella percentuale sta il segreto della vita... Il danno più importante è la micro plastica, che entra nella catena alimentare dei pesci e degli altri organismi viventi.

D. - Vuole indicarmi l'iniziativa più significativa che sta attualmente seguendo e il successo di cui è maggiormente orgogliosa?

R. - Noi di Marevivo abbiamo presentato un disegno di legge in Parlamento per eliminare la micro plastica dalla produzione di cosmetici, una legge che è già passata, a livello federale, negli Stati Uniti, ma che in Italia è immobile da un anno. La sua promulgazione sarebbe un passo importante. Per quanto riguarda quello che sento come il nostro maggiore successo, è coincisa con la grande campagna internazionale che ha consentito il blocco, prima in Italia e poi in tutto il Mediterraneo, delle 780 spadare che fino a 13 anni fa venivano utilizzate per pescare il pesce spada, ma nelle cui reti sterminate finivano per essere catturati anche capodogli o delfini. Considero di particolare importanza anche il nostro impegno d'informazione e di formazione, soprattutto nei riguardi delle giovani generazioni. Attualmente seguo in prima persona un percorso didattico che coinvolge l'isola di Capri ed è incentrato sul tema dei "delfini guardiani delle isole". Soltanto se spingeremo i ragazzi e i giovani ad amare il mare riusciremo a salvarlo, e l'amore nasce dalla conoscenza.

D. - Quali sono i paesaggi marini, in Italia e anche fuori dai nostri confini, che ama di più?

R. - Io sono caprese di origini, quindi Capri è il mio posto magico. Trovo che sia il suo territorio che la sua gente siano molto speciali. Il mio percorso preferito si svolge di notte, quando raggiungo pagaiando il faro dell'isola da Marina Piccola. Ma in genere amo moltissimo tutte le isole che ho visitato tra quelle sparse nel mondo, dalla Grecia fino ai Tropici. Considero un vero spettacolo naturale la parte del Mar Rosso ai confini con il Sudan, e poi anche l'arcipelago delle Maldive. Un altro luogo che amo in modo particolare si trova in Polinesia, ed è l'isola di Fakarava. 


www.marevivo.it






 

 

 




 



 



 

 

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