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A Firenze qualcosa di straordinario...


di Luisa Sodano

 

La sala centrale del Museo dell'Opera del Duomo. (foto Bruga) La Porta del Paradiso, capolavoro dell'orefice e scultore Lorenzo Ghiberti. (foto Bruga) La formella 8 della Porta del Paradiso dedicata a Giosuè successore di Mosè come capo degli Israeliti. (foto Bruga)

Maddalena penitente, scultura in legno di pioppo bianco parzialmente dorato, realizzata dallo scultore fiorentino Donatello. (foto Bruga) Particolare del volto della Maddalena penitente. (foto Bruga) La cosiddetta Pietà Bandini, scultura in marmo di Michelangelo Buonarroti. (foto Bruga) L'elegante campanile di Giotto, torre campanaria del Duomo. (foto Bruga)

Le formelle esagonali di Andrea Pisano conservate nella galleria del campanile. (foto Bruga) La formella raffigurante Jabal, pioniere di tutti gli allevamenti. (foto Bruga) La formella della Creazione della donna. (foto Bruga) La cantoria di Donatello realizzata in marmo e databile tra il 1433 e il 1438. (foto Bruga)

L'esterno della cupola di S. Maria del Fiore ideata da Filippo Brunelleschi. (foto Bruga) La grande sala del museo che ospita i modellini della cupola a base ottagonale a doppia calotta. (foto Bruga) Il modello del tamburo ottagonale dotato di grandi aperture circolari per l'illuminazione. (foto Bruga) La lanterna con copertura a cono del peso di settecentocinquanta tonnellate coronata da una palla di rame ideata dal Verrocchio. (foto Bruga)

Arnolfo di Cambio fu il primo; altri, grandissimi, si successero nel tempo, tra i quali Giotto, Andrea Pisano, Francesco Talenti, per poi arrivare al sommo Brunelleschi seguito da Michelozzo e da tanti altri ancora. Sarebbe lungo e un po’ tedioso elencare tutti gli architetti che, a partire dal 1296, si cimentarono con una delle più straordinarie “opere dell’uomo” che l’Italia offra ai suoi visitatori: stiamo parlando della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, la cui costruzione venne decretata dal Comune di Firenze alla fine del XIII secolo, come espressione dell’intera comunità fiorentina.

Simbolo religioso, dunque, ma anche e forse soprattutto, civile, la cui storia viene plasticamente ricostruita nel Museo dell’Opera del Duomo (www.ilgrandemuseodelduomo.it), che con il nuovo allestimento, a partire dal 2015, ha rivoluzionato e spettacolarizzato ancor più questo capolavoro.

E’ stupefacente entrare nella sala centrale del piano terra del museo e imbattersi nel gigantesco modello in scala 1:1 dell’antica facciata di Arnolfo di Cambio, mai terminata e distrutta alla fine del ‘500; sull’altro lato della sala si rimane ancora a bocca aperta di fronte al capolavoro quattrocentesco dell’orefice e scultore Lorenzo Ghiberti, la dorata Porta del Paradiso, così denominata da Michelangelo. Sono solo le prime battute di un percorso vertiginoso e sempre più sorprendente: davanti ai nostri occhi si dipanano la struggente Maddalena penitente di Donatello, l’umanissima Pietà del Buonarroti, le statue monumentali e i rilievi esposti nella galleria del Campanile al primo piano, dove troviamo anche la sala delle Cantorie di Luca della Robbia e Donatello. Il culmine della visita si raggiunge con la galleria e il belvedere della Cupola, dov’è ricostruito il processo concettuale e operativo che portò Brunelleschi a realizzare in modo innovativo uno dei massimi simboli del Rinascimento.

La visita a questo museo è una specie di orgia del bello, da cui si esce frastornati e un po’ confusi, chiedendosi come sia stato possibile concentrare nell’arco di 700 anni tanta bellezza e innovazione in uno spazio relativamente piccolo, qual è la piazza del Duomo. Il nuovo allestimento valorizza al massimo le opere in mostra e nel contempo stimola il visitatore a seguire l’evoluzione e i tanti cambiamenti della fabbrica del Duomo di Firenze.  

Non sorprende che quest’anno il museo sia tra i finalisti del premio dedicato alla memoria dell’archeologo Riccardo Francovich, come riconoscimento per un sito di grande rilievo nel patrimonio museale e originale per la formula espositiva, attenta anche alla comunicazione e alla didattica. Il premio sarà consegnato nel febbraio 2018 proprio a Firenze e speriamo sia il Museo dell’Opera del Duomo ad aggiudicarselo. In bocca al lupo!    


www.firenzeturismo.it







 

 

 

 

 

 

 

 

 





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