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Intervista a Valentina Venanzi

 

Natale e Capodanno senza eccessi alimentari? Si può (e si deve)!
Una nutrizionista spiega come e perché  

 

di Eugenia Sciorilli 

 

La biologa nutrizionista Valentina Venanzi. (foto pubblicata per gentile concessione di Valentina Venanzi) L'olio extra vergine IGP dell'Oleificio Cooperativo Montalbano di Vinci in provincia di Firenze. (foto Molino della Doccia-Olio Montalbano) La confezione triangolare natalizia del Parmigiano Reggiano San Giorgio di Casina in provincia di Reggio Emilia. (foto Parmigiano Reggiano Latteria Sociale San Giorgio)

La cicerchia marchigiana di Serra de' Conti, prodotto incluso nei Presidi Slow Food. (foto Comune di Serra de' Conti) Il panettone a lievitazione naturale del Panificio Grazioli di Legnano in provincia di Milano. (foto La bottega Effecorta Milano)

Frutta secca e disidratata dell'azienda torinese San Gaetano. (foto San Gaetano Frutta Secca) Il Nobile di Montepulciano Bossona Riserva DOCG delle Cantine Dei, (foto Cantine Dei) Il bianco Praepositus Sylvaner Doc dell'Abbazia di Novacella nella Valle Isarco. (foto Cantina Abbazia di Novacella) Tavoletta classica di puro cioccolato fondente all'80%, prodotto biologico di Solocacao e Casa del Miele. (foto Casa del Miele) Lo chef Antonio Sciullo, che terrà alla Scuola di Cucina di Roma " A Tavola con lo Chef" la lezione di gastronomia sul tema “Il Natale in famiglia” il 18 dicembre 2017 dalle 16 alle 20 (foto A Tavola con lo Chef)

Zampone, cotechino, tortellini in brodo, prosecco, panettone e torroni, spesso di fattura industriale... sono numerosi gli "attentati" piccoli e grandi a una corretta e sana alimentazione cui indulgiamo spesso, nel periodo che intercorre tra la vigilia di Natale e Capodanno. Come possiamo salvaguardare il nostro organismo, senza rinunciare troppo ai piaceri del palato?
Lo abbiamo chiesto a Valentina Venanzi, nutrizionista e, come noi, amante dei viaggi del gusto.

 

D. - Quali sono le regole basilari per evitare una malsana maratona alimentare durante le feste?

R. - Le vacanze di Natale mettono da sempre a dura prova i nutrizionisti, i quali però devono essere abili nel dispensare accorgimenti e consigli per non arrecare troppo danno al nostro organismo.
È pur sempre Natale ed è giusto condividere questo momento in famiglia davanti a del buon cibo, è bene però non strafare per non sentirci nei giorni successivi troppo appesantiti, per fare ciò io mi sento di consigliare di assaggiare poco di tutto. Inizierei il pasto con delle verdure crude, tipo finocchi, carote, sedano con olio e.v.o. e del pepe magari abbinato a delle cipolline agrodolci come aperitivo, di modo da preparare il fegato al cibo che mangeremo e anche per darci una parziale sazietá.
Eviterei di caricare il pasto con troppi carboidrati, sì ad un bel piatto di pasta con del pesce per la vigilia ma evitare il pane nello stesso pasto, sì al fritto ma solo se fatto con olio e.v.o., sì a verdure di stagione come contorno, ricche di fibre ed antiossidanti che ci daranno sazietá e ci aiuteranno a proteggerci dagli eccessi, magari eviterei troppi salumi ricchi di sale e prediligerei olive o del Parmigiano come stuzzichino.
Sì a del buon vino, magari due dita ad ogni portata in modo da farlo diventare un unico bicchiere in tutto il pasto. No a pranzi che durano ore, approfittatene per fare delle belle passeggiate in compagnia ed infine se non riuscite a rinunciare ai dolci tipici della tradizione, fatevi furbi e mangiatene magari anche di più a colazione e non subito dopo il pasto, li digerirete e smaltirete meglio e li gusterete di più, concedetevi se volete del cioccolato extra fondente al 75%, /80%  con una bella tazza di caffè nel pomeriggio.
Prediligete inoltre la frutta secca e la frutta tipica di stagione mentre ci si ritrova a far due chiacchiere in salotto, e per ultimo ma non da ultimo consiglio che mi sento di dare è quello di bere moltissima acqua e/o tisane o tè nell'arco della giornata, ci aiuterà a disintossicarci meglio.


D. - Tra le bevande alcoliche, in generale meglio lo spumante o il vino rosso? Più in particolare, quali sono i migliori abbinamenti bevanda/alimento?

R. - Si sa che un bel bicchiere di vino di ottima qualità non può che far bene, meglio se DOC e magari non superare la dose giornaliera di 2 bicchieri per l'uomo ed 1 bicchiere per la donna.
Vino o Spumante? La scelta è da ricercarsi nella qualità, sicuramente un buon vino è da preferirsi allo spumante perché contiene resveratrolo, una potente sostanza antiossidante ed antitumorale.
La combinazione é generalmente rosso per una cena a base di carne e bianco per una cena a base di pesce. Sì, ma quale scegliere? In Italia abbiamo la fortuna di avere una vastissima scelta, infatti in base al tipo di cibo che andremo a mangiare dovremmo essere abili nello scegliere il vino giusto per esaltarne il sapore.
a Natale prediligiamo un menù tipico a base di carne allora opterei del rosso. La prima regola è scegliere il vino in base al taglio della carne e alla sua cottura, per esempio per i tagli di bollito o brasato si può optare per un rosso un po' invecchiato, per quelli più grassi un classico Nero D'Avola, più corposo, se invece si opta per carni bianche come pollo, tacchino o coniglio, che sono carni decisamente più magre, l'abbinamento giusto è sicuramente un vino più fresco come Cabernet o un tipico Lambrusco.


D. - Preferibile un menù a base di carne o di pesce? Per quali motivi?

R. - A Natale chi più e chi meno rispetta un po’ la tradizione tipica del territorio, proponendo sulla tavola menù caratteristici della propria regione, diciamo che dal punto di vista nutrizionale l’ideale sarebbe optare per un menù a base di pesce. Questo per molte ragioni: il pesce è un alimento molto digeribile, leggero, raffinato e ricco di acidi grassi essenziali, quali gli omega tre che hanno la capacità di proteggerci da malattie cardiovascolari, di abbassare i livelli di pressione sanguigna, colesterolo, glicemia... Lo si digerisce con estrema facilità per via della sua carne molto magra e tenera, per cui è adatto a chi vuol mantenersi in forma e con gusto. Possiamo abbinare un buon vino bianco per esaltarne il sapore delicato. 


D. - Zampone e cotechino sono un tabù per i nutrizionisti o una volta all'anno ce li possiamo concedere? Con quali contorni andrebbero abbinati?

R. - La tradizione vuole che a Natale ci siano sulle nostre tavole i tanto amati “non per noi nutrizionisti”, zampone e cotechino, è pur sempre Natale e perché no ogni tanto possiamo concederceli, magari evitiamo di unire altri grassi durante la cottura visto che già di per sé questi tagli di carne risultano essere molto grassi, evitiamo di consumarli con  la pelle ricchissima di grasso e di colesterolo e magari evitiamo di fare il bis, ma prendiamone poche fette evitando di aggiungere altro sale, visto che di per sé l’alimento ne è già ricco.
Abbiniamo un bel contorno di verdura a foglia verde amara come cicoria, insalata mista oppure spinaci o broccolo, cavolo, carciofi che ci aiuteranno a depurarci grazie agli antiossidanti e ad apportarci fibre benefiche per il nostro organismo, condiamole con olio extravergine d’oliva e limone dalla potente azione alcalinizzante, e che ci aiuterà a fissare meglio il ferro.


D. - Quali accorgimenti possiamo adottare per una tavola sana anche in presenza di ricette "goduriose"?

R. - Su una tavola natalizia non devono mai mancare verdure crude, olio extravergine, olive, cipolline in agrodolce, questi potrebbero essere già delle alternative ad antipasti troppo ricchi di sale, in ogni caso è sempre meglio preferire legumi a salumi o altri insaccati, frutta a fine pasto piuttosto che il dolce che magari possiamo concederci a colazione, frutta secca o cioccolato extra fondente 80% come alternativa al classico torrone. Si può stare attenti anche durante le feste di Natale, alzatevi da tavola con una sazietà dell’80%, questo vi aiuterà a non sentirvi troppo appesantiti nei giorni successivi e a smaltire con più facilità gli eccessi o stravizi che inevitabilmente ci saranno. 


D. - Quali sono le ricette di fine anno che tu personalmente preferisci? Che cosa non manca mai alla tua tavola festiva? A che cosa, invece, rinunci volentieri?

R. - Per il menù di fine anno io non rinuncio mai ai legumi, un bel piatto di lenticchie come vuole la tradizione e che dovrebbero essere presenti sulle tavole e nei menù di tutti gli italiani, i legumi come fagioli, ceci, piselli, lenticchie, ma anche fave, cicerchie... Sono tutti ottimi alimenti che si prestano a cene sfiziose e gustose apportando tanti benefici, primo fra tutti quello di apportare fibre, proteine, abbassare i livelli di glicemia e colesterolo ed essere amici per il cuore. Possiamo abbinarle a pasta, la classica pasta e fagioli, riso e piselli, ottima combinazione e giusto apporto di proteine, fibre e carboidrati a basso indice glicemico. Mangiatene di più nel menù di fine anno! Nella mia tavola natalizia non devono mai mancare le verdure della stagione, il pesce, i cereali antichi, la frutta e la frutta secca e perché no del buon vino, mentre rinuncio molto volentieri a dolci industriali tipici della tradizione che trovo troppo ricchi di zuccheri, grassi idrogenati e coloranti. Sì a cioccolato extra fondente puro o a dolci fatti in casa, è pur sempre Natale ed un dolce ci sta tutto, ma meglio se siamo noi a farlo!

 

Da sapere - Valentina Venanzi è una biologa nutrizionista, e si è dedicata alla propria attività dopo aver studiato Biologia all'Università di Roma La Sapienza, dove ha conseguito la laurea con lode. Lavora come libera professionista in due studi medici della capitale ed effettua regolarmente corsi di aggiornamento. È una gran viaggiatrice, amante dei sapori del mondo, dello sport, degli animali e dell'ambiente. Ha fatto della ricerca di uno stile di vita sano un vero e proprio “mantra”. Ha avuto modo di dichiarare: "Amo prendermi cura del mio corpo. Il mio scopo da professionista è educare il paziente a volersi bene e a riconoscere il cibo come cura e prevenzione".