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Un libro una città: Rabat
“Marocco” di Edmondo De Amicis (Amazon)

di Bruga

 

La metropolitana di superficie nel quartiere moderno. (foto Bruga) La passeggiata marina disseminata di negozi e ristoranti.(foto Bruga) Particolare dell'ingresso al Museo Mohammed V di Arte Moderna e Contemporanea. (foto Bruga)

Un murales di arte africana nel cortile del Museo Mohammed V. (foto Bruga) L'esterno del Museo di Storia e delle civilizzazioni. (foto Bruga) Il Dar-al-Makhzen, residenza ufficiale dei sovrani del Marocco. (foto Bruga)

Il cambio della guardia al Polo religioso. (foto Bruga) La terrazza della Moschea di Hassan. (foto Bruga) La Torre di Hassan, minareto di una moschea rimasta incompleta. (foto Bruga)

La facciata del Mausoleo di Mohammed V. (foto Bruga) Il sarcofago in onice bianco del sultano Mohammed V, agli angoli le tombe di Moulay Abdellah e Hassan II, rispettivamente figlio minore e fratello del re. (foto Bruga) La cupola che sovrasta la sala dei sarcofagi. (foto Bruga)

La cinta muraria della Kasba degli Oudaia. (foto Bruga) Il minareto della moschea Abu Yusuf Ya qub oggi in rovina. (foto Bruga) L'ingresso alla necropoli di Chella, complesso di antiche sepolture. (foto Bruga)

Gli ambienti interni della necropoli di Chella. (foto Bruga) Il porto turistico. (foto Bruga) Dolci tipici marocchini. (foto Bruga)

La copertina dell'ebook Marocco, Passerino Editore. Per il nostro ultimo articolo sul Marocco partirei da questo reportage di viaggio del celebre autore di “Cuore”, che peraltro potete scaricare gratis da Amazon. Il volume prende origine da un  viaggio compiuto dall’autore nel 1875, per la prima missione diplomatica del nuovo stato italiano nel regno di Muley El Hassan I. Il volume non si sofferma in particolare su Rabat, che all’epoca non era ancora la capitale (lo diventò nel secolo scorso, sotto il protettorato francese, e rimase tale dopo l’ indipendenza), ma è comunque interessante perché fotografa lo stato dei rapporti fra Europa e Magreb alla fine dell’Ottocento.

In realtà, per il visitatore Rabat è una sorpresa: la capitale mantiene ovviamente un bel centro storico circondato da mura spettacolari che risalgono alla fine del 1100, periodo nel quale la città fu capitale almohade sotto Yacoub El Mansour, ma è soprattutto il suo aspetto moderno a colpire. E’ chiaro che sta diventando un biglietto da visita dell’intero paese, da mostrare con orgoglio per attirare interesse e investimenti internazionali. Ecco dunque l’efficientissimo metrò di superficie, che collega le due sponde del fiume Bou Regreg e le due città gemelle di Rabat e Salè; ecco lo spettacolare progetto urbanistico che prevede il rifacimento del lungofiume e la costruzione di una Cittadella della cultura, sempre nella zona intermedia fra i due centri urbani; ecco infine due bellissimi musei “di nuova generazione”, come quello Archeologico appena riaperto dopo una perfetta opera di ammodernamento come Musée de l’Histoire e des Civilisations, e il MMVI, cioè quello di Arte moderna e contemporanea, dedicato a Mohammed VI, l’attuale sovrano (www.museemohammed6.ma). Sono assai vicini l’uno all’altro, nella zona intorno all’immenso Palazzo Reale, e meritano una visita approfondita anche perché non troppo grandi. Nel primo si possono ammirare, a distanza ravvicinata e illuminati in modo suggestivo, reperti da Volubilis e da altri scavi in corso, mentre il secondo fornisce un quadro originale dell’arte marocchina contemporanea e ospita mostre temporanee soprattutto di artisti africani.

Se questi due musei mostrano il volto moderno del Marocco, a poche fermate di distanza (grazie al tram veloce del quale si diceva) trovate il “polo religioso” della città: la Torre Hassan del 1200, possente e incompiuta, la moschea di Hassan, crollata ma incredibilmente affascinante con le sue centinaia di colonne residue, e il moderno Mausoleo di Mohammed V (nonno del re e artefice dell’indipendenza), costruito una cinquantina di anni fa e anch’esso molto bello, nello stile dell’imperdibile Moschea moderna di Casablanca, intitolata ad Hassan II, padre del re e suo predecessore. Se riusciste a trovarvi sul posto in una bella giornata durante una celebrazione, come è capitato a noi, l’impressione sarebbe un po’ come quella di un non-cattolico che capitasse la domenica mattina in piazza San Pietro: comunque la pensiate, un momento che suscita rispetto e fa capire meglio la complessità del nostro mondo.

Non può mancare, poi, una visita alla necropoli di Chellah. Si trova a poca distanza dal centro, ma arrivando lì vi troverete in una dimensione del tutto diversa, che mescola i tesori archeologici con le bellezze naturali e la tranquillità di un luogo appartato, dove regnano incontrastate centinaia di cicogne! La storia di questo luogo inizia con la fondazione della romana Sala e prosegue nel 1300 sotto vari sultani, fino al sisma di metà del Settecento che ne decretò la fine prematura e il passaggio fra le vestigia del passato …

Ultima indicazione per i gourmet: essendo Rabat la capitale, non mancano i locali interessanti. Sul modernissimo lungofiume raggiungibile col tram veloce, stanno nascendo molti locali di cucina fusion; per un menu più tradizionale ma eseguito e presentato a regola d’arte, fra i vicoli della medina troverete, non senza qualche difficoltà, rue Belgnaoui 6: è la sede del lussuoso ristorante Dinarjat, dove il viaggio si conclude con una cena degna di un sultano!  


www.visitmorocco.com








 

 

 









 

 

 

 

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