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Intervista alla pittrice Roberta Gulotta sul suo incontro ravvicinato
con il grande artista, le cui opere sono attualmente proposte a Verona

di Eugenia Sciorilli

 

Roberta Gulotta in compagnia di Fernando Botero in una foto di Giampaolo Napoletti scattata a Spoleto nel giugno 2015. (gentile concessione di Roberta Gulotta) L'opera di Roberta Gulotta esposta alla Biennale di Arte e Cultura RomArt 2017 (Stadio di Domiziano) - foto di Pasquale Modica pubblicata per cortese concessione di Roberta Gulotta Una sala di Palazzo Forti a Verona durante la mostra dedicata a Botero. (foto Arthemisia Group) L'infanta Margarita (da Diego Velazquez), 1977. (foto Arthemisia Group) Federico da Montefeltro (da Piero della Francesca), 1998. (foto Arthemisia Group) Battista Sforza (da Piero della Francesca), 1998. (foto Arthemisia Group)

-La vedova, 1997. (foto Arthemisia Group) Famiglia con animali, 1998. (foto Arthemisia Group) Gente di circo con elefante, 2007. (foto Arthemisia Group) Donna di circo sul trapezio, 2007. (foto Arthemisia Group) Musici, 2008. (foto Arthemisia Group)

Festival dei Due Mondi di Spoleto, 27 giugno 2015: “La città era in festa, in quel periodo stavo esponendo alcune opere pittoriche nel Palazzo Leonetti Luparini. Tutti attendevano Botero, ricordo che le strade erano gremite di persone”. Così comincia il racconto di Roberta Gulotta, una giovane pittrice e scultrice romana, dedicato al suo incontro ravvicinato con Fernando Botero, che rappresenta una delle maggiori icone dell’arte contemporanea a livello mondiale e che fino al prossimo aprile è proposto con 50 capolavori a Verona, nella spettacolare cornice di Palazzo Forti.

Roberta, che è presente con un suo quadro alla Biennale d’arte e cultura RomArt 2017 (Stadio di Domiziano), continua a raccontare: “Botero quell’anno era atteso a Spoleto perché era l’autore della locandina della 58sima edizione del Festival dei Due Mondi. Ricordo un’atmosfera di festa, erano presenti il sindaco, l’ambasciatore della Colombia, il Paese di cui Botero è originario, sfilava la banda musicale. Nel visitare la sua mostra spoletina, in cui erano riunite decine di sculture in gesso, ho avuto la preziosa occasione di essere accompagnata da lui nelle varie sale del percorso espositivo, e di poterci scambiare qualche frase”.

Malgrado l’immensa popolarità che Botero gode a livello mondiale, non è apparso, agli occhi di Roberta Gulotta, un “divo” inavvicinabile; al contrario, “era molto gentile e cordiale, e mi ha colpito molto anche la classe di sua moglie, Sophia Vari, lei stessa artista, per la precisione una delle più importanti scultrici del nostro tempo”.

Roberta non esita a definire Fernando Botero “un artista coraggioso”, non esitando a commentare: “Nel momento in cui andava di moda l’astrattismo, ha perseverato nella sua linea filosofica e artistica, privilegiando il figurativo volumetrico”. E aggiunge: “È un uomo particolarmente carismatico, anche nello sguardo. Traspariva dalla sua figura e dal suo sguardo una costante ricerca creativa”.

Sollecitata a fornire un’analisi critica delle opere di Botero, Roberta Gulotta si concede un attimo di riflessione, per poi dichiarare senza esitazioni: “Le sue opere trasmettono un’apparente gioiosa ordinarietà. Sono molto intense, dai colori vivi, non scevre di inquietudine o sofferenza, e per sue opere intendo non soltanto i quadri, ma anche le sculture in gesso o in bronzo”.

Da sapere - Dopo aver frequentato il Liceo Artistico e l'Accademia di Belle Arti di Roma, Roberta Gulotta si dedica alla pittura figurativa, interpretata in una visione onirica. Influenzata dai suoi viaggi che già da piccola l'hanno portata in luoghi esotici, soprattutto nel continente africano, appassionata di filosofie orientali, predilige simbologie del mondo naturale. Ama i colori decisi, usando tecniche come la tempera acrilica, in una costante ricerca di equilibri tra colore, movimento e concetto. Ha realizzato bozzetti ed illustrazioni per alcune case editrici. Incuriosita dal tema del Tempo ne studia dinamiche e percorsi figurativi. Pittrice, scultrice e fotografa ha esposto le sue opere, partecipando a Rassegne d'Arte Internazionali. In collaborazione con l'Annuario del Cinema Italiano e Audiovisivi, ha creato e realizzato il Trofeo che l'Annuario assegna ogni anno a un personaggio del mondo dello spettacolo e del cinema, diventando così "Testimonial" della prestigiosa pubblicazione.

www.mostrabotero.com