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Inchiesta: Una donna, un museo / 1 - Roma

 

di Inege E. Blumenthal   

La principessa Alice Blanceflor Boncompagni Ludovisi in un dipinto di Philip de Laslo conservato al Villino Boncompagni Ludovisi sede del Museo per le Arti Decorative, il Costume e la Moda. (foto Eugenia Sciorilli) Una consolle dorata con vaso in porfido rosso e il grande quadro settecentesco Mare in tempesta di Adrien Manglard. (foto Eugenia Sciorilli) Collezione di ceramiche e porcellane. (foto Eugenia Sciorilli) Porcellane e cristalleria da tavola. (foto Eugenia Sciorilli) Collezione di bronzetti e tazzine in porcellana. (foto Eugenia Sciorilli)

Galleria degli Arazzi, particolare del grande arazzo fiammingo con scena silvestre. (foto Eugenia Sciorilli) Abiti di alta moda nella Galleria degli Arazzi. (foto Eugenia Sciorilli) Collezione di abiti da sera firmati Valentino, Balestra e Marella Ferrera. (foto Eugenia Sciorilli) La Sala delle Vedute con il ritratto a figura intera della principessa. (foto Eugenia Sciorilli)

La consolle e il grande specchio rococò nella Sala delle Vedute. (foto Eugenia Sciorilli) Sala della culla dei Principi di Savoia. (foto Eugenia Sciorilli) Sala di Papa Boncompagni, ritratto di Gregorio XIII nato Ugo Boncompagni. (foto Eugenia Sciorilli)

Il mappamondo firmato Matthaus Greuter di Strasburgo posto su una scrivania di XVII secolo nella Sala di Papa Boncompagni. (foto Eugenia Sciorilli)

A pochi passi da Via Veneto, da Porta Pinciana e dagli stupefacenti Horti Sallustiani, c'è a Roma un museo splendido ma poco conosciuto, un autentico gioiellino nascosto,  il Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti Applicate, che la benemerita iniziativa del Touring Club Italiano "Aperti per voi", affidata a volontari tanto cortesi quanto generosi, permette di essere aperto al pubblico con ingresso gratuito.

Blanceflor Boncompagni Ludovisi è la magnifica icona di questo delizioso spazio museale, che corrisponde a un elegante palazzo su una delle strade più suggestive del centro storico della capitale, un tempo tra le proprietà di una delle più nobili famiglie romane, e che si è poi trasformato, a metà degli anni Novanta, in raffinata proposta del panorama artistico italiano dedicata all'arte, alla moda e al design del XIX e XX secolo.

Come narrano le cronache, Blanceflor nasce a Siena nel 1891. È la figlia del barone Carl Bildt e di sua moglie Alexandra, nata Keiller. Suo padre presta servizio in veste di inviato e di ministro, presso l’Ambasciata di Svezia a Roma, dal 1889 al 1920. Nel momento in cui Blanceflor raggiunge il ventesimo anno d’età incontra un giovane principe italiano, Andrea Boncompagni-Ludovisi, e i due decidono di sposarsi. I genitori del principe, tuttavia, lo costringono a sposare nel 1916 una ricca ereditiera americana, Margeret Preston Draper, ma nel 1924, per assenza di prole, tale matrimonio viene annullato e Blanceflor riesce a unirsi in nozze con il principe Andrea. Pur essendo un'unione felice, neppure questo matrimonio produrrà figli, così alla morte del marito, nel 1948, Blanceflor eredita i fondi fiduciari americani, la casa in cui vive in via Boncompagni 18 a Roma e una fattoria in Umbria. In seguito comprerà anche una villa sui colli Albani: La Sosta. Blanceflor si risposa con l’avvocato italiano Adolfo Gancia, che la lascia nuovamente vedova nel 1966. 

La sua vita si conclude pochi anni dopo, nel 1972, ma Blanceflor offre ai successive generazioni un lascito importante: una fondazione per la ricerca scientifica e l’istruzione che porta il suo nome, istituita nel 1955 e che dopo la sua morte, grazie alla sua volontà, entra in possesso di una parte sostanziale della proprietà dei fondi fiduciari americani e di altri beni di provenienza svizzera e svedese.

polomusealelazio.beniculturali.it

blanceflor.se 






 

 

 




 



 



 

 

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