| HOME PAGE | MERIDIANI E PARALLELI | ASTROLOGIA E DINTORNI | ANNIVERSARI | CALENDARIO | LOUNGE TIME | IL RESORT DEL MESE | LO SCAFFALE | GALLERIA DEL GUSTO | RENDEZ VOUS | ASTERISCHI |
| VARIAZIONI D'AUTORE | PHOTO TIME | SPIGOLATURE | ITINERARI | PROTAGONISTE | RITRATTI DI ARTISTA | NON SOLO HOTEL | ATTIMI DI CINEMA | NEWSLETTER | FORUM | CONTATTI | LINK CONSIGLIATI |

 

 

 

clicca sulle miniature
per ingrandirle

 





 

Incastonata nel cuore di Milano, appartiene ai beni del FAI


di Luisa Sodano

 

La facciata principale della villa progettata da Piero Portaluppi oggi donata al Fai, Fondo per l'Ambiente Italiano.(foto Bruga) La veranda sul fianco sinistro dell'edificio. (foto Bruga) La meridiana su una parete esterna della Casa-Museo. (foto Bruga)

La collezione di porcellane in una sala del piano rialzato. (foto Bruga) La biblioteca-studio al piano rialzato. (foto Bruga) Arturo Martini, L'amante morta, scultura in gesso dipinto. (foto Bruga)

Arturo Martini, Il dormiente – 1921. (foto Bruga) Lo scrittoio in una camera da letto al primo piano. (foto Bruga) I locali della stireria. (foto Bruga)

Ricami e merletti sulla biancheria d'epoca in esposizione nei locali della stireria. (foto Bruga) La macchina per cucire vintage con mobile di noce. (foto Bruga) La collezione di piatti su uno scaffale della dispensa nella cucina del piano seminterrato. (foto Bruga)

Uno dei bagni a due lavabi degli appartamenti padronali (foto Bruga) Il rivestimento in marmo pregiato della vasca da bagno. (foto Bruga) La piscina circondata dal giardino. (foto Bruga)

Un angolo del giardino-parco. (foto Bruga)

Sulla Villa Necchi Campiglio si possono trovare tutte le informazioni che si desiderano nel sito del Fondo Ambiente Italiano (FAI); d’altronde, questa irresistibile dimora milanese degli anni ’30 del Novecento è davvero il fiore all’occhiello dei beni FAI. Non starò perciò a descriverla nei dettagli, ma cercherò di trasmettervi le emozioni che ho provato visitandola.

Sono capitata lì in una magnifica giornata di luce e sole, con “Quel cielo di Lombardia, così bello quand’è bello, così splendido, così in pace”, per citare il Manzoni nazionale. Già il quartiere in cui si trova la Villa è un antipasto premonitore: siamo alle spalle di Corso Venezia, in Via Mozart, una delle zone più eleganti di Milano, piena di edifici d’epoca, defilata e tranquilla, pur essendo centralissima. Al numero 14 la cancellata si apre su un parco-giardino con alberi secolari, oasi di verde nel cuore meneghino, oltre il quale occhieggia una piscina, tra le prime costruite per una casa privata, un tempo anche riscaldata per permettere di fare il bagno pure d’inverno!

La Villa si staglia sobria, quasi severa, nelle sue linee razionaliste disegnate da un architetto molto in voga all’epoca, Piero Portaluppi, che aveva firmato tra l’altro il Civico Planetario, del quale una reminiscenza si intravede in una finestra a forma di stella visibile dall’esterno. Entrare negli spazi dove le sorelle Nedda e Gigina Necchi vissero insieme al marito di quest’ultima, Angelo Campiglio, è una full immersion nel gusto modernista del secolo scorso, anche se un po’ imbarocchito in alcuni arredi. E mentre la guida FAI descrive e racconta la vita di questa famiglia dell’alta borghesia milanese, non ci si può non perdere nei saloni di rappresentanza del piano terra e pensare che sarebbe stato bello partecipare a qualche cena o incontro tra amici nella sala verandata che dà sul giardino! 

Ancora, salendo al primo piano, dove si sviluppa la zona notte, viene voglia di indossare con qualche leggiadro cappellino uno dei tanti bei vestiti delle sorelle Necchi ottimamente conservati, e, perché no, farsi un bagno caldo in una delle magnifiche vasche delle spaziosissime sale da bagno dotate di ogni comfort. In questa casa sembra tutto molto funzionale, dalla cucina con un efficiente sistema di portavivande, al guardaroba con stireria, dove troviamo la biancheria in perfetto ordine e una macchina da cucire Necchi, uno dei marchi della modernizzazione del Belpaese, frutto dell’ingegnosità del fratello di Nedda e Gigina.

La Villa è anche un preziosissimo museo, grazie al lascito di alcune collezioni che spaziano dal Tiepolo al Canaletto, e soprattutto, ad artisti del Novecento, quali Sironi, De Chirico, Martini e Wildt.

È stato una grande fortuna per noi tutti l’atto di immensa generosità delle sorelle Necchi che nel 2001 affidarono al FAI la loro dimora, rendendone possibile la fruizione al grande pubblico. Se andate a Milano, magari in occasione del ponte di Sant’Ambrogio e dell’Immacolata, non perdete l’occasione di trascorrere un po’ del vostro tempo in questo angolo di serenità e bellezza.  


www.fondoambiente.it/luoghi/villa-necchi-campiglio

 

 

 







 

 

 

 

 

 

 

 

 





A Tavola con lo Chef