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Aperta al pubblico a Palazzo Montecitorio la mostra "Testimoni di Civiltà"

Da una spettacolare esposizione, con opere salvate da criminali e
macerie, al recupero di preziose statuine di Presepe Napoletano del '700

di Eugenia Sciorilli

 

La Sala della Lupa alla Camera dei Deputati. (foto ©Eugenia Sciorilli) La locandina della mostra organizzata nella Sala della Lupa a Palazzo Montecitorio. (foto ©Eugenia Sciorilli) Il discorso del Generale Fabrizio Parrulli, a capo dal 2016 del Comando dei Carabinieri per la Tutela del  Patrimonio Culturale, alla sua destra il Questore di Montecitorio Stefano D'Ambruoso, alla sua sinistra la curatrice della mostra Daniela Porro e il Generale Sabino Cavaliere. (foto ©Eugenia Sciorilli) Rilievo funerario femminile da Palmira. (foto ©Eugenia Sciorilli)

Codici miniati di XIV secolo. (foto ©Eugenia Sciorilli) Teste in marmo di età romana. (foto ©Eugenia Sciorilli) Particolare della statua lignea di San Francesco proveniente da Amatrice. (foto ©Eugenia Sciorilli)

Il sindaco di Guidonia Michel Barbet accanto al gruppo scultoreo noto come la Triade Capitolina. (foto ©Eugenia Sciorilli) Il procuratore della repubblica di Isernia, Paolo Albano, al centro. (foto ©Eugenia Sciorilli) Statuine di personaggi e animali del prezioso presepe napoletano recuperato dai Carabinieri del TPC. (foto ©Eugenia Sciorilli) L'insieme delle statuine settecentesche di fattura napoletana. (foto ©Eugenia Sciorilli) Il moro a cavallo e un musico, pregevoli pezzi di arte presepiale napoletana. (foto ©Eugenia Sciorilli)

L'effetto è straordinariamente scenografico, e la memoria storica accende l'emozione. Sono nella Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio, e vengo presa dalla commozione leggendo la targa che ricorda il coraggio eroico di quei deputati passati alla storia come "aventiniani", che si riunirono proprio in quella sala (così chiamata perché campeggia una splendida lupa capitolina) per decidere su come opporsi al fascismo. La commozione, però, cede il passo a un'ammirazione entusiasta nell'ammirare le opere che formano un eccezionale percorso espositivo.
Come ha ricordato Daniela Porro, che dirige il Museo Nazionale Romano ed è la curatrice della mostra, sono proposti all'ammirazione del pubblico (si può accedere liberamente, senza pagare alcun biglietto, e direttamente dall'ingresso principale della Camera dei Deputati, su Piazza Montecitorio) pezzi d'inestimabile valore.

Le opere esposte erano state trafugate nel corso del recente passato dalla criminalità organizzata oppure tragicamente seppellite dalle macerie dei recenti eventi sismici nell'Italia centrale, e successivamente sottratte alla malavita o alle macerie dall'operato straordinariamente encomiabile del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC Carabinieri), affidato alla guida del Generale di Brigata Fabrizio Parrulli e al coordinamento del Ministero dei Beni Culturali.
Non è un dettaglio insignificante che la mostra presenti come sottotitolo "L’art. 9 della Costituzione. La tutela del patrimonio culturale della Nazione”, perché proprio in quell'articolo, facente parte del nucleo più importante della Carta Costituzionale - la cui copia originale è conservata in una bacheca proprio nella magnifica Sala della Lupa - si sancisce il dovere di ogni cittadino italiano di salvaguardare, nei modi possibili a ciascun individuo, il patrimonio culturale della Nazione.

Ha affermato, nel corso del suo discorso (tenuto a braccio), il Gen. Fabrizio Parrulli: “La mostra valorizza la poliedricità dell’azione di tutela e di salvaguardia che l’Arma dei Carabinieri, ed in particolare il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, svolge in sinergia con le articolazioni centrali e periferiche del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, attraverso le attività di recupero dei beni d’arte, non solo a seguito di indagini specifiche o all’azione svolta nell’ambito della cosiddetta diplomazia culturale, ma anche salvati e messi in sicurezza nelle zone dell’Italia centrale, colpite dal sisma del 2016”.
Qualche esempio? Quattro splendidi codici miniati del Trecento, preziose teste in marmo risalenti all'epoca dell'antica Roma, il leggendario "Carro del principe sabino", la meravigliosa Stele di Palmira, trafugata durante la sanguinosa guerra civile in Siria, tuttora attuale, e recuperata a Torino presso un antiquario. Simbolo commovente della fragilità del nostro patrimonio artistico, infine, la statua di San Francesco d'Assisi prodigiosamente salvata dalle tonnellate di detriti di una basilica a lui dedicata ad Amatrice, che purtroppo è andata distrutta.

Appena qualche giorno prima, il TPC Carabinieri ha voluto organizzare, nella sua suggestiva sede romana di Via Anicia 24 (già nota come la storica Caserma Ferrero della Marmora) un piccolo ma affascinante percorso espositivo, dedicato a una delle più belle e antiche tradizioni italiane: quella del Presepe Napoletano, con preziose statuine di pregiata fattura risalenti al Settecento, per un valore calcolabile in diversi milioni di euro. Anche in quel caso, si trattava di pezzi che gli uomini del TPC Carabinieri sono riusciti a sottrarre a mani criminali, e che sono destinati a una prossima mostra che Ugo Ricciardi (fondatore del Museo permanente del Presepe napoletano) promuoverà nel capoluogo campano, nella primavera 2018.

A condurre le attente indagini che hanno portato alla salvaguardia di quell'eccezionale patrimonio artistico di Napoli, uno dei più straordinari magistrati italiani: Paolo Albano, giudice partenopeo attualmente a capo della Procura della Repubblica di Isernia, che ha legato il suo nome (nel ruolo di Pubblico Ministero) alla condanna dei responsabili della strage di Caiazzo, l'unico caso in Italia in cui un tribunale civile, e non militare, abbia inflitto una pena esemplare a nazisti colpevoli di efferatezze nel corso della seconda guerra mondiale.
Nel commentare questo recentissimo successo, il Col. Valerio Marra (Comandante del Gruppo di Roma del TPC Carabinieri) dopo aver sottolineato come la filiera criminale sia stata interrotta, ha affermato che "la criminalità purtroppo non conosce confini, sta a noi combatterla e bloccarla per quanto è possibile", mentre il Col. Alberto Deregibus, Vice Comandante dell'intero Comando in Italia, ha dichiarato: "Un tempo si diceva che il nostro patrimonio artistico, insieme a quello paesaggistico, era il nostro petrolio. Invece è il nostro motore, quello che fa muovere l'Italia".

Da sapere - La mostra "Testimoni di Civiltà – L’art. 9 della Costituzione. La tutela del patrimonio culturale della Nazione”, può essere visitata fino al 28 febbraio 2018 (ingresso libero), accedendo alla magnifica Sala della Lupa dall'ingresso principale di Palazzo Montecitorio (Camera dei Deputati). A cura di Daniela Porro, è una simbolica quanto pregiata selezione di beni che il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha recuperato, non solo attraverso attività investigative o grazie all’azione svolta nell’ambito della cosiddetta “diplomazia culturale”, ma anche salvato e messo in sicurezza a seguito del sisma del 2016, che ha colpito varie zone dell’Italia centrale.

http://www.carabinieri.it/cittadino/tutela/patrimonio-culturale/introduzione