Tweet
www.veledicarta.it
A TAvola con lo Chef

 


 

 

| HOME PAGE | MERIDIANI E PARALLELI | ASTROLOGIA E DINTORNI | ANNIVERSARI | CALENDARIO | LOUNGE TIME | IL RESORT DEL MESE | LO SCAFFALE | GALLERIA DEL GUSTO | RENDEZ VOUS | ASTERISCHI |
| PHOTO TIME | SPIGOLATURE | ITINERARI | PROTAGONISTE | RITRATTI DI ARTISTA | NON SOLO HOTEL | ATTIMI DI CINEMA | NEWSLETTER | FORUM | CONTATTI | LINK CONSIGLIATI |

 

clicca sulle miniature
per ingrandirle

 

 

 

 

 

Vai all'elenco
degli articoli pubblicati
nella stessa rubrica
.
Li trovi nell'Archivio
divisi per anno
di pubblicazione.

 

Ultimi articoli  

 

In omaggio ai 280 anni dalla scoperta di Ercolano
e ai 270 anni da quella di Pompei  


di Tony E. Martini 

 

Particolare del plastico degli scavi di Pompei. (foto Museo Archeologico Nazionale di Napoli) Mosaico dei Musici ambulanti dalla Villa di Cicerone a Pompei – II-I secolo. (foto Museo  Archeologico di Napoli) Anello di Carlo III di Borbone proveniente dagli scavi di Pompei – II-I secolo. (foto Museo Archeologico di Napoli)

Luigi Capaldo, Scavi di Pompei – 1860. (foto Museo Nazionale San Martino di Napoli) Carlo Bonucci, Casa dei Dioscuri a Pompei – XIX secolo. (foto Max Museo Chiasso) William Gell, Porta Ercolano vista da Via dei Sepolcri a Pompei – XIX secolo. (foto Max Museo Chiasso)

William Gell, Il Foro di Pompei – XIX secolo.(foto Max Museo Chiasso) Pietro Bianchi, Ricostruzione della Casa del Fauno a Pompei – XIX secolo. (foto Archivio storico della Città di Lugano) Casa di Cornelio Ruffo a Pompei. (foto Museo Archeologico Nazionale di Napoli)

Ercolano, bassorilievo in marmo raffigurante un corteo bacchico. (foto Museo Archeologico Nazionale di Napoli) Francesco Piranesi, Spaccato del Teatro di Ercolano – XVIII secolo. (foto Max Museo Chiasso) Karl Jacob Weber, Pianta e profilo del Teatro di Ercolano – XVIII secolo. (foto Max Museo Chiasso)

Karl Jacob Weber, Pianta della Villa dei Papyri a Ercolano – XVIII secolo. (foto Max Museo Chiasso) Giovanni e Filippo Morghen, Nereide su mostro marino – XVIII secolo. (foto Biblioteca dell'Accademia di Architettura di Mendrisio)

Francesco La Vega, Pianta di Ercolano – 1800-1810. (foto Deutsches Archeologisces Istitut) Vincenzo Segoni, Sito archeologico di Ercolano – XIX secolo..(foto Max Museo Chiasso)

Giorgio Sommer, Panorama di Ercolano. (foto Max Museo Chiasso)

In occasione dei 280 anni dalla scoperta di Ercolano e dei 270 anni da quella di Pompei,  è stata inaugurata il 25 febbraio scorso, nelle sale del m.a.x. Museo di Chiasso, la mostra "Ercolano e Pompei. Visioni di una scoperta", che proseguirà fino al 6 maggio prossimo. L'esposizione mette in luce come il ritrovamento di due tra i siti archeologici più importanti al mondo sia stato comunicato, studiato e documentato, tra il Settecento e gli inizi del Novecento, attraverso lettere, taccuini acquerellati, incisioni, litografie, disegni, rilievi, matrici, gouaches, fotografie e le prime cartoline, che vengono affiancati, nel percorso espositivo, da 23 preziosi reperti archeologici (Ercolano e Pompei, I secolo a.C. - I secolo d.C.), conservati nei depositi del MANN-Museo Archeologico Nazionale di Napoli e presentati per l’occasione in un suggestivo percorso espositivo.

Facciamo un passo indietro, di due millenni. La mattina del 24 agosto dell'anno 79 d.C. un' enorme nube a forma di pino oscurò il cielo nel golfo di Napoli: iniziava così la terribile eruzione del Vesuvio che, in poche ore, avrebbe sepolto le città di Pompei, Ercolano e Stabia. Un eccezionale documento dell'epoca, la lettera di Plinio il Giovane allo storico Tacito, ci descrive minuziosamente alcune fasi di quell'evento catastrofico come lo aveva vissuto il naturalista Plinio il Vecchio, morto durante l'eruzione.

Avvicinandoci all'epoca moderna, l'anno che coincide con la svolta storica è il 1738, ovvero l'anno in cui partono i lavori per la costruzione di una villa nel territorio di Portici. Appena quattro anni prima, era salito al trono di Napoli re Carlo di Borbone, figlio di Filippo V Re di Spagna e di Elisabetta Farnese, e grazie a quel significativo evento Napoli è tornata ad essere capitale di un regno indipendente, con effetti benefici sulla vita sociale e culturale della città. Dieci anni dopo la scoperta della città sepolta di Ercolano, nel 1748, si dà inizio, per volontà del sovrano borbonico, ai primi scavi nel territorio di Pompei. Da quelle prime fasi salienti, si svilupperà l'eccezionale iter archeologico, che dalla fine del 18simo secolo fino ai nostri giorni ha permesso a Pompei ed Ercolano di diventare altrettante icone dell'Impero Romano.

L'esposizione propone oltre 300 opere provenienti da più di venti istituzioni di quattro nazioni (Svizzera, Italia, Francia e Stati Uniti), fra cui diversi inediti esposti per la prima volta, come l’anello di re Carlo di Borbone, il taccuino con disegni acquerellati e annotazioni del nobiluomo inglese William Gell e la prima raffigurazione cartografica di Pompei ad opera del naturalista-botanico François de Paule Latapie, ma anche il corpus, riunito per la prima volta, di tre piante di Pompei ed Ercolano dell’ingegnere svizzero Karl Jakob Weber.

L’esposizione ha ottenuto il patrocinio del Consolato Generale d’Italia a Lugano, ed è promossa e realizzata dal m.a.x. Museo di Chiasso in collaborazione con il MANN-Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MiBACT-Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo). Quest'ultimo museo partenopeo accoglierà la tappa italiana dal 29 giugno al 30 settembre 2018 con uno specifico allestimento.


www.maxmuseo.ch





 

 

 

 

 

Studio Placidi