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di Maria Francesca Gallifante

 

L'ingresso dell'Hotel Sorella Luna. (foto Hotel Sorella Luna) La reception dell'albergo. (foto Hotel Sorella Luna) La zona conversazione della reception. (foto Hotel Sorella Luna)

La camera doppia Comfort. (foto Hotel Sorella Luna) La Suite Junior. (foto Hotel Sorella Luna) La camera singola Classica. (foto Hotel Sorella Luna)

La saletta delle colazioni. (foto Hotel Sorella Luna) Il buffet della colazione. (foto Hotel Sorella Luna) La colazione in terrazza. (foto Hotel Sorella Luna)

Panorama da piazza S. Chiara. (foto Maria Francesca Gallifante) Il chiostro di San Damiano. (foto Maria Francesca Gallifante)

Il Santuario di San Damiano. (foto Maria Francesca Gallifante) La facciata dell'Abbazia di S. Pietro. (foto Maria Francesca Gallifante) La navata della Basilica Superiore di S. Francesco. (foto Basilica Papale e Sacro Convento di San Francesco in Assisi)

Veduta notturna del complesso di S. Francesco. (foto Maria Francesca Gallifante) La tavola con la Vita di S.Chiara conservata nel transetto sinistro della basilica. (foto Santuario di S. Chiara) Un angolo della sala della Trattoria Pallotta in Vicolo della Volta Pinta, 3. (foto Trattoria Pallotta)

Da quando mi sono trasferita a Firenze ogni anno mi reco ad Assisi, come se San Francesco, un santo che amo molto, mi chiamasse. Una volta facevo tutta una tirata, partendo con il treno della mattina presto e tornando in serata, preferibilmente in estate quando le giornate sono più lunghe. Ma da quando ho scoperto quattro anni fa l’hotel Sorella Luna, ho compreso la meraviglia di soggiornare ad Assisi in inverno. Parto la domenica mattina per tornare il lunedì sera e godermi la cittadina umbra nella calma, perché già nel tardo pomeriggio domenicale di turisti se ne vedono pochi. Se poi si entra nella basilica di San Francesco per assistere ai Vespri nella chiesa inferiore, spesso ci si trovano solo i frati, due o tre suore delle congregazioni religiose presenti sul territorio e nessun altro, un momento di perfetta pace e comunione spirituale.

L’hotel Sorella Luna è in via Frate Elia, a cento metri dalla piazza S. Francesco da cui si accede direttamente all’omonima basilica. Per entrare c’è un cancello e una rampa di scale, con tanti vasi di piante e fiori, E’ silenzioso, arredato con gusto, pulito, con camere ariose ricavate in una struttura antica, il palazzo infatti è quattrocentesco. Il restauro ha valorizzato tutti gli ambienti, che mantengono nella parte alta i soffitti con i travi a vista. Per accedere alle varie camere ci sono scale e gradini, perché la forma originaria era su diversi livelli. Molto bella è la saletta della prima colazione con le volte a vela, in mattoni a vista e gli archi. Il buffet è abbondante e variegato, il personale è gentilissimo... Un hotel dove ci si sente davvero “a casa” e sei sempre accolto con un sorriso.

La signora Luigia e gli altri addetti alla reception ti danno tutte le informazioni possibili per far sì che il tuo soggiorno sia davvero indimenticabile, anche se capiti in un giorno di pioggia, o di neve, Assisi è bella con qualunque tempo.

Raggiungere la basilica di San Francesco è un attimo, poi si prosegue nel corso principale e all’opposto si arriva a quella dedicata a Santa Chiara. Ma per me, che non sono un viaggiatore frettoloso, ci sono due luoghi speciali, meno battuti dai turisti.

Superata la basilica di S. Chiara si percorre via Borgo Aretino, si supera la Porta Nuova e si scende per la lunga via San Damiano in mezzo alla campagna, con uliveti e panorami su Assisi straordinari. In fondo la piccola chiesa con l’annesso convento, dove c’è solo silenzio e raccoglimento. Entrare in quel luogo per me è sempre un’emozione: è la chiesa dove il crocifisso parlò a San Francesco, chiedendogli di riparare le mura che erano in rovina. Nella cappella ora c’è una copia fedele, perché l’autentico crocifisso di San Damiano è esposto nella basilica di S. Chiara. Quel luogo è la memoria della vita di Santa Chiara che vi dimorò con le sue “povere dame”, mi commuove vedere il refettorio, il piccolo coro dove le monache si riunivano in preghiera, il chiostro fiorito, il dormitorio con il luogo dove Santa Chiara chiuse gli occhi serena, per tornare alla casa del Padre.

L’altro luogo che amo ad Assisi è l’abbazia di San Pietro, che si trova nella parte sud della cittadina. Raggiungerla è semplice, quando si arriva con l’autobus in piazza Unità d’Italia ci sono le mura e la porta S. Pietro, basta superarla e si vede la chiesa con il suo ampio piazzale. La facciata è decorata da tre rosoni, che sovrastano le porte d’entrata. Fondata da una comunità benedettina fu consacrata nel 1253 da papa Innocenzo IV. In origine c’era il timpano triangolare, ma fu abbattuto in seguito ai danni del terremoto nel 1832. L’interno, che è suddiviso in tre navate sorrette da pilastri, è molto sobrio, i giochi di luce dei tre rosoni catturano il visitatore che qui trova pace e isolamento, dato che sono pochi i turisti che entrano in questa chiesa. Ogni volta che ci sono andata l’ho sempre trovata deserta, uno spazio ideale per un momento di contemplazione, lontano da frotte di turisti e pellegrini.

Un’ultima piccola perla di Assisi ci è stata consigliata dalla cara Luigia dell’Hotel Sorella Luna ed è la Trattoria “Pallotta”, in pieno centro, ma non molto visibile. Giunti in piazza del Comune che è il centro di Assisi, vedrete dalla parte opposta rispetto al Tempio di Minerva un arco con una splendida volta dipinta con le grottesche realizzate da Raffaellino Del Colle nel secolo XVI. Scendete alcuni gradini e troverete l’antica trattoria, con un ambiente semplice e confortevole e il camino acceso. La cucina è ottima con ricette tipiche regionali scelte dalla signora Margherita; da non perdere l’assaggio degli strangozzi artigianali al tartufo, la mitica zuppa di fagiolina del Trasimeno, un legume raro e davvero squisito, poi il coniglio alla cacciatora e un bell’assortimento di carni alla griglia. Per i cultori del piccione c’è una vera specialità: il piccione “alla ghiotta”. Da buona golosona che dire i dolci, andando da “Pallotta” svariate volte, li ho assaggiati tutti, ma il preferito rimane la “rocciata”, consigliata dalla cara Margherita fin dalla prima volta. Fortuna che per tornare all’hotel Sorella Luna si fa una bella passeggiata.

Assisi di notte è magica e nel periodo invernale le strade sono deserte, c’è un grande silenzio rotto solo dai rintocchi del campanile della basilica di S. Francesco e dal rumore dell’acqua delle fontane. Il senso di pace che si prova camminando per le strade lastricate di pietra fra le case antiche ed austere è unico, poi la meraviglia ti pervade quando il panorama si apre con la grande basilica, i cui contorni sono evidenziati dalle innumerevoli luci. La costeggi ed attraversi la piazza di San Francesco, allora prima di entrare in via Frate Elia ogni volta senti il desiderio di girarti per avere la visione dei due porticati, con al centro la chiesa illuminata. E’ il momento in cui l’amore per Assisi pervade il cuore e ti rendi conto che sei un privilegiato a poter godere in solitudine di tanta bellezza.

 

www.hotelsorellaluna.it






 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

Studio Placidi

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