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Da marzo a luglio, 150 capolavori proposti a New York 
intorno al tema "Parchi pubblici, giardini privati"

di Eugenia Sciorilli

 

Pierre Lapie, Mappa del giardino dello Chateaux de Bagatelle – 1817. (foto Met Museum) Honoré Daumier, Uomo che legge in un giardino – 1865 circa. (foto Met Museum) Edgar Degas, Donna seduta accanto a un vaso di fiori – 1865. (foto Met Museum) Henri Fantin-Latour, Natura morta con viole del pensiero – 1874. (foto Met Museum)

Edouard Manet, La famiglia Monet nel suo giardino ad Argenteuil – 1874. (foto Met Museum) Claude Monet, Parc Monceau – 1878. (foto Met Museum) Mary Cassat, Lydia lavora all'uncinetto in giardino a Marly – 1880. (foto Met Museum)

Georges Seurat, Studio per Una domenica alla Grande Jatte – 1884. (foto Met Museum) Berthe Morisot, Donna seduta su una panchina in Avenue du Bois – 1885. (foto Met Museum) Camille Pissarro, I giardini delle Tuileries in una mattina di primavera – 1899. (foto Met Museum) Emile Gallé, Autumn Crocus – 1900 circa. (foto Met Museum)

Henri Matisse, Viole del pensiero – 1903 circa. (foto Met Museum) Edouard Vuillard, Giardino a Vaucresson – 1920-1936. (foto Met Museum) Gustave Le Gray, Querce e rocce nella Foresta di Fontainbleau – 1849-1952. (foto Met Museum) Eugène Atget, Versailles-Corte del parco – 1902. (foto Met Museum)

Dall'antichità all'era contemporanea, la creazione e la cura dei giardini è stata una delle passioni più radicate tra i vari ceti sociali, a ogni latitudine e in ogni epoca storica. È, tuttavia, nella Francia illuminista che si sviluppa una tendenza particolarmente sviluppata alla progettazione sempre più accurata di spazi verdi e alla scelta delle specie vegetali che in quegli spazi trovano dimora. Uno dei più prestigiosi musei del mondo, il Metropolitan Museum of Art di New York, ospita dal 12 marzo al 29 luglio 2018 un affascinante percorso espositivo proprio prendendo spunto da quegli artisti che soprattutto nell'Ottocento hanno celebrato gli spazi aperti come luoghi di svago, rigenerazione e ispirazione.

La mostra del Met Fifth Avenue (Ala Robert Lehman, Gallerie 964-965) s'intitola "Parchi pubblici, giardini privati. Da Parigi alla Provenza" ed è stata curata da  Susan Alyson Stein. Attraverso una selezione di celebri capolavori, l'esposizione intende esplorare gli sviluppi orticoli che hanno ridisegnato il paesaggio della Francia, in un'epoca che ha dato origine a straordinarie correnti artistiche come l'Impressionismo e l'Art Nouveau. Un fenomeno sociale di assoluta rilevanza è stata la trasformazione di Parigi, durante il Secondo Impero, in una città di viali e parchi alberati: in tale modo, infatti, gli spazi verdi pubblici si sono trasformati in salotti all'aperto. Fuori dai grandi centri urbani, era la moda del momento, intorno alla metà del 19simo secolo, coltivare specie floreali anche esotiche intorno alla propria villa di campagna. 

Il ruolo significativo di parchi e giardini nella vita francese di quel periodo storico viene illustrato ai visitatori della mostra grazie a circa 150 opere tra dipinti, disegni, fotografie, stampe, oggetti provenienti dalle collezioni permanenti dello stesso Metropolitan Museum, e grazie alla presenza di oltre 70 artisti di eccezionale fama, da Corot a Matisse, da Pissarro a Seurat fino a Monet, che con il suo splendido giardino di Giverny (con lo stagno delle ninfee) ha reso testimonianza non soltanto della sua arte sublime ma anche della sua perizia come botanico e giardiniere. 

La mostra, resa possibile dal Trust Sam e Janet Salz, dal Fondo Janice H. Levin e dalla Fondazione Florence Gould, è suddivisa in sette sezioni tematiche, che partono cronologicamente dal tempo della Rivoluzione francese del 1789 per arrivare fino agli inizi del ventesimo secolo.

Una curiosità: il cortile centrale all'interno del percorso espositivo - un suggestivo spazio illuminato da un immenso lucernario - può essere anch'esso considerato un elemento di grande richiamo, grazie al fatto che accoglierà diverse specie vegetali, allo scopo di evocare un giardino d'inverno in stile francese. Palme e pini, infatti, verranno abbinati a piante e rampicanti, con uno straordinario effetto scenografico. Infine, vale la pena di segnalare un ricco programma di eventi speciali che può essere consultato direttamente sul sito ufficiale del museo.

www.metmuseum.org