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Inchiesta: Una donna, un museo / 3 - Milano 

Un indirizzo imperdibile per gli appassionati d'arte 

di Inge E. Blumenthal 

  

Il ritratto di Rosina Trivulzio, opera di Giuseppe Molteni e databile intorno al 1845. (foto Museo Poldi Pezzoli) L'ingresso della casa museo Poldi Pezzoli, sul cortile di uno storico palazzo di Via Manzoni a Milano (centro storico). (foto Eugenia Sciorilli) Lo scenografico Scalone Antico, affiancato da una magnifica fontana. (foto Eugenia Sciorilli) La Prima Sala dei Lombardi, che accoglie opere di periodo rinascimentale. (foto Eugenia Sciorilli)

La Sala del Perugino. (foto Eugenia Sciorilli) Un angolo della Sala del Settecento Veneto. (foto Eugenia Sciorilli) Il Ritratto di Giovane Dama del Pollaiolo (a sinistra), uno dei quadri più pregiati esposti al Poldi Pezzoli. (foto Eugenia Sciorilli) Bacheca con alcuni preziosi pezzi della Collezione di Porcellane di Mariuccia Zerilli-Marimò. (foto Eugenia Sciorilli)

La nuova sistemazione dell'Armeria. (foto Club del Restauro) Una delle sale recentemente inaugurate dopo l'ampliamento (autunno 2017) della casa museo appartenuta a Gian Giacomo Poldi Pezzoli. (foto Eugenia Sciorilli) Orologio da persona firmato Jacques Goullons e Robert Vauquer, XVII secolo. (foto Museo Poldi Pezzoli) Orologio da petto in oro, argento e smalto, XVII secolo. (foto Museo Poldi Pezzoli)

La “casa museo” Poldi Pezzoli è stata inaugurata nel 1881, appena due anni dopo la morte del suo fondatore, Gian Giacomo Poldi Pezzoli, che si era spento senza lasciare eredi, patriota risorgimentale appartenente a un'agiata famiglia lombarda, ma soprattutto uno dei più celebri collezionisti milanesi. Tra le sue peculiarità vi è quella che ogni ambiente del Poldi Pezzoli, che si affaccia su Via Manzoni - in pieno centro storico, a pochi passi dal Teatro alla Scala - s’ispira ad uno specifico stile del passato, ospitando una ricca e varia scelta di manufatti artistici, dai dipinti che coprono un notevole arco temporale (che parte dal Trecento per giungere all’Ottocento) a sculture, armi, vetri, porcellane, tappeti, arazzi e mobili.

Anche in questo caso, come nelle due puntate precedenti della nostra inchiesta, focalizzeremo l'attenzione sulla figura femminile che ha in un certo senso ispirato il museo, questa volta indirettamente. La fonte ispiratrice dell'eccezionale passione per l'arte nutrita da Gian Giacomo Poldi Pezzoli è stata senza dubbio la madre, Rosina Trivulzio, figlia del celebre collezionista e dantista Gian Giacomo Trivulzio, marchese di Sesto Ulteriano (alla sua famiglia si deve la rinomata Biblioteca Trivulziana del Castello Sforzesco) e di Beatrice Serbelloni. Grazie infatti alla guida materna, Gian Giacomo cresce in un ambiente particolarmente ricco di fermenti culturali, non soltanto artistici ma anche letterari.

Accostiamoci meglio alla figura di Rosina Trivulzio. Nata nel 1800 e morta nel 1859, si unisce in matrimonio a Giuseppe Poldi Pezzoli (che a quell'epoca aveva già 51 anni e possedeva un ingente patrimonio finanziario) a soli 19 anni: dalla loro unione nascono Matilde, a un anno dalle nozze, e Gian Giacomo, nel 1822. Da segnalare, come momenti salienti della sua biografia, i due gravi lutti che purtroppo sconvolgono la vita di Rosina: la morte dell'anziano marito, nel 1833, e l'improvvisa scomparsa, nel 1840, della figlia appena ventenne. Non a caso è dolce ma rattristato lo sguardo della nobildonna, così com'è stato immortalato in un ritratto di Giuseppe Molteni collocabile intorno al 1845.

Uscita da un nobilissimo casato, tra i più insigni dell'intera Lombardia, Rosina Trivulzio ha avuto il grande merito di portare nella dimora del coniuge un'impronta di particolare raffinatezza, e anche dopo la scomparsa del marito è riuscita a coltivare solide e significative amicizie con importanti letterati, antiquari e artisti del tempo, oltre a dedicarsi al mecenatismo, influenzando così in modo notevole il gusto del bello e l'amore per l'arte che tanto dominerà l'esistenza del figlio.

Edificato in stile neoclassico dall'architetto Simone Cantoni nel 18simo secolo, l'elegante palazzo che ospita le sale della casa museo Poldi Pezzoli - dove, fino al 31 marzo 2018, si può anche visitare la mostra temporanea "Il tempo degli orologi" - è situato nella zona più rinomata del centro di Milano: una passeggiata di pochi minuti lo separano dal Duomo o dalle vie più esclusive dello shopping. Tra gli ambienti museali di maggior pregio, ricordiamo per la sua rara bellezza scenografica lo Scalone antico, al cui lato si trova una splendida fontana neo-barocca.

Da sapere - In occasione della festa della donna, giovedì 8 marzo - dalle 10 alle 18 - tutte coloro che si recheranno al Museo Poldi Pezzoli entreranno pagando il biglietto d’ingresso a prezzo ridotto e riceveranno una Women Map, una mappa con itinerario che le porterà alla scoperta delle figure femminili diversamente rappresentate all’interno delle collezioni del Poldi Pezzoli.

 

www.museopoldipezzoli.it






 

 

 




 



 



 

 

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