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di Luisa Sodano

La facciata in stile razionalista dell'Istituto Tecnico Industriale Guglielmo Marconi. (foto Bruga) Piazza Aurelio Saffi, al centro il Monumento dedicato al patriota e politico del Risorgimento Aurelio Saffi. (foto Bruga) Alcuni palazzi in stile razionalista lungo il Viale della Libertà, strada di accesso alla stazione ferroviaria. (foto Bruga)

Un edificio delle cosiddette case economiche destinate ai ferrovieri e postelegrafonici. (foto Bruga) Le abitazioni costruite dall'Istituto Nazionale per le Case degli Impiegati Statali. (foto Bruga) La Casa della Gioventù Italiana del Littorio recentemente restaurata. (foto Bruga)

La torre e la biblioteca della Casa della Gioventù. (foto Bruga) La statua di Icaro di Francesco Saverio Palozzi all'esterno del Collegio Aeronautico. (foto Bruga) Stagioni e zodiaco nella decorazione del soffitto dell'Aula Magna del Collegio Aeronautico. (foto Bruga)

Il pavimento a mosaico bianco e nero raffigurante la mappa celeste nell'Aula Magna del Collegio Aeronautico. (foto Bruga) Una sala del complesso museale di San Domenico. (foto Bruga) La statua in marmo e bronzo della dea Ebe, opera di Antonio Canova nella versione conservata nei Musei di San Domenico. (foto Bruga) Le decorazioni minimal-chic dell'Osteria Casa di Mare. (foto Bruga)

Cappelletti in brodo della Trattoria di Giuliana (foto Bruga) Il raviggiolo, formaggio fresco molle tipico dell'Appennino tosco-emiliano. (foto Bruga)

Con una punta d’orgoglio l’anziano bidello ci informa che tra gli studenti dell’Istituto Tecnico Industriale Statale “Guglielmo Marconi” alcuni sono stati assunti dalla Ferrari e che, comunque, quasi tutti trovano lavoro dopo il diploma. Siamo a Forlì in un tempio del razionalismo italiano degli anni ’30 del secolo scorso e con la gentile guida del citato bidello vaghiamo negli spazi immensi di questo Istituto, voluto espressamente da Benito Mussolini per formare alle discipline tecniche le nuove generazioni di Italiani. Rimaniamo alquanto stupiti dalla cura riservata ai laboratori e alle officine che si susseguono nel grande seminterrato, un po’ smarriti in una sorta di viaggio indietro nel tempo…

Ci troviamo in una città molto particolare: patria di Aurelio Saffi, fervente repubblicano e componente, con Giuseppe Mazzini e Carlo Armellini, del triumvirato che resse le brevi sorti della Repubblica Romana del 1849, vicinissima a Predappio, Forlì fu nel cuore del Duce, tanto che Mussolini, tra il 1925 e il 1932, vi fece costruire un concentrato di edifici volti a celebrare l’efficienza e la modernità del regime. Ed ecco, a partire dalla stazione, snocciolarsi il Viale della Libertà con una serie di civili abitazioni, come le case economiche per i postelegrafonici e i ferrovieri e quelle, un po’ più prestigiose, dell’INCIS (Istituto Nazionale per le Case degli Impiegati Statali), affiancate alla scuola elementare un tempo intitolata alla madre del Duce, Rosa Maltoni, posta di fronte all’Istituto Tecnico dedicato nel ventennio ad Arnaldo, fratello di Benito. E’ un tripudio dello stile razionalista, con inserzioni di quello eclettico, che fa di Forlì una vera città del Novecento!

Ma forse la massima espressione del razionalismo forlivese, con le sue linee nette e regolari e le sue forme geometricamente stranianti e per alcuni un po’ fredde, sono due edifici in gran parte restaurati e ancora parzialmente in uso: la Casa della Gioventù Italiana del Littorio, che spicca per il contrasto cromatico tra il bianco del travertino e il rosso cupo dell’intonaco, e l’allora Collegio Aeronautico, oggi sede di istituti scolastici, annunciato da una gigantesca e intensa statua di Icaro. Suscitano meraviglia il mosaico pavimentale dell’aula magna, simile nella tecnica a quelli del Foro Italico di Roma, che riproduce la carta celeste dell’emisfero australe, e le decorazioni delle pareti e del soffitto, che raffigurano le costellazioni.

Nonostante sia lontana anni luce dall’ideologia fascista, devo ammettere di essere stata colpita da queste architetture e dal loro insieme, anche se Forlì non si esaurisce qui,

Non si può infatti andare via da questa tranquilla città romagnola senza avere visitato il complesso museale di San Domenico, vero polo di attrazione per le sue interessanti esposizioni permanenti e temporanee; in particolare, fino al 17 giugno potrete ammirare la grande mostra “L’Eterno e il Tempo tra Michelangelo e Caravaggio”, un percorso affascinante tra il Rinascimento e il Barocco (www.mostraeternoeiltempo.it).

Per una sosta del gusto consigliamo, in prossimità dei musei di San Domenico, la Casa di Mare (Via Theodoli n.6) (https://casadimare.info), dove sarete deliziati da squisiti piatti di pesce freschissimo, oppure, se siete più attratti dalla tradizione gastronomica della Romagna, la Trattoria di Giuliana al secondo piano di Eataly (www.eataly.net/it_it/negozi/forli). Qui la chef Giuliana Saragoni vi coccolerà con i veri cappelletti in brodo e con alcune chicche, come i diversi piatti a base di Raviggiolo, un raro latticino quasi in via di estinzione. Il tutto con bella vista sulla Piazza Saffi, of course!

www.turismoforlivese.it

 

 

 







 

 

 

 

 

 

 

 

 





A Tavola con lo Chef