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I ritratti astrali di due celebri sovrane della storia

dell’Astrologa Martina

 

Enrico II di Valois e la giovane sposa Caterina de' Medici. (foto Chateaux de Blois) Il Massacro di San Bartolomeo in un dipinto di Francois Dubois. (foto Chateaux de Blois) Veduta della città di Blois nel XVI secolo. (foto Archives Départementales de Loir-et-Cher) Caterina de' Medici in preghiera. (foto Chateau de Blois)

Disegno del monumento sepolcrale del re Enrico II e Caterina de' Medici. (foto Bibliotèque Nationale de France) I sarcofagi della coppia reale nella Basilica di St. Denis a Parigi. (foto Centre des Monuments Nationaux) Ariete, segno zodiacale di nascita di Caterina de' Medici.

Sotto il segno dell'Ariete: Caterina de' Medici, sovrana di Francia. Sotto il segno del Toro: Caterina di Russia, "la Grande". Sono nate sotto i primi due segni primaverili due delle più celebri regine della storia.

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Se nella storia la presenza delle donne sul trono delle grandi potenze europee è stata numericamente un’eccezione, e spesso si immagina che il loro ruolo sia stato soprattutto quello di influenzare i grandi monarchi di cui erano mogli o favorite, la verità è che ogni grande casa regnante è stata segnata da grandi regine, che spesso hanno lasciato una traccia nella storia come e più di qualsiasi re.

Se è difficile pensare agli Asburgo d’Austria senza ricordare l’imperatrice Maria Teresa, o al regno d’Inghilterra senza le grandi regine Elisabetta I e Vittoria, ad accomunare nella Storia i troni di Francia e Russia è il nome delle donne che con maggiore abilità e capacità seppero rivestire il ruolo prima di consorte del monarca e poi di regina, o imperatrice, esercitando il potere assoluto senza esitazioni e con lungimiranza. Entrambe infatti si chiamavano Caterina: Caterina de’ Medici, che vive nel Cinquecento, già moglie di Enrico II e poi reggente per conto dei figli minori, e Caterina la Grande, prima moglie dello zar Pietro III e poi, dopo averlo detronizzato, imperatrice di Russia dal 1762 alla morte avvenuta nel 1796. Eppure queste regine, simili per cultura, mecenatismo, abilità politica, hanno avuto reputazioni diversissime sia tra i loro contemporanei che nella memoria storica.

Nata a Firenze il 13 aprile 1519, Caterina de’ Medici è ovviamente portatrice del retaggio culturale e politico della sua casata, signora della Firenze centro del Rinascimento; quando giunge in Francia per sposare Enrico di Valois, dopo aver rapidamente imparato il francese, è una giovanissima donna colta e ricca ma priva di ascendenze nobiliari e di esperienza di corte. Grazie alla sua intelligenza e finezza di modi entra nelle grazie del suocero, re Francesco I, e quando il marito diviene re col nome di Enrico II Caterina ha acquisito ormai i tratti di una vera regina, pur non abbandonando mai la sua italianità, evidente anche nella sua inclinazione a introdurre personaggi conterranei a corte.

Dopo la morte del marito, avvenuta nel 1559, Caterina vede diventare re il figlio Francesco II, che però muore a sua volta solo poco più di un anno dopo. Dato che l’erede al trono, l’altro figlio Carlo IX, non ha che dieci anni, Caterina diventa reggente e assume di fatto il potere, in un periodo reso delicatissimo dai conflitti religiosi dovuti all’aumentare, nonostante la repressione voluta da Enrico II, dei protestanti francesi, detti Ugonotti, conflitti che degenerano in una vera e propria guerra civile, che insanguina la Francia a partire dal 1562. Caterina, che aveva cercato una mediazione, si ritrova suo malgrado impegnata nel conflitto, che culmina nel massacro di San Bartolomeo; dopo la morte anche di Carlo per una pleurite, nel 1574 al trono sale l’altro suo figlio Enrico III, che esautorerà progressivamente la potente e ingombrante madre.

Per un amaro destino, questa donna di modi raffinati e riflessiva, amante delle arti e della letteratura, abile cavallerizza e avida lettrice, che crea intorno a sé una corte d’ispirazione rinascimentale, ricca di artisti, spettacoli, leggiadre dame e anche cuochi di talento, finisce per avere il proprio nome nella Storia legato a lutti familiari, guerre di religione, intrighi, tradimenti, stragi. Ha la pesante responsabilità di guidare di fatto il paese in uno dei periodi più bui e di massima debolezza della monarchia della storia di Francia, anche per le successive morti di suo marito e dei figli, che lasceranno senza eredi la dinastia dei Valois, sostituita poi da quella dei Borbone con Enrico IV.

Ariete ascendente Toro, da questo aspetto astrale Caterina de' Medici traeva il suo carattere forte, energico, combattivo, passionale; lo stesso transito le conferiva un temperamento istintivo ed emotivo, ma non per questo carente nella capacità riflessiva. Luna in Bilancia le garantiva senso artistico, gusto estetico e modi raffinati, nonché un grande fascino, tratti di personalità, questi, accentuati dalla presenza di Giove nello stesso Segno. Tenace, volitiva ma sensibile, grazie a Marte in Cancro, era dotata di innata sensualità e amore per il lusso e i piaceri della vita per l'influsso di Venere in Toro.

Caterina muore il 5 gennaio 1589, vittima di una pleurite, ma soprattutto fiaccata nell’animo dal fallimento della sua politica che si potrebbe definire di riconciliazione nazionale, e dalla sfiducia del re suo figlio. La donna forse più potente del Cinquecento rimarrà a lungo nella memoria dei francesi macchiata da una reputazione che solo gli storici più recenti hanno riabilitato.

 

Pietro III di Russia e Caterina II in un dipinto attribuito a Georg Christoph Grooth. (foto State Russian Museum) Lo scalone del Palazzo d'Inverno a San Pietroburgo, antica residenza degli zar e delle zarine. (foto Hemitage Museum) La Sala della Malachite. (foto Hermitage Museum)

Ritratto dell'imperatrice Caterina II in abiti da viaggio. (foto State Russion Museum) La biografia della zarina firmata Zoé Oldenbourg, Odoya 2016. Catherine Zeta-Jones è Caterina II di Russia nel film tv diretto da Marvin J. Chomsky nel 1995, dvd A&E Home Video. Toro, segno zodiacale di nascita di Caterina II di Russia.

Ben altro posto nella storia ha sempre occupato Caterina la Grande, imperatrice di Russia e straordinaria mecenate delle arti e delle scienze umane, capace di moderare il tradizionale assolutismo dei sovrani russi con principi di modernità ispirati all’Illuminismo.

Nata a Stettino, in Polonia, il 2 maggio del 1729, Caterina a soli sedici anni sposa l’erede al trono Pietro, che divenne zar nel 1762 col nome di Pietro III. La personalità di Pietro è instabile, incline all’abuso di alcool, e la sua ammirazione per la Prussia e Federico II di Hohenzollern lo rendono presto inviso ai nobili russi, che ne temono in particolare la subalternità in politica estera agli interessi prussiani. Pochi mesi dopo il suo insediamento, Pietro viene imprigionato dalla sua stessa guardia e costretto ad abdicare a favore di Caterina, che assume il nome di Caterina II, e regnerà fino alla morte nel 1796.

Colta, orgogliosa, libera nei costumi, amante delle arti, della filosofia e della letteratura, Caterina introduce molte innovazioni e costituisce un esempio di dispotismo illuminato. Investe cifre considerevoli nell’acquisto di una collezione che costituisce il nucleo iniziale del patrimonio dell’Ermitage, scrive diverse opere letterarie, ammira e talvolta finanzia i principali filosofi francesi, ottenendone in cambio riconoscimenti ed elogi. Il suo regno per la Russia è considerato una sorta di età dell’oro, durante il quale anche il territorio e l’influenza dell’impero russo crescono, grazie al successo di iniziative militari e diplomatiche, spesso affidate a uomini di fiducia personale dell’imperatrice. Come lei stessa ebbe a dire, “non c’è penuria di uomini di valore: ho sempre trovato a portata di mano uomini da impiegare al mio servizio, e generalmente sono stata servita bene”. Il prestigio personale di Caterina in Europa cresce, e la Russia assume un ruolo centrale nella politica europea. Piccola di statura, ma dotata di un naturale carisma e di modi eleganti ma semplici, sa circondarsi di persone di valore e negli anni avvicenda numerosi favoriti che eleva a posizioni di grande prestigio e che tratta generosamente anche dopo la fine dei loro rapporti.

Dotata di intelligenza vivace e di carattere aperto e versatile, grazie a Sole in Toro con Ascendente Acquario e Luna e Venere in Gemelli, in Caterina di Russia a causa di questo aspetto astrale sembravano convivere, a volte in modo conflittuale, due nature, quella passionale e quella intellettuale. Marte in Toro le conferiva una grandissima forza di volontà, perseveranza e ostinazione nel perseguire obiettivi, Giove in Cancro garantiva successo, potere, ricchezza.
Caterina la Grande muore colpita da un ictus nei suoi appartamenti il 17 novembre 1796. La sua morte è accolta dal profondo cordoglio del popolo russo, e il suo corpo viene esposto per ben sei settimane in una camera ardente appositamente allestita nel palazzo reale. Il legame di Caterina col suo popolo è ben rappresentato da un suo motto: “Il potere, senza la fiducia della nazione, non è nulla”.

 








 

 

 

 





 

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