Tweet

 


 

 

| HOME PAGE | MERIDIANI E PARALLELI | ASTROLOGIA E DINTORNI | ANNIVERSARI | CALENDARIO | LOUNGE TIME | IL RESORT DEL MESE | LO SCAFFALE | GALLERIA DEL GUSTO | RENDEZ VOUS | ASTERISCHI |
| PHOTO TIME | SPIGOLATURE | ITINERARI | PROTAGONISTE | RITRATTI DI ARTISTA | NON SOLO HOTEL | ATTIMI DI CINEMA | NEWSLETTER | FORUM | CONTATTI | LINK CONSIGLIATI |

 

 

 

clicca sulle miniture
per ingrandire

Scarica l'articolo in PDF

 

 

 

 

 

Vai all'elenco
degli articoli pubblicati
nella stessa rubrica
.
Li
trovi nell'Archivio
divisi per anno
di pubblicazione.

 

 

 

Ultimi articoli

Un libro una città : Amsterdam
“Il libraio di Amsterdam” di Amineh Pakravan (Marsilio)

Sosta obbligata al Rijksmuseum, 
e poi un girovagare tra altri musei e l'affascinante Begijnhof...

di Bruga

La scritta I amsterdam, punto di ritrovo davanti al Rijksmuseum. (foto Bruga) La facciata del Rijksmuseum. (foto Bruga) Una delle strutture del recente ampliamento del museo. (foto Bruga)

La biblioteca del museo. (foto Bruga) Lo shop e il ristorante sopraelevato. (foto Bruga)

Rembrandt, La Ronda di notte – 1642. (foto Bruga) Rembrandt, I sindaci della gilda dei drappieri – 1662. (foto Bruga) Hendrick Avercamp, Paesaggio invernale con pattinatori – 1608. (foto Bruga)

Jan Vermeer, La lattaia (particolare) – 1658/60. (foto Bruga) Una sala della sezione dedicata all'arte asiatica. (foto Bruga) La sala delle ceramiche di Delft. /foto Bruga)

Partiamo da questo bel romanzo storico, scritto da un’autrice iraniano-italiana ma ambientato alla vigilia di quel “Secolo d’oro” dei Paesi Bassi, che vide nel 1648, con la pace di Vestfalia, l’indipendenza del paese e anche l’inizio della grande ascesa di Amsterdam come centro commerciale e di scambi su scala planetaria. Al centro del libro la famiglia di stampatori Pradel, coinvolta nel grande cambiamento politico, culturale e religioso della città e del Paese.

Il romanzo di Amineh Pakravan, Marsilio 2005. È in quel contesto che nascono artisti famosi in tutto il mondo come Rembrandt, Vermeer, Frans Hals, Avercamp e tanti altri, che trovate in una perfetta cornice espositiva nel Rijksmuseum. Siamo al centro del “quartiere dei musei” di Amsterdam, proprio di fronte alla ormai famosa scritta col nome della città che è diventata scenario obbligato per … l’esercito del selfie. L’edificio che lo ospita risale a quasi 150 anni fa, su progetto di quell’architetto Kuypers che ha realizzato anche la (assai simile) Stazione ferroviaria centrale di Amsterdam. Dopo una lunga ristrutturazione che si è accompagnata a un suo ampliamento, il Rijksmuseum è diventato uno dei luoghi più belli del mondo in questo settore. Bello perché ampio, luminoso, accogliente, ricco di servizi al visitatore (dall’app gratuita che fa anche da audioguida, ai bagni pulitissimi e ai lockers per lasciare all’ingresso tutto ciò che darebbe fastidio durante la visita), riposante per le centinaia di divanetti e panche, ricco ma non ridondante grazie a scelte espositive oculate, e giustamente costoso, visto che tutto ciò comporta un biglietto due o tre volte superiore a quello medio italiano.

La statua della gioventù di Amsterdam in piazza Spui. (foto Bruga) Particolare dell'ingresso al Begijnhof. (foto Bruga) Le abitazioni del Begijnhof. (foto Bruga)

La casa più antica del Begijnhof. (foto Bruga) L'organo della chiesa protestante del Begijnhof. (foto Bruga) Uno dei quattrocento canali della città. (foto Bruga) Il tipico pignone in cima a una casa per l'ingresso di mobili e merci attraverso le finestre. (foto Bruga)

Biciclette parcheggiate lungo un canale. (foto Bruga) Il moderno edificio dello Stedelijk Museum. (foto Bruga) Sedia Rossa e Blu, opera del designer olandese Gerrit Rietveld conservata allo Stedelijk Museum. (foto Bruga)

Oltre a una fornitissima biblioteca, il museo possiede opere di grande bellezza e fama, che richiamano l’attenzione di tutti i visitatori e che, anche grazie alle sue notevoli dimensioni, possono essere viste senza stress da decine di persone contemporaneamente. È il caso della “Ronda di notte” di Rembrandt, che occupa un’intera parete, sorvegliata da due vigilantes e da una piccola recinzione. Sugli altri lati del salone, altre interpretazioni dello stesso tema, che è poi fondamentale per capire la società olandese del tempo: i personaggi ricchi e influenti si facevano carico, personalmente e con la loro ricchezza, della difesa e dell’ordine pubblico di Amsterdam!

E ci stupisce sapere che la corporazione dei commercianti di stoffe aveva una propria “commissione qualità”, tema di un altro celebre ritratto collettivo di Rembrandt. Non è il caso di dilungarsi ancora sugli altri incredibili tesori, che ci portano nelle abitazioni magistralmente illuminate da Vermeer, sul lago ghiacciato pieno di pattinatori di Avercamp e anche oltre Oceano, nelle sale dedicate al discusso periodo coloniale e all’arte orientale. Prevedete di stare lì tutta la giornata, con un piacevole intervallo per pranzare nel ristorante all’interno del museo (www.rijksmuseum.nl ).

Se siete in centro (consigliabile l’hotel Rho, in via Nes 5-23 – www.rhohotel.com ), per raggiungere i musei dovete passare per Spui, deliziosa piazzetta storica su cui si apre il Begijnhof, altra istituzione emblematica della vita sociale di Amsterdam. Accedendo da Spui, trovate un ampio cortile preceduto da una chiesa protestante (ma in precedenza cattolica). Su questo cortile, in parte chiuso al transito dei turisti, si affacciano la più antica casa in legno della città e altre 160 abitazioni riservate dal 1300 fino a 50 anni fa a persone anziane accudite dalle “beghine”, sorta di suore laiche o di assistenti sociali volontarie. Oggi nelle case del Begijnhof convivono persone anziane povere e studenti, che in cambio del loro “presidio” ricevono una sistemazione centrale e non troppo cara.

Superata Spui, è tutto un sorprendente viaggio fra ponti e canali: che lo facciate a piedi, in bici o negli eleganti tram, in un quarto d’ora sarete al Rijksmuseum e agli adiacenti musei Van Gogh (www.vanghoghmuseum.nl)  e Stedelijk (www.stedelijk.nl ). Di quest’ultimo vale la pena parlare, perché il contenitore è interessante almeno quanto il contenuto: i quadri, le sculture e gli oggetti di arte e design moderni e contemporanei sono inseriti in un ampio spazio che risulta dalla fusione di un edificio di fine Ottocento con una parte inaugurata nel 2012. Anche qui biglietto costoso e servizi di livello, ma obiettivamente lo Stedelijk resta il numero tre in ordine di importanza …  


www.holland.com









 

 

 









 

 

 

 

A Tavola con lo Chef