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A TAvola con lo Chef


 

 

 

 

 

dell’Astrologa Martina

 

Guglielmo Giovanni Maria Marconi, Premio Nobel per la Fisica 1909. (foto Library of Congress) Marconi con le sue apparecchiature in un'immagine del 1901. (foto Comitato Guglielmo Marconi International) Villa Griffone, residenza della Famiglia Marconi da metà Ottocento, oggi Casa-Museo. (foto Comitato Guglielmo Marconi International) Marconi dall'isola canadese di Terranova riceve un radiotelegramma dalla Cornovaglia, L'illustrazione Italiana 1903.

Un marconista a bordo della nave RMS Olympic  nel 1913. (foto Archivio Royal Navy) Lo yacht-laboratorio battezzato Elettra in omaggio alla figlia di Marconi. (foto pubblico dominio) Il Papa Pio XI e Marconi inaugurano la Radio Vaticana nel 1931. (foto Comitato Guglielmo Marconi International)

La statua in bronzo nel parco di Villa Griffone a Sasso Marconi. (foto Parco Villa Griffone) Il mausoleo marconiano ai piedi di Villa Griffone. (foto Comune di Sasso Marconi) La radio, biografia firmata dallo storico marconiano Lodovico Gualandi, Sandit Libri 2008. Marconi in divisa sulla copertina del libro dell'ammiraglio Lucio Mattiussi, CTL Editore 2017.

Toro, segno zodiacale di nascita di Guglielmo Marconi. Cancro, segno zodiacale ascendente di Marconi.

Il 18 agosto 1912, un’enorme folla gremisce il vasto Auditorium della Società Elettrica di New York. Sono trascorsi solo tre giorni dal tragico affondamento del Titanic, e il pubblico di tutto il mondo è stato profondamente colpito e impressionato dalla sciagura, dalla morte di oltre 1.500 persone e dal fortunoso salvataggio di poco più di settecento naufraghi, tutti recuperati dall’altro transatlantico Carpazia, accorso rapidamente sul punto del naufragio dopo aver ricevuto i messaggi provenienti dal Titanic. Proprio per questo, in realtà, è stato organizzato l’evento che raduna così tante persone. 

Alla fine sul palco sale uno degli organizzatori, incaricato di introdurre l’ospite che terrà per la prima volta negli USA una conferenza pubblica, ma di una vera presentazione non c’è bisogno: basta leggere il testo di un telegramma spedito da Thomas Edison che si congratula per “lo splendido lavoro che il vostro sistema ha compiuto per il salvataggio di tante vite”. E un boato di applausi accoglie l’uomo la cui invenzione, tra mille altre applicazioni, ha cambiato per sempre la sicurezza della navigazione: l’italiano Guglielmo Marconi.

Non è frequente che uno scienziato, insignito del Premio Nobel per la Fisica nel 1909, diventi popolare quanto Marconi; ma la personalità dell’inventore della radio (o del telegrafo senza fili, come veniva chiamato prima che venisse utilizzato anche per trasmettere la voce umana) non è certo quella di un “topo di laboratorio”. Nato il 25 aprile 1874 a Bologna, Marconi è figlio di Giuseppe, un ricco proprietario terriero, e di Annie Jameson, irlandese appassionata di lirica e appartenente alla famiglia titolare di una celebre marca di liquori. Dai genitori, Marconi oltre al benessere economico riceve una formazione cosmopolita e la capacità di muoversi al di fuori dei confini nazionali, che ne faciliterà i successi. 

Dopo i primi esperimenti in Italia, infatti, Marconi parte per l’Inghilterra, dove nel 1896 deposita il suo brevetto e procede a dimostrazioni pubbliche raccogliendo finanziamenti che gli consentono di fondare una propria azienda (che oggi si chiama appunto Marconi) per la produzione dei “telegrafi senza fili”. In Marconi convivono scienziato, inventore e imprenditore, uomo di pensiero e d’iniziativa; le dimostrazioni pratiche dell’efficacia della sua invenzione diventano sempre più spettacolari, fino alla trasmissione di un segnale transoceanico, nel 1902. Riconosciuto e apprezzato su entrambe le sponde dell’Atlantico, insignito di onorificenze e lauree ad honorem in tutto il mondo, Marconi resta però legato al suo paese natale, mettendo la sua tecnologia a disposizione delle forze armate italiane, ricevendo la nomina a Senatore e poi a Marchese, e infine creando su incarico di papa Pio XI la Radio Vaticana, che inizia le sue trasmissioni il 12 febbraio 1931.

Sposato una prima volta nel 1905 con Beatrice O’Brien, figlia di un barone irlandese, ne ha tre figlie e un figlio maschio, che erediterà il marchesato. Dopo l’annullamento del matrimonio, nel 1927 sposa in seconde nozze la marchesina Cristina Bezzi-Scali, e nel 1930 nasce la prediletta figlia Elettra. Nel 1937 Marconi, colto da una crisi cardiaca, muore a Roma il 20 luglio; la sua morte ha enorme risonanza internazionale, nonostante l’isolamento politico dell’Italia in quel periodo. Ai funerali di Stato, a Roma, partecipa mezzo milione di persone, mentre in contemporanea la BBC e la marina britannica sospendono per due minuti le trasmissioni radio.

Guglielmo Marconi era nato sotto il segno del Toro, quindi la sua personalità era quella di un uomo tenace, instancabile, concreto e forte; dall'ascendente Cancro, Marconi traeva la grandissima capacità immaginativa, la curiosità, l'intraprendenza e la propensione per lo studio e la ricerca. L'ostinazione, la perseveranza, l'inclinazione alla riflessione e al ragionamento erano potenziate da Marte in Toro, l'intelligenza brillante, l'ambizione, l'autorevolezza e la fiducia in sé erano dovute a Luna in Leone. Il successo e la gloria, la sicura riuscita, l'amore per la cultura e la scienza derivavano da Giove in Vergine, il desiderio di riconoscimento, la mente geniale, l'interesse verso la novità e la rapidità di intuizione da Mercurio in Ariete. Nettuno in Ariete, inoltre, amplificava la potente intuizione, l'ingegno e le alte aspirazioni.

Marconi alle conoscenze scientifiche e all’intuizione tecnica unisce la capacità di relazione e lo spirito d’iniziativa che gli consentono di raggiungere il successo imprenditoriale e di colloquiare da pari a pari con i grandi personaggi del suo tempo, comunicando non solo la sua dedizione al progresso tecnologico ma anche la sua visione del mondo profondamente umanitaria e fortemente legata a un’interpretazione religiosa delle scoperte della scienza. Quando viene inaugurata Radio Vaticana, ottiene di essere lui stesso a introdurre il primo discorso del Papa, dicendo, tra l’altro: «Con l'aiuto di Dio, che tante misteriose forze della natura mette a disposizione dell'umanità, ho potuto preparare questo strumento che procurerà ai fedeli di tutto il mondo la consolazione di udire la voce del Santo Padre».








 

 

 

 





 

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