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    Wanderlust alla Alte Nationalgalerie,
    Monet/Boudin al Museo Thyssen-Bornemisza

    di Eugenia Sciorilli

     

     

    Per gli appassionati d'arte che abbinano un viaggio a un percorso espositivo, suggeriamo due mostre aperte per tutto il periodo estivo e che meritano attenzione per i temi affrontati e la qualità delle opere esposte.

    Wanderlust. Da Friedrich a Renoir
    Berlino,
    Alte Nationalgalerie, 
    dal 10 maggio al 16 settembre 2018

    Caspar David Friedrich, Wanderer above the Sea of Frog – 1817 circa. (foto SHK/Hamburger Kunstgalle/bpk/Elke Walford) Gustave Courbet, The Meeting or Bonjour Monsieur Courbet – 1854. (foto Frèdèric Jaulmes/Musée Fabre de Montpellier Méditerranée) Auguste Renoir, Path leading through Tall Grass – 1876-1877. (foto Patrice Schmidt/RMN-Grand Palais) Richard Riemerschmid, In the Countryside – 1895. (foto Stadtische Galerie im Lenbachhaus und Kunstbau Munchen)

    Hans Thoma, Solitude – 1906. (foto Heinz Pelz/Sammlung Landesbank Baden-Wurttemberg) Emil Nolde, Winter – 1907. (foto Nolde Stiftung Seebull) Jens Ferdinand Willumsen, A Mountain Climber – 1912. (foto Copenhagen Statens Museum for Kunst/Bonn VG Bild-Kunst) Ernst Ludwig Kirchner, Sertig Valley  – 1926. (foto Bundner Kunstmuseum)

    Questa grande mostra berlinese, che si presenta al pubblico grazie a un affascinante percorso tematico e attraverso 120 opere, equivale a un'escursione che, partendo dall'Ottocento per arrivare fino al Novecento, propone paesaggi di straordinaria bellezza, ad esempio lungo un ruscello, attraverso fitte foreste o dalle cime di maestose montagne. Tutto ruota intorno al desiderio di vagabondare immersi nella natura, che l'animo dell'artista esalta grazie a tavolozza ed estro creativo.

    Wanderlust, ovvero ritorno alla natura, era uno dei concetti fondamentali della corrente romantica che pervase l'arte, la musica e la filosofia del 19simo secolo. In questa mostra, la cui sezione inaugurale è dedicata alla scoperta della natura, si affrontano tematiche particolarmente coinvolgenti, come “Il viaggio della vita”, “I vagabondaggi dell’artista”, “Paesaggi alpini”, "Struggimento per l'Italia". Dai capolavori esposti, molti dei quali concessi in prestito da musei prestigiosi e collezioni private, emerge il viaggio come simbolo di nuova identità e consapevolezza dell'artista, che rinnova la sua creatività attraverso il viaggio e le nuove esperienze ad esso collegate.

    www.wanderlustinberlin.de

    Monet / Boudin
    Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza,
    dal 26 giugno al 30 settembre 2018

    Eugène Boudin, Costa e cielo – 1865 circa. (foto Collezione privata/Thyssen-Bornemisza Museum) Eugène Boudin, Veduta del Bacino di Trouville – 1865. (foto Acervo Museo Nacional de Belas Artes) Eugène Boudin, Alla fattoria Saint-Simèon, Jongkind, Van Marcke, Monet e il padre Achard – 1867. (foto Galerie Schmit Paris)

    Eugène Boudin, La Collegiata di Abbeville di notte – 1890-1894. (foto Eric Caillet/Musée de Valence) Claude Monet, Paesaggio nei dintorni di Le Havre – 1868-1878. (foto Richard Green Gallery London) Claude Monet, L'inondazione – 1881. (foto Peter Schalchli/Arp Museum Bahnhof Rolandseck)

    Claude Monet, La guglia di Etretat, bassa marea – 1883. (foto Collezione privata/Thyssen-Bornemisza Museum) Claude Monet, Antibes – 1888. (foto Arturo Piera/Collecciòn Pèrez Simon Mexico)

    Il museo  madrileno intende offrire ai visitatori, con questa mostra che riunisce 104 opere, l'occasione di scoprire il rapporto tra il grande pittore impressionista Claude Monet (Parigi 1840 - Giverny, 1926) e il suo maestro Eugène Boudin (Honfleur, 1824 - Deauville, 1898), facendo luce non solo sul periodo di apprendistato artistico di Monet, in cui Boudin ha svolto un ruolo fondamentale, ma anche su tutta la loro carriera e sulle origini dell'impressionismo.

    Lungo un suggestivo percorso cronologico e tematico, suddiviso in otto capitoli, questa mostra sottolinea interessi artistici condivisi da entrambi gli artisti, come l'anelito a ritrarre momenti della vita moderna, a catturare gli effetti mutevoli della luce, e a raffigurare le infinite bellezze del paesaggio e della natura.

    Da ricordare che il primo incontro tra i due artisti avvenne a Le Havre, nella primavera del 1856, e fu proprio il sostegno di Boudin a far maturare in Monet (che  allora era appena adolescente) la fatidica decisione di dedicarsi alla pittura. Nel 1920, ormai vecchio e celebre,lo stesso Monet dichiarò al suo biografo Gustave Geffroy: "L'ho detto e lo ripeto: tutto quel che ho fatto lo devo a Boudin". 

    www.museothyssen.org