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Dagli agrumi a vitigni millenari, un tesoro di antiche tradizioni 

a cura della Redazione di Travel Carnet

Caratteristiche organolettiche unichc per l'olio d'oliva lucano. (foto Apt Basilicata) Polvere di peperone di Senise essiccato e macinato a pietra della Masseria Agricola Buongiorno. (foto MAB) Clementine dell'Azienda Terre della Luce a Policoro. (foto Terre della Luce)

La cucina della Basilicata ha molto da condividere con quelle presenti in tutto il Mezzogiorno d'Italia: sapori semplici ma intensi, tradizioni secolari nell'uso di erbe aromatiche e spezie naturali (tra cui spicca il peperoncino), sapiente amalgama di prodotti di terra e di mare, vitigni antichi, predominanza di alimenti alla base della dieta mediterranea, come ortaggi e olio d'oliva.

Vi presentiamo una selezione di eccellenze della gastronomia lucana, sparse in vari angoli di una regione che riesce a sedurre quanti la visitano per i suoi paesaggi ancora incontaminati e le sue località ricche di arte e storia, tra boschi, alture e zone costiere di grande fascino.


DAGLI AGRUMI DI BERNALDA-METAPONTO AL MIELE DELLA COSTA JONICA

Miele bionaturale di arance metapontine dell'apicoltore Rondinella di Ripacandida. (foto Miele Rondinella) Un vicolo del centro storico di Bernalda. (foto Apt Basilicata) Il Santuario di Hera a Metaponto. (foto Apt Basilicata)

Il litorale jonico rappresenta una delle aree più interessanti d'Italia per quanto riguarda la coltivazione di agrumi, in quanto è caratterizzata da un clima particolarmente mite e da terreni fertili. Si coltivano mandarini, clementine, pompelmi, arance a polpa bionda e varietà pregiate (periodo da ottobre ad aprile).

Il miele, da parte sua, si distingue grazie al fatto che gli apiari sono collocati in luoghi dove non esiste l'inquinamento. Altra sua prerogativa è che viene estratto a freddo mediante centrifugazione dei favi ed invasato senza subire trattamenti. Le tante essenze arboree permettono la produzione di miele di acacia, di castagne, di tarassaco, di tiglio e multiflora, quest'ultimo ricco degli aromi dei fiori spontanei.

 

AVIGLIANO E LA SUA RICETTA DI BACCALÀ 

Veduta aerea di Avigliano in provincia di Potenza. (foto Apt Basilicata) Il baccalà di Avigliano. (foto Apt Basilicata) Il peperone crusco di Senise. (foto Apt Basilicata)

Questa località in provincia di Potenza è famosa per il baccalà aviglianese, una ricetta che propone un abbinamento con i peperoni cruschi. Questi ultimi non sono altro che peperoni rossi (ottimi quelli provenienti dalla zona di Senise) raccolti e lasciati ad essiccare al sole, raccolti in mucchietti legati tra loro con un filo di cotone piuttosto doppio (la cosiddetta 'nzerta). Lessato e sfilettato il baccalà, si uniscono i peperoni cruschi precedentemente soffritti con aglio e prezzemolo. Si ottengono così una croccantezza e un aroma unici, esaltati dall'aggiunta di un po' di olio con peperoncino piccante.

 

DAL LATTE AL DOP, IL PECORINO DI FILIANO

Veduta aerea di Filiano (foto Apt Basilicata) Forme di pecorino Dop alla Sagra di Filiano. (foto Sagra del Pecorino di Filiano)

Da quasi mezzo secolo, si tiene nel primo weekend di settembre la Sagra del Pecorino di Filiano, organizzata dal consorzio che ne tutela la produzione e la qualità. Il Pecorino di Filiano è un formaggio DOP, prodotto su un territorio che si estende nella parte nord-occidentale della Basilicata, da latte di pecore allevate al pascolo. Per produrlo i pastori usano ancora oggi tecniche tradizionali: basti pensare che il latte derivante dalle due mungiture, serale e mattutina, viene fatto scaldare in un calderone con fuoco vivo diretto. Successivamente, le forme vengono salate usando la salamoia, quindi passano alla fase della stagionatura che dura circa un anno.

 

RIONERO IN VULTURE E IL SUO AGLIANICO 

La Chiesa del Santissimo Sacramento a Rionero in Vulture. (foto Basilicatanet) Il Sigillo, Aglianico del Vulture DOC vendemmia 2009. (foto Cantine del Notaio di Rionero)

L'Aglianico del Vulture, che può vantare dal 1971 il marchio d.o.c., viene prodotto nella zona del monte Vulture, antichissimo vulcano spento, ed è prodotto da vitigni introdotti ai tempi della Magna Grecia. Di colore rosso rubino o granato vivace, dall'odore vinoso gradevole e dal sapore asciutto e armonioso, è un vino che bene si abbina ai piatti di carne, meglio se arrosti o selvaggina.

La Roverella di Brienza, quercia ultrasecolare tra le più grandi d'Italia. (foto Apt Basilicata) Vigneti di uva Aglianico del Vulture nei pressi di Venosa. (foto Comune di Venosa)

La Secca di Castrocucco, frazione di Maratea sulla costa tirrenica. (foto Apt Basilicata) Chiese rupestri del Parco Archeologico Storico Naturale della Murgia Materana. (foto Basilicatanet)

www.aptbasilicata.it