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    Ferrara e Padova accolgono nella prossima stagione due grandi mostre 

    di Eugenia Sciorilli

     

     

    Due splendidi gioielli architettonici di altrettante città d'arte italiane, il Palazzo dei Diamanti a Ferrara e Palazzo Zabarella a Padova, accolgono in autunno due mostre che faranno certamente parte degli eventi d'arte più attesi e più importanti della nuova stagione. 

    Courbet e la natura

    Ferrara, Palazzo dei Diamanti
    dal 22 settembre 2017 al 6 gennaio 2018

    Autoritratto con il cane nero, 1842. (foto Petit Palais, Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris/Studio Esseci) La quercia di Flagey, 1864. (foto Ornans Musée Courbet/Studio Esseci) Giovane bagnante, 1866. (foto Metropolitan Museum/Studio Esseci)

    Caprioli alla fonte, 1868. (foto Forth Worth, Kimbell Art Museum) L'onda, 1869 circa. (foto Edimburgo, National Galleries of Scotland/Studio Esseci) La valle della Loue con cielo di tempesta, 1870 circa. (foto M. Bertola/Musées de Strasbourg/Studio Esseci)

    Ha traghettato l’arte francese dal sogno romantico alla pittura di realtà, e da questa a un nuovo amore per la natura. Stiamo parlando di Gustave Courbet, che torna in Italia dopo quasi mezzo secolo in una retrospettiva dedicata a questo genio indiscusso dell’Ottocento e al suo rivoluzionario approccio alla pittura di paesaggio. 

    Attraverso una cinquantina di tele, provenienti dai più importanti musei del mondo, la mostra condurrà i visitatori in un percorso attraverso i luoghi e i temi della sua impressionante e appassionata rappresentazione del mondo naturale: dai panorami della sua terra dipinti in gioventù, alle spettacolari marine battute dalla tempesta, dalle misteriose grotte da cui scaturiscono sorgenti alle cavità carsiche che si spalancano nei torrenti, dai sensuali nudi immersi in una rigogliosa vegetazione alle sublimi scene di caccia della maturità. I paesaggi della regione natale, la Franca Contea, occupano un posto particolare nel cuore dell’artista, ma anche i luoghi dove ebbe modo di soggiornare o che visitò nel corso della sua vita si rivelano preziosi motivi d'ispirazione.

    www.palazzodiamanti.it

     

     

    Gauguin e gli Impressionisti.
    Capolavori dalla Collezione Ordrupgaard

    Padova, Palazzo Zabarella
    dal 29 settembre 2017 al 27 gennaio 2018

    Pierre-Auguste Renoir, Ritratto di donna proveniente dalla Romania (Madame Iscovesco) – 1877. (foto Anders Sune Berg/Ordrupgaard Copenhagen/Studio Esseci) Berthe Morisot, Ragazza sull'erba (Mademoiselle Isabelle Lambert) – 1885. (foto Anders Sune Berg/Ordrupgaard Copenhagen/Studio Esseci) Camille Pissarro, Alberi di prugne in fiore, Eragny – 1894. (foto Anders Sune Berg/Ordrupgaard Copenhagen/Studio Esseci)

    Paul Cézanne, Le bagnanti – 1895 circa. (foto Anders Sune Berg/Ordrupgaard Copenhagen/Studio Esseci) Paul Gauguin, Ritratto di giovane donna – 1896. (foto Anders Sune Berg/Ordrupgaard Copenhagen/Studio Esseci) Claude Monet, Il Ponte di Waterloo, nuvoloso – 1903. (foto Anders Sune Berg/Ordrupgaard Copenhagen/Studio Esseci)

    Proveniente dalla National Gallery of Canada, questa mostra itinerante, che sta facendo conoscere al mondo decine di capolavori (attualmente il museo che li accoglie in permanenza a Copenaghen è in fase di completo rinnovo), presenterà al pubblico italiano opere di Gauguin, Cézanne, Degas, Manet, Monet, Berthe Morisot, Renoir, Matisse, ovvero il il fior fiore della collezione creata ai primi del Novecento dal finanziere e filantropo Wilhelm Hansen e da sua moglie Henny. Collezione che è considerata oggi una delle più belle raccolte di arte impressionista in Europa.

    Hansen rimase conquistato dagli Impressionisti in occasione del suo primo viaggio d’affari a Parigi nel 1893. Viaggio seguito da metodiche visite al Salon, alle gallerie e ai musei. Da queste frequentazioni maturò, nel 1915, il progetto di creare una collezione di arte francese; alla decisione non fu estranea l’idea che essa fosse destinata ad un rapido aumento di valore e risultasse quindi un perfetto investimento, purché ad essere acquistate fossero le opere realmente più importanti sul mercato. Scelta che spiega la presenza, in Collezione, di una concentrazione così elevata di capolavori. In soli due anni, dal 1916 al 1918, Hansen riuscì a creare, grazie anche agli avveduti consigli di uno dei più importanti critici d’arte del momento, Théodore Duret, una collezione che lo scrittore e collezionista svedese Klas Fåhræus avrebbe descritto come la “migliore collezione impressionista al mondo”.

    www.zabarella.it