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    Un magnifico percorso espositivo tra autunno e inverno

    di Eugenia Sciorilli

    Autoritratto, 1546-1548. (foto Philadelphia Museum of Art/Palazzo Ducale Venezia) Sant'Agostino risana gli sciancati, 1549-1550 circa. (foto Vicenza Museo Civico Palazzo Chiericati) Susanna e i vecchioni, 1555-1556. (foto Wien Kunsthistorisches Museum/Palazzo ducale Venezia) Figura maschile di spalle, 1557. (foto Royal Collection Trust/Sua Maestà Regina Elisabetta II/Palazzo Ducale Venezia) Ritratto di uomo con una catena d'oro, 1560 circa. (foto Madrid Museo Nacional del Prado/Palazzo Ducale Venezia)

    Deposizione dalla croce, 1562 circa. (foto Venezia Galleria dell'Accademia) Il doge Alvise Mocenigo presentato al Redentore, 1571-1574.  (foto Metropolitan Museum/Palazzo Ducale Venezia)

    Il doge Alvise Mocenigo e la sua famiglia davanti alla Madonna con il Bambino, 1575 circa. (foto Washington National Gallery of Art/Palazzo Ducale Venezia) Origine della Via Lattea, 1576-1578. (foto London National Gallery/Palazzo Ducale Venezia)

    Mercurio e le tre Grazie, 1578. (foto Palazzo Ducale Venezia) Ritratto di Giovanni Mocenigo, fine anni Settanta del Cinquecento. (foto Staatliche Museen zu Berlin/Palazzo Ducale Venezia) Tarquinio e Lucrezia, 1578-1580. (foto Art Institute of Chicago/Palazzo Ducale Venezia) Autoritratto, 1588. (foto Louvre/Palazzo Ducale Venezia)

    Jacopo Robusti, detto il Tintoretto. Di lui John Ruskin scriveva: "Non credo che gli servissero più di dieci minuti per inventare e dipingere una  figura intera. Prende il via e accumula schiere su schiere, moltitudini che nessuno riesce a contare – senza mai fermarsi, senza mai ripetersi – nuvole e vortici e fuoco e infinità di terra e mare, per lui niente fa differenza”. A 500 anni dalla nascita, questo straordinario protagonista dell'arte rinascimentale torna ad affascinare il pubblico in occasione delle celebrazioni che tutta Venezia gli dedica.

    Punto focale è l’imponente progetto espositivo che dal 2015 la Fondazione Musei Civici di Venezia ha sviluppato con la National Gallery of Art di Washington e che ha trovato la piena collaborazione delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Il risultato, a 80 anni dall’ultima mostra a lui dedicata in città, è una straordinaria monografica sull’artista a Palazzo Ducale, che s'inaugura il 7 settembre e proseguirà fino al 6 gennaio 2019.  La mostra "Tintoretto 1519 - 1594" è centrata sul periodo più fecondo della sua arte – dalla piena affermazione, verso metà degli anni Quaranta del Cinquecento,  fino agli ultimi lavori – e in contemporanea è stata anche organizzata una grande mostra alle Gallerie dell’Accademia di Venezia sul tema "Il giovane Tintoretto", dedicata ai capolavori del primo decennio di attività e al contesto fecondo in cui egli avviò il suo percorso artistico. 

    Non mancheranno in laguna originali iniziative espositive, editoriali e convegnistiche, e va ricordato anche uno speciale percorso cittadino appositamente predisposto dalla Fondazione Musei Civici di Venezia in collaborazione con la Curia Patriarcale e con il fondamentale supporto di Save Venice inc. Dal 10 marzo 2019 sarà  poi il museo di Washington a proporre, per la prima volta negli Stati Uniti, la  figura e l’arte di Tintoretto nella sua complessità, in un percorso d’eccellenza che prende le mosse proprio dal nucleo espositivo di Palazzo Ducale.

    Il percorso espositivo, a cura di Robert Echols e Frederick Ilchman, è ospitato nelle magnifiche sale dell’Appartamento del Doge a Palazzo Ducale, e offre agli occhi dei visitatori 50 dipinti e 20 disegni autografi di Tintoretto, riuniti insieme grazie a importanti prestiti internazionali, che unitamente ai famosi cicli realizzati per il palazzo dogale tra il 1564 e il 1592 - visibili nell’originaria collocazione - permettono dunque di riscoprire pienamente la pittura visionaria, audace e per nulla convenzionale di Jacopo Robusti. Non si deve infatti dimenticare che un tale artista, figlio di un tintore, “come un granello di pepe capace di sopraffare dieci mazzi di papaveri” (secondo l’amico commediografo Andrea Calmo) seppe sfidare la tradizione consolidata incarnata da Tiziano, sbalordendo e scegliendo di innovare: non solo con ardite soluzioni tecniche e stilistiche, ma anche con sperimentazioni iconografiche che segnarono un punto di svolta nella storia della pittura veneziana del Cinquecento.

    Straordinario narratore, abile regista di azioni dipinte, colorista sofisticato - lui che usava l’intera gamma dei pigmenti disponibili nella Venezia del tempo – Tintoretto si rivela ai nostri occhi affascinante interprete in tutti i diversi generi affrontati, da quelli religiosi, ai grandi dipinti di storia, dalla ritrattistica ai temi profani e mitologici, come testimoniano, in questa eccezionale mostra veneziana, le opere provenienti da celebri musei di tutto il mondo e da alcune prestigiose collezioni private. Non a caso lo scrittore Henry James commentava a fine Ottocento: "Nessun pittore ebbe mai una tale larghezza di vedute e una tale profondità".

    palazzoducale.visitmuve.it