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All'edizione 2018 di Terra Madre Salone del Gusto
sei donne impegnate con successo nella filiera alimentare

di Inge E. Blumenthal 


Un orto cileno seguito secondo il metodo agroecologico. (foto Fondazione Slow Food) Le bacche rosse di murta dalle quali si ricava una marmellata tipica del patrimonio culturale e gastronomico cileno. (foto Fondazione Slow Food) Estelle Conan fondatrice della cooperativa Scay Scoops in Costa D'Avorio. (foto Fondazione Slow Food)

Raccolta di frutti del cacao in una piantagione della cooperativa Scay Scoops. (foto Domori) Helen Nguya in Cina al Congresso Internazionale Slow Food 2017. (foto Fondazione Slow Food)

Le arnie per la produzione di miele nel villaggio di Ngurdoto nella regione di Arusha in Tanzania. (foto Fondazione Slow Food) Fagioli prodotti nell'orto comunitario di Maji ya Chai. (foto Fondazione Slow Food)

Helen Nguya nell'orto comunitario di Maji ya Chai. (foto Fondazione Slow Food) Le sorelle Annalisa e Jessica Celant al lavoro nella malga di famiglia Costa Cervera. (foto Fondazione Slow Food) Il formadi frant, formaggio dichiarato Presidio Slow Food prodotto dalle sorelle Celant. (foto Fondazione Slow Food)

Veduta aerea della malga Costa Cervera. (foto Comune di Polcenigo) Visita agli uliveti dell'azienda Maria Ianniciello di Grottaminarda oggi diretta dalla giovane figlia della fondatrice Ilaria Minichiello. (foto Azienda Agricola Maria Ianniciello)

Dalla Madre Terra a Terra Madre: dal 20 al 24 settembre 2018 è attesa a Torino e in tutto il Piemonte la nuova edizione di Terra Madre Salone del Gusto, promossa da Slow Food in collaborazione con la Città di Torino e la Regione Piemonte. Per l'occasione sono attese migliaia di delegati da tutto il mondo, tra cui tantissime donne attive nella filiera alimentare. 

A puro titolo di esempio, vi presentiamo sei donne, la cui partecipazione a questa nuova edizione non può non attirare l'interesse dei visitatori grazie alle loro esperienze. Non sono imprenditrici a larga scala, la loro è una produzione di nicchia, ma proprio per questo assurgono a simboli di quanto possa essere il valore aggiunto dell'impegno delle donne in ambito agricolo e alimentare.

Arriva dal Cile, una delle terre più affascinanti dell'emisfero australe, Isabel Angelica Inayao Sepulveda. Giovanissima, insieme ad altre 18 donne riunite nella Agrupación por la biodiversidad de Paillaco ha fondato il gruppo delle “mujeres rurales”, parte della rete locale di Slow Food, che producono ortaggi con metodi agroecologici, ma sono anche raccoglitrici di erbe e frutti selvatici che vendono ogni settimana direttamente in un mercato locale. La loro specialità sono le marmellate a base di murta, piccole bacche rosse di un arbusto originario del sud del Cile.

Arriva dalla Costa D’Avorio, angolo d'Africa fragile ma bellissimo, Estelle Conan, la donna grazie alla quale è nata la cooperativa Scay Scoops: proprio dove la produzione di cacao è massiccia e su larga scala, 143 produttori di piccola scala hanno deciso di abbracciare pratiche del tutto naturali nelle loro piantagioni, opponendosi alle più diffuse produzioni intensive. Il compenso equo, garantito dalla certificazione biologica, permette ai produttori di migliorare le condizioni di vita della propria comunità e le tecniche di lavoro, grazie alle quali il cacao viene preservato nel modo migliore, e con esso, tutta la sua ricchezza aromatica. Non a caso la rinomata azienda Domori l'ha inserita nell'elenco dei suoi produttori.

Arriva dalla Tanzania, un territorio celebre nel mondo per la sua natura selvaggia e spettacolare, Helen Nguya, portando con sé oltre 35 anni di esperienza nella realizzazione di progetti di sviluppo per le comunità della Tanzania a partire dal cibo e dall’agricoltura sostenibile. È stata artefice dell’organizzazione locale Trmega (Training, Research, Monitoring and Evaluation on Gender and Aids), un punto di riferimento per persone vulnerabili come vedove, bambini, donne molto povere e malati di Hiv e Aids, che si fanno forza lavorando insieme. Nel 2004 è entrata in contatto con Slow Food e oggi è tra i più convinti promotori del progetto Orti in Africa, che contribuisce a portare avanti insieme al Presidio del miele di ape melipona di Arusha e altre iniziative di Slow Food in Tanzania.

Arrivano dall'Italia, e più precisamente da una terra suggestiva come il Friuli, Annalisa e Jessica Celant che nella malga Costa Cervera producono il formadi o çuç di mont del Presidio Slow Food. Le due sorelle sono l’ultima generazione della famiglia di malgari del Friuli di cui si abbia attestazione più antica: possiamo andare indietro fino al padre del bisnonno nell’800, il più anziano patriarca dei malgari della regione. Sempre dall'Italia, ma questa volta dalla Campania, altra regione ricca di bellezze naturali e di tradizioni, arriva Ilaria Minichiello. È una giovanissima irpina che vive a Grottaminarda, dove ha appena rilevato l’azienda olearia della madre: 700 piante di uliveti secolari e impianti giovani di cultivar locali. Il suo sogno è aprire un piccolo agriturismo “fatto come si deve”, cioè in cui coltivare e cucinare i prodotti dell’azienda, facendo partecipare gli ospiti alle fasi della produzione e trasformazione in cucina.


https//salonedelgusto.com



 







 

 

 




 



 



 

 

A Tavola con lo Chef