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Il Teatro alla  Scala festeggia 240 anni di storia

a cura della Redazione di Travel Carnet  

 

 

L'architetto Giuseppe Piermarini in un ritratto di Alfred Knoller. (foto Museo Teatrale alla Scala) Prospetto della facciata del Teatro alla Scala in un disegno di Giuseppe Piermarini. (foto Museo Teatrale alla Scala) Angelo Inganni, Facciata del Teatro alla Scala – 1852. (foto Museo Teatrale alla Scala) La sala del teatro in un'incisione colorata dei primi anni del Novecento. (foto Museo Teatrale alla Scala)

Piazza della Scala nei primi anni del Novecento in una foto di Giorgio Sommer. (foto Archivio Biblioteca Museo Teatrale della Scala) Il manifesto del concerto diretto da Toscanini l'11 maggio 1946. (foto Archivio Biblioteca Museo Teatrale della Scala) Una sala del Museo. (foto Francesco Maria Colombo/Museo Teatrale alla Scala) Il violoncellista e tenore italiano Nicola Tacchinardi in un busto di Antonio Canova. (foto Francesco Maria Colombo/Museo Teatrale alla Scala)

Isabella Angela Colbran, soprano e prima moglie di Gioachino Rossini. (foto Francesco Maria Colombo/Museo Teatrale alla Scala) La sala dedicata alle grandi voci liriche del Novecento, sulla destra ritratto di Maria Callas. (foto Francesco Maria Colombo/Museo Teatrale alla Scala) La sala con oltre 2000 posti a sedere. (foto Marco Brecia/Rudy Amisano/Teatro alla Scala)

Il grande lampadario centrale con 383 lampadine, copia fedele dell'originale ottocentesco. (foto Marco Brecia/Rudy Amisano/Teatro alla Scala) Bambini in visita al teatro. (foto Teatro slla Scala) La torre scenica ideata dall'architetto svizzero Mario Botta. (foto Teatro alla Scala)

Veduta aerea del complesso antico e dei moderni interventi di Mario Botta. (foto Lombardia Beni Culturali)

Era il 1778, Milano inaugurava il nuovo Teatro Grande alla Scala.

Quando, nel 1776, un incendio distrusse il Teatro Regio Ducale, l'imperatrice Maria Teresa d'Austria affidò all'architetto umbro Giuseppe Piermarini la progettazione di un nuovo teatro nell'area della fatiscente Santa Maria della Scala, chiesa poi demolita.

Appena due anni più tardi, Piermarini consegnava alla città quello che sarebbe diventato uno dei maggiori teatri del mondo, destinato a una fama internazionale non solo per la prestigiosa istituzione musicale ma anche perché considerato un modello architettonico per tutti gli edifici finalizzati allo spettacolo in genere.

Il progetto di Piermarini doveva considerare una posizione lungo una via stretta, prevedeva dunque una vista angolare; la facciata, dai rapporti proporzionali semplici ma con ripartizione rigorosa sia verticale che orizzontale, sarebbe stata poi una soluzione adottata in molti altri teatri, insieme con l'idea dell'avancorpo con portico per l'accesso alle carrozze.

L'interno rispettava criteri di funzionalità e risolveva problemi di acustica, visibilità e movimenti del pubblico, la platea poteva trasformarsi in sala da ballo e alcuni locali adiacenti erano adibiti a sale da gioco. Il finanziamento delle famiglie aristocratiche, dell'alta borghesia e il denaro proveniente dal gioco d'azzardo permisero di portare a termine la mastodontica impresa.

Da allora l'attività del teatro ha portato a conoscenza del grande pubblico il lavoro di personaggi che hanno fatto la storia dello spettacolo di alta qualità – compositori come Verdi, Rossini, Donizetti, Puccini per citarne solo alcuni – e grandi voci della lirica italiana, senza dimenticare la grande scuola di danza.

Fra Ottocento e Novecento, tutta l'Europa attraversò una fase di numerosi e profondi cambiamenti, anche il Teatro alla Scala venne coinvolto in varie situazioni fino a subire, durante la Seconda Guerra Mondiale, gravissimi danni a causa di bombardamenti alleati.

Nonostante tutto, nel 1946, dopo una rapidissima ricostruzione, la Scala tornò al suo splendore originale con un memorabile concerto diretto da Arturo Toscanini.

Nelle immediate vicinanze del teatro un accogliente Museo custodisce le tracce di questo glorioso passato con dipinti, sculture e oggetti che testimoniano il passaggio di artisti indimenticabili; l'annessa fornitissima biblioteca e l'archivio ricco di manoscritti, bozzetti, manifesti e locandine, libretti d'opera e fotografie costituiscono una raccolta tra le più importanti del mondo in materia musicale.

Tra il 2002 e il 2004 la Scala vede un grandioso intervento di restauro e di rinnovamento ad opera dell'architetto svizzero Mario Botta, che aggiunge al complesso due nuove costruzioni, una scenica e una ellittica; proprio grazie alla modernizzazione della macchina scenica, oggi il teatro può raggiungere 284 alzate di sipario tra opera, balletto, concerti e attività in sede e fuori sede.

Tra le iniziative di promozione culturale, davvero innovativa è l'idea “Grandi Opere per i Piccoli”, un ciclo di opere liriche riadattate per un pubblico di giovanissimi spettatori.

La stagione 2018-2019 offrirà, ancora una volta, un programma ricco di interpretazioni ad alto livello nell'ambito della lirica, della musica sinfonica e del balletto: a inaugurarla sarà l'opera Attila di Verdi con la direzione di Riccardo Chailly e la regia di Davide Livermore.


www.teatroallascala.org

www.museoscala.org




 

 

 





 



 

 

 

 

 

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