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A TAvola con lo Chef


 

 

 

 

 

 

dell’Astrologa Martina

 

 

Il medico svedese Axel Munthe in un ritratto a carboncino della Contessa Feodora von Gleichen. (foto Fondazione Axel Munthe) Munthe in divisa da ufficiale medico. (foto Fondazione Axel Munthe) Hilda Pennington-Mellor, seconda moglie di Munthe. (foto Hildasholm) Un angolo di giardino della residenza di Hildasholm in Svezia, dono di Axel alla giovane moglie. (foto Hildasholm) Munthe e la Regina Vittoria di Svezia nel docufilm L'amore proibito di Anders Wahlgren, dvd Folkets Bio 2016.

Veduta aerea della Villa San Michele proprietà della Svezia per disposizione testamentaria di Munthe. (foto Villa San Michele) L'ingresso alla Villa-Museo. (foto Capri Tourism)

Panorama dal belvedere della Sfinge, simbolo della Villa. (foto Villa San Michele) Il giardino di Axel incluso nella lista dell'Associazione Grandi Giardini Italiani. (foto Villa San Michele) Bella fioritura di tulipani curati da  Raffaele Scarpato responsabile del giardino da oltre venti anni. (foto Villa San Michele)

Il portico pergolato disseminato di fiori a tinte sgargianti. (foto Villa San Michele) La Galleria delle Statue. (foto Capri Tourism) Il salotto di Munthe. (foto Villa San Michele)

Il romanzo autobiografico La storia di San Michele, Garzanti 2010. I racconti La Madonna del Buon Cammino e I cani di Capri dedicati a Napoli e alla sua amata Capri, Colonnese Editore 2016. Scorpione, segno zodiacale di Axel Munthe.

Nel 1875, Capri non è ancora un luogo di villeggiatura alla moda. Quando Axel, un giovanotto svedese di sì e no diciott’anni, salta giù dal traghetto postale che lo ha portato lì da Sorrento, ad attenderlo come servizio taxi trova un somaro guidato da una ragazzina scalza di nome Gioia. Quando, lungo il percorso, il giovane viaggiatore vede stagliarsi contro il cielo di una luminosità abbagliante la sagoma del Monte Solaro, esclama: “Devo salire subito lì sopra!”, incurante delle obiezioni della fanciulla, perché lassù, ad Anacapri, vive solo gente di montagna, poco raccomandabile. Axel s’avvia di buon passo lungo la Scala Fenicia lunga quasi ottocento gradini, fino alla Porta della Differenza e a una piccola cappella diroccata. Quando alla fine, vede aprirsi sotto il suo sguardo l’intero golfo di Napoli, è invaso dalla certezza che quello sarà il luogo della sua vita.

Eppure, Axel Munthe non era uomo da scegliere un posto per restarvi. Nato a Oskarshamn, in Svezia, il 31 ottobre 1857, studiò medicina prima a Uppsala e poi a Parigi, dove si laureò con una tesi in ostetricia e ginecologia, ma i suoi interessi medici si estendevano alla neurologia e all’ipnotismo e nella pratica clinica privata si dedicò prevalentemente alle malattie nervose. Cominciò a esercitare a Parigi, soprattutto tra i connazionali svedesi, ma non poté dimenticare l’Italia, e nel 1884 accorse come medico volontario a Napoli, colpita da una terribile epidemia di colera. Nel 1887 decise di seguire il suo cuore e si trasferì a Capri, per costruire la sua residenza proprio nel luogo di Anacapri che lo aveva folgorato. La chiamò Villa San Michele, prendendo il nome dalla cappella in rovina, e ne fece un luogo assolutamente unico, progettandola personalmente e lavorando fianco a fianco con le maestranze dell’isola che lo aiutarono a costruirla. Affacciata su un panorama impareggiabile, decorata con resti di mosaici romani, quella creazione di un medico svedese divenne un gioiello senza tempo di una Capri che negli anni si sarebbe trasformata in una meta esclusiva per il turismo d’élite. Munthe, che si dedicava spesso alla cura dei bisognosi e in diverse occasioni operò come volontario in occasione di eventi luttuosi, come il terribile terremoto di Messina del 1908, era in realtà un medico di grande prestigio e rinomanza, che esercitò prima a Parigi e poi a Roma guadagnandosi la fiducia di una clientela aristocratica e intellettuale. Fu a lungo medico personale della regina Vittoria di Svezia, che veniva ogni anno a Capri per curare le proprie ricorrenti bronchiti, e, specie nella sua permanenza a Parigi, ebbe occasione di conoscere personalità come Louis Pasteur, Somerset Maugham, Guy de Maupassant ed Henry James, che fu suo intimo amico.

Sposato due volte, la seconda fu nel 1907 con Hilda Pennington-Mellor, un’inglese di quasi venticinque anni più giovane di lui e appartenente a una famiglia aristocratica. La coppia ebbe due figli, uno dei quali, Malcolm, dopo la seconda guerra mondiale in cui si distinse nelle fila britanniche dimostrando coraggio e abilità in missioni rischiosissime, si dedicò all’amministrazione delle proprietà di famiglia, aprendo al pubblico le residenze di famiglia in Svezia e Inghilterra.

Axel Munthe fu anche un originale scrittore, e pubblicò diversi libri in cui rielaborava con acume e humour le sue esperienze di vita. Il più importante fu certamente La storia di San Michele, un’opera ampiamente autobiografica che divenne, con grande sorpresa dell’autore, un enorme successo internazionale e lo rese assai più celebre come scrittore di quanto lo fosse come medico. Pubblicato nel 1929, fu scritto in un momento difficile per l’autore, che era diventato quasi cieco e, a causa della sua malattia agli occhi, era stato costretto a lasciare l’Italia con la sua luce solare troppo violenta per tornare a vivere in Svezia, quasi da recluso. Come scrisse nella prefazione alla prima edizione del libro, «Un uomo può sopportare molto, finché può sopportare se stesso. Può vivere senza speranza, senza amici, senza libri, anche senza musica, finché può ascoltare i propri pensieri e il canto di un uccello, fuori della finestra, e la voce lontana del mare». Fortunatamente, un’operazione riuscì a restituirgli una vista accettabile, e poté così tornare nella sua amata Capri prima di ritirarsi definitivamente in Svezia, nel 1942. Axel Munthe morì l’11 febbraio 1949 a Stoccolma, e le sue ceneri furono sparse nel Mare del Nord.

Scorpione ascendente Gemelli, di questo aspetto astrale Munthe possedeva l'intelligenza acuta e brillante, la tenacia, l'originalità, l'ironia incline al sarcasmo, l'abilità dialettica e la facilità nel gestire i rapporti interpersonali grazie alla simpatia e alla vivacità. Luna in Ariete nel tema natale conferiva un carattere passionale, battagliero e volitivo, una personalità forte e indipendente e una certa istintività che, talvolta, poteva sfociare nell'azione impulsiva. Giove in Toro garantiva vitalità, successo professionale, spiccato senso estetico e amore per il bello e le comodità; Marte in Vergine potenziava la capacità analitica e il giudizio critico, la logica e l'ingegno. Mercurio in Bilancia favoriva l'apertura mentale, la creatività e la profondità di osservazione e riflessione, così come la propensione a comunicare ed esprimersi attraverso la parola. Venere nello stesso segno donava sensibilità di carattere e armonia nei sentimenti.

Munthe era anche quello che oggi chiameremmo un animalista. Aveva un rapporto profondissimo con i cani ma amava tutti gli animali e, sempre nella sua Capri, fondò un rifugio per uccelli che è tuttora un’oasi protetta ed è di proprietà della stessa Fondazione a suo nome che gestisce Villa San Michele. Come scrisse nella sua opera più famosa, «Per diventare un buon veterinario per cani è necessario amare i cani, ma è anche necessario comprenderli. Lo stesso che con le persone, con la differenza che è più facile comprendere un cane che un uomo, ed è più facile amarlo». In realtà, anche con i suoi pazienti umani Alex Munthe faceva innanzitutto leva su una straordinaria capacità empatica e sulla consapevolezza che non di rado le qualità umane del medico e la sua capacità di stringere una relazione di fiducia col paziente hanno un valore non inferiore alla sua competenza scientifica. «Qual è il segreto del successo per un medico? Ispirare fiducia. Il medico che possiede questo dono può quasi risvegliare i morti» scrisse Munthe, a proposito delle sue capacità di medico. Ed è certo che fu la sua sensibilità umana a segnare l’intera sua vita e a renderlo straordinariamente apprezzato da pazienti e lettori.











 

 

 

 





 

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