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A TAvola con lo Chef


 

 

 

 

 

 

dell’Astrologa Martina

 

La casa abitata da Goethe a Francoforte sul Meno. (foto Frankfurt Tourismus) Una sala della casa di Francoforte. (foto Frankfurt Tourismus) Statua del giovane Goethe al Naschmarkt di Lipsia.(foto Andreas Schmidt/Sassonia Turismo)

Lo Schloss Jagerhof, sede del Goethe Museum di Dusseldorf. (foto Goethe Museum Dusseldorf) Lo studio di Goethe a Weimar. (foto Goethe Museum Weimar) L'edificio del Goethe National Museum di Weimar. (foto Goethe Museum Weimar)

Johann Heinrich Wilhelm Tischbein, Goethe nella campagna romana – 1787. (foto Frankfurt, Staedelsches Kunstinstitut) Johann Heinrich Wilhelm Tischbein, Goethe alla finestra. (foto Roma Casa di Goethe) Goethe con l'amico Schiller nel monumento bronzeo realizzato a Lipsia nel 1857 da Ernst Friedrich August Rietschel. (foto Goethe-Schiller Monument)

Ritratto di Goethe in una serigrafia di Andy Warhol. (foto Roma Casa di Goethe) Scene dal Faust di Goethe, musica di Robert Schumann eseguita dall'English Chamber Orchestra diretta da Benjamin Britten, Decca 1973. Viaggio in Italia – 1786-1788, Rizzoli Bur 1991. Raccolta di disegni di Goethe nell'edizione 2012 della Casa di Goethe.

I dolori del giovane Werther, Feltrinelli 2014. Le affinità elettive, Demetra 2018. Il dvd del film Goethe! diretto da Philipp Stolzl nel 2010, Warner Home Video. Vergine, zegno zodiacale di Johann Wolfgang von Goethe.

«Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni? Tra le foglie scure brillano le arance dorate, una brezza lieve spira dal cielo azzurro. Tranquillo è il mirto, alto sta l’alloro. Lo conosci tu?».

Che questo celebre Lied, musicato da Franz Schubert, sia diventato in tutto il mondo il simbolo della nostalgia per l’Italia, riecheggiando in ben più nobili versi gli stessi sentimenti di tante canzoni popolari nostrane, lo si deve a un artista che unì a una rara profondità di pensiero la sensibilità e l’amore per la semplicità di un poeta lirico, e che non avrebbe forse sviluppato appieno quest’ultima facoltà se non avesse speso quasi due anni della sua vita nel nostro paese. Se è impensabile non includere Johann Wolfgang Goethe tra i geni d’ogni tempo, è anche per l’irripetibile fusione di illuminismo e romanticismo, di arte e scienza, di Nord e Sud che rende unica la sua figura.

Nato il 28 agosto del 1749 a Francoforte sul Meno “al suono delle campane di mezzogiorno”, come scrisse in Poesia e Verità, figlio di un consigliere imperiale, Goethe viene avviato agli studi giuridici sulle orme paterne, ma dopo la laurea appare immediatamente chiaro che quella dell’avvocato non è la sua strada. Al contrario, già a venticinque anni scrive un’opera che raggiunge immediatamente la celebrità e diviene la bandiera del Romanticismo in Germania, il romanzo epistolare I dolori del giovane Werther. Sull’onda dello straordinario successo del Werther, Goethe abbandona definitivamente la pratica legale e si trasferisce a Weimar, alla corte del Duca di Sassonia, consolidando la sua reputazione di letterato senza disdegnare di approfondire le scienze naturali e di rivestire cariche pubbliche di grande rilievo. A poco più di trent’anni viene insignito del titolo nobiliare, raggiungendo il vertice del potere civile. Tuttavia, gli impegni politici e mondani finiscono per diventare una gabbia per Goethe, inaridendone la creatività e sottraendogli quella libertà che fin dai tempi degli studi universitari è stata la sua più preziosa ricchezza. Nel 1846, quindi, decide di partire per un viaggio in Italia, senza avvertire nessuno, alla ricerca di una nuova ispirazione e memore dei racconti del padre che a sua volta in gioventù aveva visitato l’Italia traendone un’impressione incancellabile. Il viaggio diventa un soggiorno, che cambia profondamente l’uomo e l’artista. Visita Verona, Venezia, sosta a lungo a Roma, ma è il sud che lo colpisce di più. A Napoli si ferma oltre un mese, incantato dall’indicibile bellezza del paesaggio, di cui scrisse «non può essere del tutto infelice chi possa ricordare di aver visto una volta Napoli», e affascinato dal Vesuvio, mentre la Sicilia gli appare come la tappa fondamentale del suo viaggio, «la chiave di tutto». Come scrive nelle sue lettere, dall’esperienza italiana Goethe riceve una seconda nascita e una seconda giovinezza.

Dal suo viaggio, Goethe trasse ispirazione non solo per riprendere la sua produzione letteraria, ma anche per una meno conosciuta ma per lui non secondaria attività scientifica, di cui la Teoria dei colori è l’opera più significativa. Ma il grande esito dell’età matura di Goethe è naturalmente il Faust, tragedia in due parti la cui stesura impegnerà l’autore per decenni, fino alla morte. Opera considerata universalmente tra le maggiori della letteratura mondiale, il Faust mette in scena l’ambizione, la debolezza, la grandezza dell’uomo, e da allora esercita un fascino inesauribile su scrittori e artisti.

Ammiratore delle donne, Goethe vedeva nell’amore e nella relazione con il genere femminile una spinta alla nobilitazione dell’uomo, ma esitò a lungo a costituire un rapporto di coppia stabile. Nel 1806 sposò Christiane Vulpius, di sedici anni più giovane di lui e di modesta condizione; i due ebbero un figlio, Julius August, e vissero insieme a Weimar fino alla morte di lei nel 1816.

Nato sotto il segno della Vergine, con ascendente Scorpione, coniugava nella sua straordinaria personalità razionalità e intuito, prudenza e sensibilità; questo aspetto astrale gli conferiva intelligenza acuta e profonda, capacità introspettiva, ironia, senso critico e riservatezza. Luna in esaltazione in Pesci acuiva la sua recettività emotiva e aumentava la sua propensione a interrogarsi su questioni esistenziali profonde, Mercurio in Leone potenziava la creatività, l'ispirazione, l'apertura mentale, la chiarezza del pensiero. Marte in dignità nel Capricorno garantiva forza di carattere, determinazione, autorevolezza, ambizione, spirito indipendente. Giove in Pesci rendeva il carattere di Goethe incline alla socievolezza, espansivo e ricco di fertile immaginazione e fantasia, Saturno in Scorpione ne potenziava la forza di volontà, l'autocontrollo e la capacità di autoriflessione. Venere in Vergine esaltava caratteristiche della personalità quali la discrezione, l'affidabilità e una certa ritrosia nel dimostrare i sentimenti, Nettuno in Cancro predisponeva a soggiornare in luoghi vicini all'acqua e sviluppava le facoltà spirituali e l'empatia.

Goethe, che fu letterato, politico, scienziato, filosofo, e la cui influenza sulla cultura europea fu enorme, morì per una crisi cardiaca nel 1832 e fu sepolto solennemente nella cripta ducale a Weimar, accanto alla salma di Schiller. Considerato già in vita come il più grande autore tedesco di sempre, Goethe con le sue opere, e in particolare il Faust, ispirò alcuni tra i maggiori autori del Novecento. Il premio Nobel Thomas Mann, il cui Doktor Faustus traspone il dramma faustiano nella Germania nazista, ammirò Goethe fino alla venerazione, e lo prese ad emblema di un’ideale di “Germania europea”, aperta e ricettiva, che Mann vedeva antitetico all’aspirazione a un’“Europa tedesca” che tanto nefasta era stata sia per l’Europa che per la Germania.












 

 

 

 





 

Studio Placidi