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di Eugenia Sciorilli 

 

Il Grosser Schwarzer; caffè nero lungo. (foto Wiener Kaffeehaus) Il Melange, metà latte e schiuma di latte e metà caffè. (foto Wiener Kaffeehaus)

Il Verkehrt, un terzo di caffè e due terzi di latte. (foto Wiener Kaffeehaus) L'Einspanner, caffè corto con l'aggiunta di panna. (foto Wener Kaffeehaus)

Il Cafe Central in attività dal 1876 all'angolo Herrengasse/Strauchgasse. (foto Cafe Central) Il Maria Theresia del Cafe Central. (foto Cafe Central)

La sala del Cafe di Leopold e Josephine Hawelka. (foto Cafe Hawelka) Il caffè servito al Landtmann dal 1873. (foto Cafe Landtmann) La pasticceria artigianale del Cafe Demel. (foto Demel)

La colazione al Cafe Schwarzenberg situato al civico 17 di Karntner Ring. (foto Cafe Schwarzenberg) Un angolo del Cafe Sacher. (foto Sacher)  Dolci, caffè e gelati del Cafe Hofburg, Innerer Burghof 1. (foto Cafe Hofburg)

La sala del Cafe Mozart, uno dei più antichi della capitale. (foto Cafe Mozart) Il caffè con panna in una tazza da collezione. (foto Cafe Mozart)

L'arredamento Fine Ottocento del Cafe Sperl. (foto Sperl) La sala del Cafe Pruckel, locale dei primi del Novecento. (foto Cafe Pruckel)

La tradizione secolare dei caffè viennesi affonda le sue radici in un evento storico. Si narra, infatti, che nel 1683, quando i turchi si ritirarono dopo avere assediato invano la capitale austriaca, vennero abbandonati centinaia di sacchi contenenti chicchi di caffè, che all'inizio furono scambiati per mangime destinato ai cammelli. Fu un nobile polacco che lavorava come spia al servizio degli austriaci, Georg Franz Kolschitzky, a far scoprire alla corte imperiale una bevanda fino ad allora sconosciuta.

Da allora, il caffè e i suoi riti, tramandati di generazione in generazione, fanno parte integrante della quintessenza di una città come Vienna, alla pari dei valzer degli Strauss e delle acque del Danubio, tanto che nel 2011 il caffè viennese (Wiener Kaffeehaus) è stato riconosciuto dall'Unesco patrimonio culturale dell'umanità. Come si legge nella motivazione, "i caffè sono un luogo in cui si consuma tempo e spazio, ma in cui viene messo in conto solo il caffè".

È alla fine del 18simo secolo che si consolida a Vienna la tradizione del Kaffeehaus, fino a riscuotere sempre più successo nel corso dell'Ottocento e del primo Novecento. Gli ambienti accoglienti e la speciale atmosfera, che tuttora sono parte integrante dei caffè viennesi, hanno fatto sì che consumare un caffè diventasse un rito quotidiano, sfogliando un giornale, intrattenendosi in una conversazione tra amici oppure addirittura scrivendo opere letterarie. Non è un caso che i più famosi scrittori e artisti residenti a Vienna durante l'Impero austroungarico passassero il loro tempo libero proprio nei caffè, che si trasformavano con la loro presenza in salotti letterari o circoli di artisti. Ancora oggi, come in passato, entrare in un caffè non coincide con una breve sosta, tanto più che non si consuma al bancone, ma si viene serviti a un tavolino, come vuole, appunto, la tradizione.

C'è anche da dire che il caffè, a Vienna, non è il semplice caffè espresso cui siamo abituati noi italiani. C'è lo Schwarzer (o Mokka), il classico caffè nero che può essere corto (kleiner) o lungo (großer). C'è poi il Brauner (scuro), che per noi sarebbe il macchiato. Il Melange corrisponde al caffellatte viennese, in due parti uguali: metà latte (e schiuma di latte), metà caffè. Se lo si vuole più leggero, allora si ordina il Verkehrter (lo sbagliato), con un terzo di caffè e due terzi di latte. Si può anche ordinare il Kaisermelange, con tuorlo d’uovo, miele e brandy o cognac.

Ma l'elenco non si esaurisce qui. Troviamo anche il Kapuziner, ovvero un caffè con l’aggiunta di panna, e il Fiaker (che prende il nome dalla carrozza a cavalli): lungo, con l'aggiunta di acquavite di prugna o rum. Un caffè corto cui si aggiunge panna equivale all’ Einspänner (calesse); quest'ultimo, come il Fiaker, si serve in un bicchiere di vetro. Il Maria Theresia, esplicito omaggio all'imperatrice d'Austria, è invece un caffè corretto con liquore all’arancia, mentre il Pharisäer richiede rum, panna e una spolverata di cacao. Il Wiener Eiskaffee, infine, è richiesto soprattutto d'estate: caffè freddo con gelato alla vaniglia e panna montata. 

Da ricordare, a questo punto, almeno alcuni dei caffè storici di Vienna che sono ancor oggi un richiamo irresistibile per quanti visitano questa splendida città della Mitteleuropa: dal Cafe Central al Cafe Demel, dal Cafe Sacher al Cafe Imperial, dal Cafe Hawelka al Cafe Landtmann, dal Cafe Mozart al Cafe Schwarzenberg. Ciascuno di loro ha una propria caratteristica impronta, ma tutti contribuiscono alla magia di Vienna.


www.vienna.info