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A Tavola con lo Chef

 

 



 

 

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    a cura della Redazione di Travel Carnet

     

    Costume per Anna Bolena indossato da Maria Callas (1956-1957), regia di Luchino Visconti. (foto Pietro Scordo) Luigi da Porto, Storia di due nobili amanti – 1819. (foto Comune di Milano) Giuseppe Biagetti, Notturno con effetto di luna – 1820-1830. (foto Torino Palazzo Reale) Giuseppe Biagetti, La Sacra di San Michele – 1825-1830. (foto Torino Palazzo Reale)

    Massimo d'Azeglio, Lo studio del pittore a Napoli – 1827 circa. (foto Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino) Francesco Hayez, Autoritratto in gruppo di amici – 1827. (foto Museo Poldi Pezzoli) Francesco Hayez, Ritratto dell'Innominato – 1845. (foto Collezione privata) Francesco Hayez, La Meditazione – 1851. (foto Verona Galleria d'Arte Moderna Achille Forti)

    Francesco Podesti, Il Tasso che declama la Gerusalemme liberata alla Corte Estense – 1831-1834. (foto Pinacoteca Civica di Ancona) Gabriele Smargiassi, Veduta di Castellammare presa da Santa Maria di Pozzano – 1833. (foto Collezione privata) Friedrich von Amerling, Henriette Frelin von Pereira-Arnstein mit iher Tochter Flora – 1833. (foto Vienna Belvedere)

    Caspar David Friedrich, Il sognatore – 1835. (foto Ermitage San Pietroburgo) Lancelot-Théodore Turpin de Crisse, Rocce sul mare con centauri – 1836 – Gallerie dell'Accademia di Venezia) Giuseppe Molteni, Un ragazzetto venditore di latte con una capra – 1837. (foto Collezione privata) Salvatore Fergola, Tifone nel Golfo di Procida – 1842. (foto Napoli Palazzo Reale) Eliseo Sala, Lucia Mondella che guarda daìla finestra se ritorna il suo fidanzato nel giorno stabilito per le nozze – 1843. (foto Collezione privata)

    Alessandro La Volpe, La grotta dei Cappuccini ad Amalfi – 1850 circa. (foto Collezione privata) Giuseppe Pompeo Bertini, Il Trionfo di Dante – 1851. (foto Museo Poldi Pezzoli) Consalvo Carelli, Cava de' Tirreni – 1857. (foto Collezione privata) Theodore Duclère, La casa del Tasso a Sorrento – 1860 circa. (foto Museo Correale di Terranova)

    È una mostra ricca di temi e richiami storici, quella che ha come titolo "Romanticismo" e che viene ospitata fino al prossimo 17 marzo in una doppia sede a Milano: Le Gallerie d’Italia – Piazza Scala, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano, e il Museo Poldi Pezzoli. A cura di Fernando Mazzocca,  è la prima grande mostra dedicata al contributo italiano al movimento che ha cambiato la sensibilità e l’immaginario del mondo occidentale nel corso della prima metà dell’Ottocento.

    Le 200 opere selezionate ripercorrono il vivace confronto e dibattito culturale svoltosi tra l’Inghilterra, la Francia e i Paesi del Nord, ma soprattutto la Germania e l’Impero austriaco, al quale partecipò anche l’Italia, negli anni che vanno dal Congresso di Vienna (1814-15) alle rivoluzioni che nel 1848 sconvolsero il vecchio continente.

    Di queste, 42 non sono mai state esposte prima d’ora: provengono per lo più da collezioni private e comprendono esemplari di Caf, Hayez, Induno, Molteni; 14 opere inoltre non sono mai state viste in Italia e giungono da importanti istituzioni museali estere, quali il Belvedere di Vienna e l’Ermitage di San Pietroburgo, da cui giungono capolavori di Friedrich, e la National Gallery di Londra, che presta un dipinto di Corot.

    Molti i musei coinvolti in Italia, solo per citarne alcuni: l’Accademia Carrara di Bergamo, i Musei Civici d’Arte e Storia di Brescia, la GAM-Civica Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea e Palazzo Reale di Torino, l’Accademia di Brera, la Galleria d’Arte Moderna e Palazzo Reale di Milano, la Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro e le Gallerie dell’Accademia di Venezia, la Galleria degli Uffizi e la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti di Firenze, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, il Museo di San Martino e il Palazzo Reale di Napoli. Da segnalare l'eccezionale partecipazione del Teatro alla Scala di Milano per il prestito di alcuni costumi di scena.

    La rassegna prende in considerazione anche i fermenti preromantici e le ultime manifestazioni di una cultura che, almeno nel nostro Paese, avrà termine con l’Unità d’Italia e l’affermazione del Realismo, che del Romanticismo rappresenta l’antitesi.

    Oltre che essere un racconto che fa luce sulla musica, la letteratura, la poesia  attraverso l’arte, questo doppio percorso espositivo intende essere un invito a conoscere la Milano romantica, alla scoperta dei luoghi che ne fecero la capitale italiana del movimento. Milano è la città italiana che più di tutte ha avuto in quegli anni una maggiore vocazione europea, riuscendo a imporsi come uno dei centri della civiltà romantica, sia per quanto riguarda le arti gurative che sul versante letterario e musicale. Basti pensare alle esposizioni d’arte che si sono tenute in quegli anni all’Accademia di Brera, alle sue imprese editoriali, ai suoi teatri, tra cui La Scala e il Carcano, ai protagonisti che l’hanno abitata, come Alessandro Manzoni, Ugo Foscolo, Francesco Hayez, Gioacchino Rossini e Giuseppe Verdi.

    Come nel resto d’Europa, anche in Italia non è esistito uno stile romantico comune, ma linguaggi individuali di artisti tra loro molto diversi. La mostra vuole restituire questa diversità, vera forza del Romanticismo, i cui ideali di “spontaneità”, di “individualità” e di “verità interiore” hanno avuto una penetrazione più vasta di quella delle idee illuministe, corrispondendo esattamente alle attese di una società profondamente cambiata dopo la Rivoluzione francese e l’età napoleonica.

    La mostra è articolata in 21 sezioni – 16 alle Gallerie d’Italia e 5 al Museo Poldi Pezzoli – che ripercorrono i temi più signicativi dell’arte romantica. Assistiamo alla rottura nella gerarchia dei generi, per cui alcuni prima considerati “minori”, come il paesaggio, il ritratto, la rappresentazione della vita del popolo, assumono lo stesso interesse e importanza della pittura sacra e della pittura di storia, per tradizione collocate al primo posto e anch’esse completamente rinnovate dalla nuova sensibilità del Romanticismo. 

    www.gallerieditalia.com

    www.museopoldipezzoli.it