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Un libro una città: Beirut
“Beirut. Storia di una città” di Samir Kassir (Einaudi)

 

di Bruga

 

Statua di Samir Kassir, docente, giornalista e attivista. (foto Bruga) Le tombe dell'ex premier Saad Hariri e degli uomini della sua scorta in Piazza dei Martiri. (foto Bruga) Il gruppo scultoreo dedicato ai Martiri di Beirut nell'omonima piazza. (foto Bruga) Particolare del Monumento dei Martiri di Beirut. (foto Bruga) La moderna scultura posta a memoria della Maratona Internazionale 2017. (foto Bruga) Una sala del Museo Nazionale Archeologico. (foto Bruga) Particolare del sarcofago in calcare del re Ahiram, X secolo a.C. (foto Bruga) Statuetta votiva in bronzo dorato risalente al XIX-XVIII secolo a.C. (foto Bruga) La Cattedrale Arcidiocesi cristiano-maronita consacrata a San Giorgio. (foto Bruga) Il grattacielo firmato dalle archistar svizzere Jacques Herzog e Pierre de Meuron. (foto Bruga) La facciata della Chiesa greco-ortodossa di San Giorgio. (foto Bruga) La Moschea Mohammad Al-Amin inaugurata nel 2008. (foto Bruga) La passeggiata centrale del Beirut Souks, maggior centro commerciale del Beirut Central District. (foto Bruga) Le terme romane negli scavi al centro della città. (foto Bruga) Un viale del centro storico ricostruito dopo la guerra civile. (foto Bruga) Uno stand per la vendita di miele di produzione artigianale al mercato contadino Souk el Tayeb. (foto Bruga) Un tratto de La Corniche, passeggiata lungo la costa. (foto Bruga) I faraglioni di Raouché visti dalla Corniche. (foto Bruga) Veduta notturna dei grattacieli lungo La Corniche. (foto Bruga)


Il saggio di Samir Kassir nella traduzione di Mario Marchetti, Einaudi 2009. Questo bellissimo libro, uscito qualche anno fa, fu scritto da un grande giornalista, intellettuale e, da ultimo, politico libanese, che pagò con la vita il suo impegno contro la guerra civile e contro la lunga e violenta occupazione siriana. Poche settimane dopo l’uccisione del primo ministro, il sunnita Rafiq Hariri artefice della ricostruzione del centro di Beirut, Kassir fu vittima dello stesso destino: le due date – 14 febbraio e 2 giugno del 2005 - sono talmente vicine da far capire quale escalation abbiano subito gli eccidi in quel periodo… Girando per il centro storico ricostruito, ci si imbatte nella bella statua di Kassir seduto e nella gigantesca moschea eretta nella Piazza dei Martiri per ricordare l’attentato contro Hariri, la sua scorta e un’altra decina di passanti.

La Beirut che vediamo oggi è completamente diversa da quella di inizio Duemila: benché la capitale e tutto il Libano siano seduti su un vulcano geopolitico sempre pronto a esplodere, da alcuni anni la relativa calma dopo il ritiro di siriani e israeliani e il costante afflusso di ingenti capitali attirati da una legge bancaria molto… comprensiva, hanno favorito il ritorno alla normalità, e questo grande centro del Medio Oriente ha lentamente riacquistato il fascino di un tempo. Pochi giorni fa vi si è svolta anche la maratona internazionale, che grazie al percorso panoramico sta diventando piuttosto famosa nel mondo dei runner.

Il Museo Nazionale (archeologico) è un po’ il simbolo della rinascita, alla quale – va detto – abbiamo contribuito anche noi italiani: dei tre piani, quello sotterraneo (dedicato a una bellissima esposizione sul tema della morte, della sepoltura e dell’oltretomba dai Fenici all’Islam) è stato curato e finanziato dal nostro Paese, come ricorda una targa all’ingresso. Il resto di ciò che vediamo è frutto non solo di una paziente e dolorosa ricostruzione, ben documentata da un filmato da vedere prima di entrare, ma anche di una geniale e fortunata opera di protezione, realizzata incapsulando in armature di cemento armato i reperti impossibili da trasferire. Il problema fu che, per i decenni della guerra civile che a fasi alterne ha tormentato il Libano fra il 1975 e il 2005, il Museo si è trovato sulla famigerata green line, cioè la striscia di passaggio fra la zona “cristiana” e quella “musulmana” della città, restando esposto dunque a tutti i pericoli immaginabili.

Passeggiare per il centro ricostruito fa capire perché il coacervo di religioni, popolazioni e idee sia così complicato da gestire, in tempi di crisi, e così unico e affascinante in tempi di crescita: affianco alla moschea dedicata ad Hariri c’è la cattedrale cristiano maronita di San Giorgio, e a poche decine di metri la cattedrale greco-ortodossa sempre dedicata a San Giorgio, e così via… Fra esse, come a Roma, i nuovi scavi della città imperiale romana, e poco oltre il bel Souk ricostruito dall’architetto spagnolo Rafael Moneo con un progetto che incrocia la tradizionale struttura dei mercati coperti mediorientali con le caratteristiche dei mall moderni. I lavori, quasi completati, hanno per ora lasciato intatto un palazzo semidistrutto dalla guerra, che adesso ospita, come altri in città, mostre temporanee. Davanti ad esso, il sabato mattina si tiene il mercato contadino di Beirut, Souk el Tayeb, particolarmente importante sul piano socioeconomico perché mette fianco a fianco le varie componenti della popolazione e perché consente anche a piccole imprese contadine di trovare uno sbocco sul mercato (www.soukeltayeb.com). L’idea è di un personaggio geniale, Kamal Mouzawak, una sorta di incrocio fra Carlo Petrini e Massimo Bottura in salsa libanese, creatore anche della catena di ristorazione sociale ”Tawlet”, della quale parleremo in uno dei prossimi articoli.

Degli altri aspetti di Beirut - dal lungomare (la Corniche) con i suoi “faraglioni” e i grattacieli di lusso affiancati a quelli vuoti dopo la guerra, al traffico infernale, dagli edifici delle archistar come Herzog-De Meuron al Museo della città che Renzo Piano sta realizzando fra il Souk e la Piazza dei Martiri - troverete tutto sulle guide. Ma quello che è difficile cogliere senza metter piede nelle strade teatro per tanti anni di attentati ed esplosioni, è proprio il dramma di una città che negli ultimi decenni è stata distrutta e ricostruita più volte, come forse nessun’altra in tempi recenti.


www.destinationlebanon.gov.lb/

  






 









 

 

 









 

 

 

 

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