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    Tutto il fascino della mitica Belle Époque 
    in un appuntamento al Palazzo dei Diamanti

    a cura della Redazione di Travel Carnet

     

    Fuoco d'artificio – 1892-1895. (foto Ferrara Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea) Gertrude Elizabeth, Lady Colin Campbell – 1894. (foto London National Portrait Gallery) Ritratto di Madame Charles Max – 1896. (foto Musée d'Orsay Paris) Il conte Robert de Montesquiou – 1897. (foto Hervé Lewandowski/RMN-Gran Palais Paris) Consuelo Vanderbilt, duchessa di Marlborough, e suo figlio Lord Ivor Spencer-Churchill – 1906. (foto New York Metropolitan Museum) Gladys Descon – 1916. (foto Studio Esseci/Collezione privata) Il Palazzo dei Diamanti progettato da Biagio Rossetti per Sigismondo d'Este sul finire del XV secolo. (foto Ferrara Info) L'edificio ospita importanti mostre temporanee e la Pinacoteca Nazionale di Ferrara. (foto Palazzo  dei Diamanti)

    Lo splendido Palazzo dei Diamanti a Ferrara, luogo iconico della città romagnola, ospiterà dal 16 febbraio al 2 giugno 2019 la mostra "Boldini e la moda". Ordinata in sezioni tematiche, ciascuna patrocinata da letterati che hanno cantato la grandezza della moda come forma d'arte, da Baudelaire a Wilde, da Proust a D'Annunzio, la rassegna proporrà un percorso avvincente tra dipinti, meravigliosi abiti d'epoca e preziosi oggetti dalla valenza ironica che racconteranno i rapporti tra arte, moda e letteratura nella Belle Époque e immergeranno il visitatore nelle atmosfere raffinate e luccicanti della metropoli francese e in tutto il suo elegante edonismo.

    Affermatosi nella Parigi tra Otto e Novecento, baricentro di ogni tendenza dell’eleganza e della modernità, Giovanni Boldini ha dato vita ad una formula ritrattistica particolarmente raffinata, con la quale ha immortalato i protagonisti di un’epoca mitica. Nella sua opera la moda ha rivestito un ruolo essenziale: colta inizialmente per quel suo essere quintessenza della vita moderna, elemento che ancòra l’opera alla contemporaneità, la moda – intesa come abito, accessorio, ma anche sofisticata espressione che trasfigura il corpo in luogo del desiderio – diviene ben presto un attributo essenziale e distintivo della sua ritrattistica. 

    Grazie ad una pittura accattivante, che unisce una pennellata nervosa e dinamica all’enfatizzazione di pose manierate e sensuali volte ad esaltare tanto le silhouette dei modelli quanto le linee dei loro abiti, e con la complicità delle creazioni dei grandi couturier come Worth, Doucet, Poiret e le Sorelle Callot, Boldini afferma una personale declinazione del ritratto di società che diviene un vero e proprio canone, modello di stile e tendenza che anticipa formule e linguaggi del cinema e della fotografia glamour del Novecento. Non a caso uno dei più celebri fotografi di moda del Novecento, Cecil Beaton, non esitò a dichiarare: “Boldini sapeva riprodurre la sensazione folgorante che le donne sentivano di suscitare quand’erano viste nei loro momenti migliori".

    La mostra, curata da Barbara Guidi con la collaborazione di Virginia Hill e organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, indagherà dunque, per la prima volta, il lungo e fecondo rapporto tra Boldini e il sistema dell’alta moda parigina e il riverbero che questo ebbe sulla sua opera di ritrattista oltre che su quella di pittori come Degas, Sargent, Whistler e Paul Helleu.

    www.palazzodiamanti.it