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A TAvola con lo Chef


 

 

 

 

 

 

dell’Astrologa Martina

 

 

Bourges, città natale di Berthe Morisot, in una litografia di inizio Ottocento. (foto Archives Nationales) Berthe Morisot in un ritratto fotografico del 1870. (foto Archives Nationales) Julie Manet, figlia di Eugéne e Berthe, in una foto del 1894 all'età di quindici anni. (foto Archives Nationales) La sorella dell'artista alla finestra, 1869. (foto Dallas Museum of Art/Washington National Gallery of Art)

La culla, 1872. (foto Dallas Museum of Art/Musée d'Orsay Paris) Eugéne Manet, All'Isola di Wight, 1875. (foto Dallas Museum of Art/Musée Marmottan Monet Paris) Donna alla toletta (particolare), 1875-1880. (foto Dallas Museum of Art/The Art Institute of Chicago/Art Resource NY) Giovane donna in grigio sdraiata, 1879. (foto Dallas Museum of Art)

Inverno (Donna con manicotto), 1880. (foto Dallas Museum of Art) Autoritratto, 1885. (foto Dallas Museum of Art/Musée Marmottan Monet Paris) Julie Manet e il suo levriero Laerte, 1893. (foto Dallas Museum of Art /Musée Marmottan Monet Paris) Capricorno, segno zodiacale di nascita di Berthe Morisot.

Nel 1868, Edouard Manet era già un pittore molto conosciuto in Francia, anzi quasi “scandaloso”: il suo Le déjeuner sur l’herbe , rifiutato dall’Accademia delle Belle Arti per l’esposizione al Salon parigino del 1863, e il successivo Olympia, accettato nel 1865 per la stessa mostra periodica, avevano suscitato l’indignazione del pubblico borghese e anche di ampia parte della critica per i loro soggetti apertamente libertini. Anche il suo temperamento sanguigno e la sua vita privata anticonformista contribuivano a fare di Edouard un personaggio controverso e un modello per la generazione di giovani e rivoluzionari pittori che pochi anni dopo avrebbero dato vita al movimento degli Impressionisti. Assiduo frequentatore del Louvre, dove ammirava le opere dei grandi maestri e in particolare le tele di Velazquez, non mancò di notare una coppia di giovani pittrici che s’esercitavano a copiare alcuni quadri, in particolare di autori fiamminghi. Fu l’amico pittore Henri Fantin-Latour a fare le presentazioni e a far conoscere a Manet le sorelle Edma e Berthe Morisot; Edma rimase molto colpita dall’incontro con il discusso pittore, ma fu la più giovane sorella a ricevere l’invito a posare per lui. Cominciò così un’amicizia determinante per la vita artistica e personale di Berthe e che sarebbe durata fino alla morte di Manet.

Berthe Morisot, nata a Bourges il 14 gennaio 1841, era la terza figlia di un prefetto e fu educata fin da ragazza alla pittura assieme alle sorelle maggiori. In particolare studiò e realizzò le sue prime opere con la sorella Edma, finché questa nel 1869 si sposò e si trasferì col marito da Parigi a Cherbourg abbandonando in pratica la pittura e il sodalizio artistico con Berthe, cosa di cui le sorelle nelle loro molte lettere non smetteranno di rammaricarsi. L’evoluzione dell’identità artistica di Berthe, a partire dall’incontro con Edouard Manet, pur essendo molto influenzata da quest’ultimo conservò caratteri originali e personali, e condusse la pittrice, unica donna, a partecipare nel 1874 alla prima esposizione dei pittori impressionisti, accanto ad artisti come Cézanne, Degas, De Nittis, Monet, Pissarro, Sisley. La sua opera La culla, esposta in quell’occasione, è ora al Museo di Orsay, e raffigura proprio la sorella Edma che sorveglia il sonno della figlioletta, un delicato scorcio sul tema della maternità citato non a caso proprio in una lettera di Berthe alla sorella: «Gli uomini credono con facilità di poter riempire tutta la nostra vita; ma per quanto mi riguarda, penso che per quanto si ami il proprio marito, non si possa facilmente rinunciare a una vita piena; i sentimenti sono una bella cosa, a patto di poterli accompagnare a qualcosa in grado di riempire le proprie giornate. Questo qualcosa, nel tuo caso, penso sia la maternità». 

Se Manet esercitò su Berthe un chiaro ascendente grazie alla sua personalità di grande artista, non mancò di apprezzare sia il talento di pittrice che il fascino dell’amica, che ritrasse molte volte e in particolare in uno dei suoi dipinti più apprezzati, Berthe Morisot con un bouquet di violette, in cui l’espressività intensa della modella si abbina a un uso magistrale dei contrasti tra chiaro e scuro. Da parte sua, per quanto fosse legata al maestro e amico e amasse posare per lui, Berthe aveva una personalità, una tenacia e una consapevolezza dei propri mezzi che la rendevano un’artista autonoma e originale.

Berthe nel 1874 sposò Eugène Manet, il fratello di Edouard, da cui ebbe la figlia Julie, a sua volta modella e pittrice. L’allentarsi del rapporto col cognato non le impedì di continuare a dipingere, sviluppando uno stile maturo e apprezzato, e anche dopo la morte di Edouard nel 1883 rimase una delle pittrici più apprezzate di Francia. A differenza della maggioranza dei colleghi impressionisti, dediti alla pittura en plein air, si dedicò soprattutto a soggetti domestici e di vita quotidiana, trattati con delicatezza e sensibilità nell’uso delle sfumature di colore e delle pennellate.

Nata con Sole in Capricorno e Ascendente Cancro, Berthe presentava una personalità complessa, sfaccettata e non scevra da contraddizioni: forte, coraggiosa, determinata, ma al tempo stesso inquieta, malinconica, incline alla nostalgia e al rimpianto, era alla costante ricerca di armonia ed equilibrio interiori. Dotata di grande senso artistico e gusto estetico, elegante, affascinante e sensibile grazie a Luna in Bilancia, traeva da Marte nello stesso segno la natura estroversa e i modi raffinati e gentili. Giove in Sagittario rendeva la Morisot uno spirito libero e indipendente, le donava ottimismo e sicurezza di sé, e le garantiva successo frutto di un'ambizione saggiamente direzionata. Seria e rigorosa, precisa e metodica fin quasi alla pignoleria per l'influenza di Mercurio in Capricorno, aveva una mentalità aperta e ottime capacità intellettive potenziate da Saturno in Sagittario. Ricca di fantasia, misteriosa e romantica ma al tempo stesso materna e protettiva con le persone amate, Berthe Morisot doveva a Venere in Pesci questi tratti del carattere.

Meno di tre anni dopo la morte del marito, che le procurò un grande dolore, contrasse una polmonite mentre accudiva la figlia ammalata e morì il 2 marzo del 1895. In una lettera alla figlia, quando era già consapevole dell’infausto esito della malattia, lasciò scritto «Cara piccola Julie, ti amo sul mio letto di morte e ti amerò quando sarò morta. Ti prego, non piangere, questa separazione era inevitabile. Avrei voluto restare con te fino al tuo matrimonio; lavora con impegno e sii buona come sei sempre stata, hai bellezza e buona fortuna, fanne buon uso. Ricordami a tua zia Edma».

Per tutta la sua vita come pittrice, Berthe fu capace di apprendere nuove idee e tecniche sia dai suoi maestri, da Corot a Manet, che dagli altri pittori, ma non si sentì mai inferiore ai colleghi più celebrati. «Credo che nessun uomo tratterebbe mai una donna come una sua pari, ma questo è tutto quello che chiedo, perché conosco il mio valore», scrisse in uno dei suoi taccuini, e certamente riuscì a dimostrarlo con le proprie opere.

Da sapere - Berthe Morisot è la protagonista di una raffinata mostra itinerante a lei dedicata che dal 24 febbraio al 26 maggio prossimi viene accolta dal Museum of Art di Dallas, per poi essere ospitata dal Musée d'Orsay di Parigi (18 giugno - 22 settembre 2019).