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    I Musei San Domenico ospitano
    una mostra ricca di spunti storici e di capolavori

    di Eugenia Sciorilli 

     

    Francesco Hayez, Ruth – 1835. (foto Studio Esseci/Musei San Domenico Forlì) Telemaco Signorini, L'Alzaia – 1864. (foto Studio Esseci/ Collezione privata) Francesco Lord Mancini, Strada di Torre Annunziata a Pompei – 1874. (foto Studio Esseci/Collezione privata) Giuseppe De Nittis, Il Foro di Pompei – 1875. (foto Studio Esseci/Società di Belle Arti di Viareggio) Giovanni Muzzioli, La vendetta di Poppea – 1876. (Studio Esseci/Museo Civico d'Ardi di Modena) Silvestro Lega, Una madre – 1884.  (foto Studio Esseci/Musei San Domenico Forlì) Giovanni Segantini, Le due madri (Effetto di lanterna) – 1889. (foto Studio Esseci/Galleria d'Arte Moderna di Milano) Francesco Lojacono, Dall'ospizio marino –  1891. (foto Studio Esseci/Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma) Ettore Tito, Luglio (sulla spiaggia) – 1894. (foto Studio Esseci/Fondazione Progetto Marzotto di Trissino) Giuseppe Pellizza da Volpedo, Lo specchio della vita – 1895 (foto Studio Esseci/Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino) Angiolo Tommasi, Emigranti – 1896. (foto Studio Esseci/Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma) Vittorio Matteo Corcos, La Contessa Carolina Sommaruga Maraini –1901. (foto Studio Esseci/Fondazione Istituto svizzero di Roma) Giacomo Balla, Ritratto all'aperto – 1902. (foto Studio Esseci/Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma) Umberto Boccioni, Tre donne – 1909-1910. (foto Studio Esseci/Collezione Intesa Sanpaolo)

    Nella spettacolare cornice dei Musei San Domenico, a Forlì, è stata allestita la mostra “Ottocento. L’arte dell’Italia tra Hayez e Segantini”, che dal 9 febbraio al 16 giugno 2019 presenta ai visitatori oltre 160 opere di pittura e scultura. Commenta Franco Brunelli, coordinatore della mostra: "Attraverso un immersivo viaggio nel tempo e nello spazio, ci vengono incontro  temi culturali e sociali nuovissimi, di impatto popolare e dal significato universale. La varietà dei linguaggi con cui sono stati rappresentati consentono di ripercorrere le sperimentazioni stilistiche che hanno caratterizzato il corso dell’arte italiana nella seconda metà dell’Ottocento e all’avvio del nuovo secolo, in una coinvolgente dialettica tra la tradizione e la modernità".

    A cura di Fernando Mazzocca e Francesco Leone, il percorso espositivo si focalizza sui sessanta fatidici anni che intecorrono tra l’Unità d’Italia e lo scoppio della Grande Guerra, tra esaltanti percorsi di progresso e contraddizioni sociali spesso drammatiche. Come hanno spiegato gli stessi curatori, si passa dall’ultima fase del Romanticismo e del Purismo al Realismo, dall’Eclettismo storicista al Simbolismo, dal Neorinascimento al Divisionismo. Innumerevoli gli spunti storici, che si affiancano ai fermenti artistici di un'epoca la cui genesi va individuata nelle lotte risorgimentali. Era un'Italia appena formata, in cui si tentava di sviluppare un sentimento autentico di unità nazionale, e che anelava allo sviluppo economico e culturale dell'Europa.

    Le varie sezioni della mostra propongono, nella loro più importante produzione, pittori come Hayez, Segantini, Induno, Molmenti, Faruffini, Mussini, Maccari, Muzzioli, Morelli, Costa, Fattori, Signorini, Ciseri, Corcos, Michetti, Lojacono, Mancini, Previati, Morbelli, Nomellini, Tito, Sartorio, De Nittis, Pellizza da Volpedo, Boccioni, Balla; e scultori come Vela, Cecioni, Monteverde, Gemito, Canonica, Bistolfi. La mostra rappresenta anche l'occasione, davvero eccezionale, di accostarsi al genio creativo di tanti altri artisti sorprendenti, oggi ingiustamente dimenticati. Infatti, oltre a opere fondamentali, mai casuali, spesso prestiti prestigiosissimi, ne sono state selezionate altre quasi inedite. 

    La scelta di Hayez e Segantini, citati nel titolo della mostra, ha una valenza simbolica, dovuta al fatto che mentre Hayez può essere ritenuto "il primo e l'ultimo dei romantici", Segantini "ha vissuto pienamente la rivoluzione moderna del Divisionismo", come ha osservato Franco Brunelli, che ha aggiunto: "Entrambi pittori del rinnovamento dell’arte italiana. Di un’arte dell’Italia che si voleva ed era europea".

    www.mostraottocento.eu