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dell’Astrologa Martina

 

 

Igor Stravinsky in un'immagine degli Anni Venti. (foto Library of Congress) La casa di campagna di Ustilug in Ucraina oggi Stravinsky Museum. (foto Fondation Igor Stravinsky) Igor con la prima moglie Catherine. (foto Fondation Igor Stravinsky)

Stravinsky con il ballerino e coreografo Léonide Massine nel 1915. (foto Fondation Igor Stravinsky) Stravinsky posa per Tatiana Alalou-Jonquières nel 1924 a Parigi. (foto Fondation Igor Stravinsky) Una caricatura di Walt Disney, 1939. (foto Fondation Igor Stravinsky) Stravinsky con Sergej Diaghilev (al centro) e Serge Lifar a Parigi. (foto Fondation Igor Stravinsky) Vera de Bosset, ballerina, pittrice  e seconda moglie di Stravinsky. (foto Fondation Igor Stravinsky)

Bozzetto dello scenografo e costumista russo Nikolaj Roerich per La sagra della primavera nell'edizione del 1913. (foto Fondation Igor Stravinsky) Raccolta di 23 brani dal balletto Pulcinella, vinile Columbia Masterworks 1954. L'uccello di fuoco, Petrushka e La sagra della primavera, due Cd Deutsche Grammophon 2012.

La statua di Stravinsky a Montreux sulle rive del Lago di Ginevra. (foto Fondation Igor Stravinsky) Anna Mouglalis e Mads Mikkelsen nei panni di Coco Chanel e Igor Stravinsky nell'omonimo film diretto da Jan Kounen, Sony Pictures 2009. Il libro autobiografico scritto nel 1935 nella traduzione italiana di Alberto Mantelli, Feltrinelli 2013. Gemelli, segno zodiacale di Igor Stravinsky. (foto American Space Museum/RadioBroadcast)

È la sera del 25 giugno 1910, e Sergej Djagilev osserva con soddisfazione il pubblico delle grandi occasioni riempire l’Opéra di Parigi. Per lui è un motivo di grande orgoglio, dopo il successo del 1909, tornare in quello che è forse il più celebre teatro del mondo con i suoi Balletti Russi, un marchio di fabbrica che raccoglie artisti del teatro Bolshoi di Mosca e del Mariinskij di San Pietroburgo. Serge, come lo chiamano già a Parigi, sa di avere in serbo per questo raffinato pubblico una sorpresa ancora più grande dell’esibizione del grande Nijinskij l’anno precedente: il balletto che sta per essere messo in scena, L’uccello di fuoco, è rivoluzionario e resterà nella storia, grazie al genio di un giovane compositore ancora sconosciuto, scoperto da lui stesso l’anno prima a San Pietroburgo. Alla fine dello spettacolo, il trionfo decretato dal pubblico trasforma in una sola sera L’uccello di fuoco in un classico e il suo autore, Igor Stravinskij, in una celebrità.

Il ventottenne Igor ha colto l’irripetibile occasione di seguire la compagnia, e il successo della sua opera lo incoraggia a trattenersi in Occidente. Poco dopo la prima che ha cambiato la sua vita, si fa raggiungere dalla moglie Katya e dai due figli, e la famiglia si stabilisce in Svizzera, dove a settembre nasce il loro terzo figlio. Stravinskij, che prenderà con la famiglia la cittadinanza francese nel 1934, trova ormai la sua autentica dimensione come cittadino del mondo: a recidere definitivamente i suoi legami con la Russia saranno la Prima Guerra Mondiale e la rivoluzione bolscevica.

Nato a Oranienbaum, nei pressi di San Pietroburgo, il 17 giugno 1882, Igor Stravinskij era figlio di Fedor, un cantante lirico di ascendenza lituano-polacca che si esibiva con successo al Teatro dell’Opera di Kiev in Ucraina, e di Anna, figlia di un alto funzionario ministeriale. Spinto dalla famiglia a studiare legge, coltivò allo stesso tempo la sua passione per la musica con studi irregolari, e nel 1902 trovò una prima svolta della sua carriera nell’incontro con Nikolaj Rimskij-Korsakov, uno dei principali compositori russi dell’epoca, che lo accolse come suo allievo ma gli sconsigliò di tentare di iscriversi al Conservatorio. Nonostante questo, anche grazie alla sua enorme curiosità e amore per la sperimentazione, Stravinskij riuscì a formarsi come compositore, pianista e poi direttore d’orchestra, considerandosi sempre una sorta di autodidatta.

Dopo un primo periodo di difficoltà economiche dovute all’impossibilità di recuperare i beni familiari bloccati in Russia, Stravinskij si affermò come compositore originale e vario, passando dalle opere di ispirazione popolare russa a quelle di tema neoclassico, e raggiungendo rapidamente un’agiatezza che gli consentì ampia libertà artistica e personale. Contemporaneamente, il musicista trovò in Europa Occidentale e in particolare in Francia la ricchezza di stimoli intellettuali di cui sentiva il bisogno: oltre a incontrare i personaggi più in vista dell’epoca, s’interessava appassionatamente di letteratura e arte, e collaborò con grandi nomi come Pablo Picasso e Jean Cocteau. La sua statura di artista e intellettuale cosmopolita non gli impediva di mantenere un legame affettivo con i ricordi della sua giovinezza, soprattutto quella trascorsa nella campagna ucraina, dove era tornato ogni estate fino all’inizio della Grande Guerra. 

Rimasto vedovo nel 1939, subito dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale Stravinskij si trasferì negli Stati Uniti, dove sposò la seconda moglie Vera de Bosset, stabilendosi a West Hollywood. Pur trovando gli USA più estranei della Francia alla sua cultura, non mancò, in quest’ultima parte della sua lunga vita, di apprezzare la vivacità del mondo intellettuale, letterario e cinematografico di Los Angeles, e di avviare un nuovo periodo della sua produzione artistica, avvicinandosi ai modelli della dodecafonia e continuando a sperimentare con opere che non cessarono mai di sorprendere e a volte sconcertare il pubblico e la critica. D’altronde, Stravinskij stesso non trovava particolare valore nell’interpretazione critica delle opere musicali: scrisse e ribadì più volte che «La musica è, per sua stessa natura, essenzialmente incapace di esprimere alcunché, che sia un sentimento, un pensiero, uno stato d’animo o un fenomeno naturale. Si tratta di attributi che le applichiamo per convenzione, di etichette che confondiamo con la sua vera essenza» e aggiunse che «Chi capisce meglio la mia musica sono i bambini e gli animali».

Nato sotto il segno dei Gemelli con ascendente Vergine, logico e razionale, preciso al limite della pignoleria, Stravinskij aveva un approccio alla realtà mediato da un'intelligenza vivace e analitica e dalla necessità di approfondire la conoscenza e la comprensione del mondo. Luna in Cancro donava sensibilità, intuito, socievolezza, Giove in Gemelli conferiva inventiva, curiosità, versatilità, talento. Favorito nella carriera artistica da Marte in Leone, questo stesso aspetto astrale garantiva a Stravinskij forza d'animo, ambizione, coraggio. Mercurio in Cancro lo rendeva empatico, capace di sintonizzarsi sugli stati d'animo altrui e in grado di provare intense e profonde emozioni, Venere nello stesso segno ne esaltava la passionalità ma anche l'attenzione premurosa nei confronti degli altri. Nettuno in Toro, infine, ne accresceva l'inclinazione all'arte e alla musica.

Igor Stravinskij morì a New York, dove si era trasferito con Vera, il 6 aprile del 1971, a ottantotto anni. Lasciò disposizione di seppellire la sua salma nel cimitero dell’isola veneziana di San Michele, dove già riposavano altre personalità di origine russa, tra cui quella del suo scopritore Sergej Djagilev. Se la grande varietà delle sue composizioni è stata accompagnata da giudizi critici anche contrastanti, la popolarità delle sue opere principali, e in particolare dei balletti, tra il pubblico e gli altri artisti non è mai diminuita. Leonard Bernstein scrisse di lui: «La varietà di ogni opera di Stravinskij è un tesoro, e una benedizione per un direttore d’orchestra. Come parte del pubblico io sono un suo fan; come compositore, un suo umile ammiratore; ma come direttore d’orchestra, gli sono eternamente grato».

 

www.fondation-igor-stravinsky.org