Tweet

 


 

| HOME PAGE | MERIDIANI E PARALLELI | ASTROLOGIA E DINTORNI | ANNIVERSARI | CALENDARIO | LOUNGE TIME | IL RESORT DEL MESE | LO SCAFFALE | GALLERIA DEL GUSTO | RENDEZ VOUS | ASTERISCHI |
| PHOTO TIME | SPIGOLATURE | ITINERARI | PROTAGONISTE | RITRATTI DI ARTISTA | NON SOLO HOTEL | ATTIMI DI CINEMA | NEWSLETTER | FORUM | CONTATTI | LINK CONSIGLIATI |

 

 

clicca sulle miniature
per ingrandirle

Scarica l'articolo in PDF

 

 

 

 

 

 

 

 

Vai all'elenco
degli articoli pubblicati
nella stessa rubrica
.
Li trovi nell'Archivio
divisi per anno
di pubblicazione.

 

Ultimi articoli


A TAvola con lo Chef


 

 

 

 

 

L'eccezionale vicenda umana di una bellissima diva dalla doppia identità 

 

dell’Astrologa Martina

 

 

Hedwig Eva Maria Kiesler in arte Hedy Lamarr. (foto Clarence Bull/Metro-Goldwyn-Mayer) Hedy Lamarr (a sinistra) in una scena di Un'americana nella Casbah, versione americana di Pépé le Moko del 1938 per la regia di John Cromwell. (foto Silent Film Still Archive) La signora dei tropici, regia di Jack Conway 1939. (foto Metro-Goldwyn-Mayer Italia) Foto pubblicitaria del film Corrispondente X diretto da King Vidor nel 1940. (foto Metro-Goldwyn-Mayer)

Il musicista George Antheil partner di Hedy nell'invenzione di un sistema per guidare via radio i siluri evitando l'intercettazione nemica durante la Seconda Guerra Mondiale. (foto pubblico dominio) Hedy con l'attore britannico John Loder suo terzo marito. (foto UCLA Library) Sansone e Dalila, kolossal del 1949 di Cecil DeMille con Victor Mature e Hedy Lamarr, dvd  Universal Pictures.

Hedy Lamarr e George Nader in L'animale femmina, ultimo film interpretato dalla diva hollywoodiana, Universal Pictures 1958. La prima edizione del libro autobiografico Ecstasy and Me, Fawcett Edition 1966. La locandina del documentario Bombshell diretto da Alexandra Dean nel 2017. Hedy Lamarr sulla copertina del libro di Gabriella Greison, Bollati Boringhieri 2017.

Il 30 settembre 1937, il transatlantico Normandie attracca a New York, con il suo consueto carico di uomini d’affari, viaggiatori di piacere, intraprendenti europei in cerca di fortuna e celebrità internazionali, come l’attore Douglas Fairbanks Jr.. Come sempre, sulla nave viaggia una piccola folla di giornalisti, che, tra gli altri passeggeri più o meno noti, hanno avuto modo di intervistare una delle tante giovani attrici europee che aspirano a diventare stelle di Hollywood, una ventitreenne austriaca già messa sotto contratto da Louis Meyer, il capo della MGM. Eppure nessuno di quei reporter conosce la rocambolesca avventura che ha condotto a bordo l’affascinante “Hedy Lamarr”, né immagina che diverrà una delle più ammirate dive del cinema mondiale.

Hedy Lamarr, infatti, non è mai salita a bordo del Normandie; piuttosto, a Londra, tra gli ultimi a imbarcarsi è stata una certa Hedvig Mandl, che si dichiarava governante del quattordicenne violinista prodigio Grisha Golubov, di ritorno da una tournée di successo in Europa. In realtà, Hedvig non aveva mai incontrato Grisha, e a Londra era giunta dopo una romanzesca fuga iniziata dal castello di Schwarzenau, in Austria, dove Hedy era tenuta praticamente reclusa dal marito Friedrich Mandl, un ricchissimo mercante d’armi in ottime relazioni coi regimi italiano e tedesco. Mandl, folgorato dalla bellezza di Hedy dopo averla ammirata in uno spettacolo teatrale, dopo averla sottoposta a una corte serratissima l’aveva sposata e costretta a ritirarsi dalle scene, rinchiudendola di fatto in una prigione dorata. Per evaderne, Hedy aveva nascosto alcuni dei preziosi gioielli che il marito le aveva donato ma teneva chiusi in cassaforte, e, travestita da cameriera, aveva preso il treno per Parigi, da dove poi, sapendosi inseguita dal marito, era fuggita a Londra. Lì, ricorrendo alle sue risorse di attrice, ha poi trovato il modo per imbarcarsi sulla stessa nave del produttore Meyer, nonostante i posti fossero esauriti. Quando alla fine, direttamente sul Normandie, Meyer le firma un contratto di sette anni con la MGM, non è solo per la sua bellezza ma anche grazie alla dimostrazione di coraggio e di carattere che Hedy ha offerto pur di perseguire la libertà e la sua carriera artistica, lasciandosi alle spalle l’Europa e le sinistre ombre di guerra che aveva visto addensarsi anche ascoltando le conversazioni del marito con i molti ospiti tedeschi e italiani invitati ai ricchi ricevimenti tenuti nel castello di Schwarzenau.

Nata a Vienna il 9 novembre del 1914, Hedwig Kiesler era peraltro figlia di un’Europa già sconvolta dalla Prima Guerra Mondiale: il padre era un ebreo polacco, direttore di banca, e la madre un’ebrea ungherese poi convertita al cristianesimo. La caduta degli imperi seguita alla fine della guerra aveva ridisegnato i confini d’Europa, e Vienna da capitale imperiale era divenuta centro della piccola Austria, chiusa nella morsa dei regimi dell’Asse e destinata a essere annessa alla Germania nel 1938. Oltre quindi che dal matrimonio, era dalla prigione di quest’Europa totalitaria e antisemita che Hedy, come molti altri attori e registi, aveva cercato di sfuggire affidandosi a Louis Meyer.

Il fiuto del grande produttore non lo avrebbe certo tradito: in pochi anni, Hedy Lamarr divenne una vera star, affascinante e sensuale protagonista di alcuni film di grande successo al fianco di attori come Clark Gable, Spencer Tracy, Robert Taylor, James Stewart. Aver raggiunto il successo e la celebrità non cambiò però il carattere indipendente e anticonformista di Hedy, che trovava noiosa la vita mondana, perseguiva interessi e studi privati e frequentava pochi colleghi di Hollywood. Tra questi c’era l’industriale, produttore e regista Howard Hughes, che, riconoscendo in Hedy un insolito talento ingegneristico e una genuina passione per le invenzioni, le mise spesso a disposizione i mezzi tecnici delle sue aziende per realizzare alcune delle sue idee. La preoccupazione per le sorti della Seconda Guerra Mondiale e la passione per l’ingegneria spinsero in particolare Hedy a studiare e sviluppare, insieme all’amico musicista George Antheil, una nuova tecnica di trasmissione dei segnali elettromagnetici che sperava fosse applicata militarmente dagli USA contro la marina nazista, e che invece, molti anni dopo, fu adottata nelle moderne reti di telecomunicazioni. Per quest’invenzione, i due artisti ricevettero diversi riconoscimenti scientifici e furono poi inclusi nella National Inventors Hall of Fame.

Nata sotto il segno dello Scorpione, con Ascendente Cancro, Hedy Lamarr aveva una personalità magnetica, in cui spiccavano caratteristiche tipiche del transito di nascita quali la sensibilità, l’intuito, la tendenza all’introversione, la fantasia, la creatività, l’affidabilità e la tenacia.

Luna in Leone la rendeva ambiziosa, leale, geniale, desiderosa di ottenere ammirazione,affermazione e successo.

Scorpione, segno zodiacale di nascita di Hedy Lamarr. Marte in Scorpione le conferiva una grande energia e un carattere coraggioso e indomito, Mercurio nello stesso Segno le donava intelligenza lucida e acuta, profondità di pensiero e la capacità di affrontare e risolvere i problemi con un approccio razionale. L’attitudine per gli studi scientifici, la curiosità e l’inventiva erano dovute a Giove in Acquario, il senso estetico, l’inclinazione per l’arte e il talento per la recitazione a Nettuno in Leone.

Il bisogno di esplorare e accogliere novità, di guardare oltre il perimetro delle abitudini e ampliare gli orizzonti di conoscenza era amplificato dalla presenza di Venere in Sagittario nel tema natale di Lamarr.

Dopo la guerra, Hedy Lamarr ottenne ancora alcuni grandi successi cinematografici, tra cui in particolare Sansone e Dalila con Victor Mature, ma la sua stella declinò rapidamente, mentre a Hollywood negli anni Cinquanta s’affermava una nuova generazione di dive. Dopo sei matrimoni e altrettanti divorzi, alla fine preferì vivere sola, ritirandosi nella sua residenza in Florida, dove non vedeva quasi nessuno e manteneva i rapporti con i figli e gli amici grazie a lunghissime telefonate. Morì nel 2000, e volle che le sue ceneri venissero disperse nei boschi a sud di Vienna.

Se è vero che negli anni Quaranta Hedy Lamarr fu soprannominata “La donna più bella del mondo”, a renderla unica nella storia di Hollywood sono, forse ancor più del suo aspetto, la sua intelligenza e la sua indipendenza, in un tempo in cui le case di produzione cinematografiche controllavano rigidamente la vita delle loro star, e tendevano a costruirne un’immagine patinata e stereotipata che lei disprezzava, fino a dire con ironia «Qualunque ragazza può sembrare affascinante: basta star ferma e sembrare stupida». Col passare degli anni, la sua personalità unica e la sua versatilità sono state riconosciute, tanto che alla sua storia sono state dedicate anche di recente opere teatrali e cinematografiche in cui, finalmente, non è ricordata solo come la straordinaria bellezza che ammutolì il più grande produttore di Hollywood.