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Le tante attrazioni artistiche e culinarie della vivace città veneta

 

di Luisa Sodano

 

 

Lo scalone d'accesso al piano superiore dello storico Caffé Pedrocchi. (foto Luisa Sodano) La Sala Bianca al pianoterra. (foto Luisa Sodano) La loggia con vista su Piazzetta Pedrocchi. (foto Luisa Sodano) La canaletta del Prato della Valle, piazza tra le più grandi d'Europa. (foto Luisa Sodano) La facciata della Pontificia Basilica Minore di Sant'Antonio detta Il Santo. (foto Luisa Sodano)

Particolare delle cupole del Santo. (foto Luisa Sodano) Particolare del Paradiso nel Giudizio Universale di Giotto affresco nella controfacciata della Cappella degli Scrovegni. (foto Luisa Sodano) Particolare dell'affresco di Lucifero e i dannati nella parte destra del Giudizio Universale. (foto Luisa Sodano) L'affresco del Paradiso nella cupola del battistero del duomo interamente decorato con il ciclo pittorico di Giusto de' Menabuoi. (foto Luisa Sodano) Il loggiato del cortile di Palazzo Bo, sede universitaria dal 1493. (foto Luisa Sodano)

La Scala del Sapere al Grande Bo affrescata da Gio Ponti. (foto Luisa Sodano) La statua di Palinuro di Arturo Martini nell'Atrio degli Eroi al Grande Bo. (foto Luisa Sodano) Le vie dell'acqua, canali navigabili all'interno della città. (foto Luisa Sodano) Tratto di una via d'acqua tra antichi palazzi. (foto Luisa Sodano)

Lo chef stellato Davide Tangari. (foto Sito ufficiale Davide Tangari) Il capocollo del bistrot-ristorante Valbruna a Limena nei pressi di Padova. (foto Valbruna Limena)

Il Santo (così è chiamato a Padova Sant’Antonio) e il massone (Antonio Pedrocchi), il ricchissimo banchiere (Enrico Scrovegni) e il sommo maestro (Giotto), il grande scienziato (Galileo Galilei) e l'architetto del Novecento (Gio Ponti): questi e altri ancora sono i personaggi che s'incontrano andando in giro per Padova, città d'acqua popolata da migliaia di studenti. Tantissime quindi le sue chiavi di lettura!

Io vorrei iniziare in modo forse un po' frivolo, ma assai piacevole: un gustoso brunch domenicale al Caffè, pardon, Stabilimento Pedrocchi (www.caffepedrocchi.it), vera istituzione culturale, prima ancora che gastronomica, della città patavina. Fu qui che nacque la rivolta contro gli Austriaci nel 1848 ed è ancora qui che al piano nobile si trova un'abbagliante sala da ballo dedicata “a Gioacchino Rossini splendore e forza del canto italiano".

Ma lasciando il glamour neoclassico del Pedrocchi, dopo aver fato un salto a Prato della Valle, scenografica piazza tra le più grandi d’Europa, non si può non venire conquistati dal sapore medievale del centro storico di Padova che ha nella pittura parietale del Trecento la sua più importante cifra stilistica. E così ci si perde tra il turbinio di colori e le prospettive giottesche della Cappella degli Scrovegni (www.cappelladegliscrovegni.it), la plasticità degli affreschi di un tal Altichiero da Zevio da ammirare nella Basilica del Santo (www.santantonio.org) e nell’annesso oratorio di San Giacomo, e la vertigine del Paradiso dipinto nel Battistero del Duomo (www.upcattedralepadova.it) da un altro grande del Trecento, Giusto de’ Menabuoi, anch'egli sconosciuto ai più.  

Famosissimi invece alcuni dei docenti dell'antica Università di Padova, tra i quali Galileo Galilei che v’insegnò per ben 18 anni, grazie al clima di tolleranza della Repubblica di Venezia. Da non perdere la sua cattedra nella cosiddetta Sala dei Quaranta di Palazzo Bo (www.unipd.it/palazzo-bo), sede universitaria dalla fine del Quattrocento. E qui ci attende una sorpresa: il Grande Bo, cioè l’ala novecentesca dell’edificio segnata dalla mano di Gio Ponti che affrescò l’originale Scala del Sapere arricchita dalla scultura “Palinuro” di Arturo Martini. L’estroso architetto del Novecento ha lasciato molto altro nel Grande Bo: citiamo “solo”, al primo piano, la sala delle lauree, la cosiddetta Basilica, inconfondibile per il rosso delle sue colonne, e il Circolo dei Professori in cui il design di Ponti colpisce per funzionalità ed eleganza. Non è poi da trascurare il Gio Ponti del Palazzo Liviano (www.unipd.it/palazzo-liviano-sala-giganti), anch’esso sede universitaria; è così chiamato in onore di un altro grande patavino, lo storico latino Tito Livio, e ha incorporato l’antico Palazzo del Capitanio.

Nonostante le numerose attrazioni artistiche e culturali di Padova, non dimenticate di pensare anche alle sollecitazioni della gola. Ecco un indirizzo da poco entrato tra le molte tappe enogastronomiche di questa città e dintorni. Si tratta del bistrot-ristorante Valbruna, Viale del Santo 2/A, Limena (paesino vicinissimo a Padova), dove potrete gustare la prelibata cucina fusion dello chef Davide Tangari (www.valbrunalimena.com).

 

 

www.turismopadova.it









 

 

 

 

 

 

 

 

 





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