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A TAvola con lo Chef


 

 

 

 

 

Una delle coppie più amate della cinematografia mondiale 

 

dell’Astrologa Martina

 

 

 

Stan Laurel (Arthur Stanley Jefferson) e Oliver Hardy (Oliver Norvell “Babe” Hardy) in una foto promozionale per il film I diavoli volanti. (foto Boris Morros e RKO Radio Pictures) La locandina de Il cane fortunato, primo film della coppia Stanlio e Ollio. (foto Pubblico Dominio) Una scena da Il Paese delle Meraviglie diretto da Gus Meins e Charley Rogers nel 1934. (foto MGM) Una foto busta di Pick a Star (Scegliete una stella), regia di Edward Sedgwick del 1937. (foto RKO Radio Pictures)

Un fotogramma tratto dal film del 1939 I diavoli volanti, dvd Alberto Peruzzo Editore Home Video. Il Laurel & Hardy Museum ad Ulverston città natale di Stan Laurel. (foto Visit Cumbria) Una sala del Laurel and Hardy Museum di Harlem in Georgia città natale di Oliver Hardy .  I Magnifici Laurel e Hardy, libro del collezionista e storico del cinema Josè Pantieri, Centro Studi Cinetelevisivi 1986. L'omaggio al geniale duo comico firmato Enzo Pio Pignatiello, Ponte Sisto Editore 2018.

Film antologico dei momenti più comici della coppia, dvd DNA 2019. Steve Coogan e John C.Reilly protagonisti del film di Jon S. Baird, distribuzione Lucky Red 2019. Il famoso balletto interpretato da Coogan e Reilly nel film Stanlio e Ollio, distribuzione Lucky Red 2019.

Nel 1960, un giovane e brillante umorista americano che sarebbe poi diventato uno dei più noti autori e conduttori TV statunitensi, Nick Cavett, faceva il suo ingresso nella hall di un elegante condominio di Santa Monica. Al portiere che gli chiedeva cosa desiderasse, rispose un po’ incerto «Ho un appuntamento col signor Laurel».

In realtà, per quanto a Nick sembrasse incredibile, era stato facilissimo per lui, un completo sconosciuto, incontrare una leggenda del cinema come Stan Laurel: compariva nell’elenco telefonico e rispondeva personalmente alle chiamate, manifestando grande disponibilità in particolare verso i giovani comici che fin da bambini avevano adorato la coppia composta da Laurel e Hardy, o da Stanlio e Ollio, come erano più noti. Attori di successo come Jerry Lewis avrebbero riconosciuto di dovere molto non solo all’ispirazione offerta dal duo, ma anche ai consigli di Stan, che li aveva cordialmente incontrati quando erano solo degli esordienti.

Dopo un po’, Nick chiese a Stan come mai nella sua autobiografia Charlie Chaplin non lo avesse mai citato, sebbene agli inizi, in Inghilterra, avessero lavorato nella stessa compagnia teatrale e fossero arrivati insieme per la prima volta in America nel 1910, per una tournée che avrebbe significato per entrambi l’inizio di una carriera straordinaria. «Non merito di essere citato nella stessa frase con Charlie», rispose Laurel.

Gemelli, segno zodiacale di nascita di Stan Laurel. Capricorno e Acquario, segno zodiacale e ascendente di Oliver Hardy. Eppure, sebbene Stan, nato Arthur Stanley Jefferson il 16 giugno 1890 a Ulverston, una cittadina nel Nord-Ovest dell’Inghilterra, avesse rapidamente capito che il cinema gli avrebbe offerto una carriera più brillante del teatro vaudeville da cui proveniva e dove suo padre aveva lavorato come impresario, forse non sarebbe mai diventato celebre senza l’incontro con un buffo e grasso attore americanissimo, Oliver Hardy, un vero talento naturale. Nato il 18 gennaio del 1892 ad Harlem, in Georgia, Oliver Norvell Hardy era figlio di un ufficiale sudista veterano della Guerra di Secessione, che morì quando il figlio aveva solo un anno di età. Cresciuto con un carattere ribelle, s’appassionò alla nascente arte del cinema e recitò nel suo primo film già nel 1914, col nome di “Babe” Hardy, come veniva chiamato amichevolmente in privato. Quando incontrò Laurel, aveva già al suo attivo molte decine di “corti”, non solo grazie al suo fisico, ma a un talento comico che avrebbe trovato la sua realizzazione in coppia con l’allampanato partner.

A contribuire a creare la coppia fu Hal Roach, un vulcanico produttore indipendente, che colse subito la perfetta simbiosi dei due, e contribuì non poco a costruirne i personaggi: svampito, timido e surreale Stan, borioso, irascibile e incontenibile Ollie. Anche fuori scena i caratteri dei due attori erano complementari: serio, perfezionista e riflessivo Stan, simpatico e vitale Oliver, che appena finito sul set scappava a giocare a golf con gli amici, lasciando Stan a rivedere le scene e a inventare nuove gag. Mentre Stan era in pratica il vero autore e regista dei loro film, per Oliver era più che sufficiente fare l’attore: «Dopo tutto, anche solo girare le scene è abbastanza duro, specialmente con tutte le volte che devo cadere per terra o finire in una pozzanghera!». Uno dei loro film brevi più celebri è La battaglia del secolo, che culmina nella più grande ed esilarante battaglia a torte in faccia mai vista al cinema. L’idea fu di Stan, ma all’inizio il supervisore alla produzione la bocciò con un gelido «le torte in faccia sono superate da un pezzo». Alla fine però Stan convinse il Hal Roach spiegando che tutto dipendeva da “come” si usava quella vecchia gag, e il film stabilì un nuovo record non solo per le torte scagliate in scena (pare circa tremila) ma soprattutto per le risate degli spettatori: gli addetti al conteggio delle risate nei cinema (all’epoca era un segno inconfutabile del successo di un film comico) arrivarono a registrarne centodieci nei venti minuti scarsi di proiezione.

Entrambi impiegarono parecchi anni prima di trovare la compagna giusta (Oliver ebbe due mogli, Stan addirittura quattro), e in generale si può dire che il loro sodalizio artistico e la salda amicizia che ne derivò furono la vera costante della loro vita. Se Stan era la disciplinata “mente” della coppia, anche grazie alla sua esperienza di regista e sceneggiatore, Oliver era ben più che il braccio: dotato di tempi comici impeccabili e di un’espressività che lo poneva naturalmente al centro della scena, riusciva a essere esilarante anche solo con uno dei suoi gesti o con le sue classiche occhiate lanciate dritto verso la cinepresa, di fuoco per la dabbenaggine del maldestro compagno o sconsolate a cercare la solidarietà del pubblico. Il loro successo fu straordinario dalla seconda metà degli anni Venti ai primi anni Quaranta, prima nelle “comiche” mute e poi nel sonoro, con capolavori come La scala musicale, Vita in campagna, Affari in grande, I figli del deserto, Annuncio matrimoniale, I diavoli volanti, I fanciulli del West, Noi siamo le colonne e molti altri. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, la fortuna della coppia declinò, e i due amici, che non avevano guadagnato in proporzione agli enormi incassi dei loro film, si dedicarono a delle tournée teatrali, prevalentemente in Europa, e ad apparizioni televisive, riscuotendo sempre il vivo affetto del pubblico, ma non ritrovando mai l’attenzione dei produttori. Durante appunto una tournée in Inghilterra, nel 1954, Oliver fu colpito da un lieve infarto. La salute dei due amici, entrambi forti fumatori, da qualche anno era incerta, e Oliver Hardy, pur sottoponendosi a una dieta strettissima, che gli fece perdere ben 45 chili, peggiorò progressivamente fino a morire per un ictus nel 1957, ridotto quasi in povertà anche a causa dei costi delle cure mediche. Stan Laurel si stabilì a Santa Monica, dove condusse una vita tranquilla e modesta fino alla morte giunta nel 1965 in seguito a un attacco di cuore; pur stabilendo rapporti amichevoli con molti comici e umoristi, non volle mai tornare a esibirsi dopo la morte dell’inseparabile amico.

Nato con il Sole e la Luna in Gemelli, da questo aspetto astrale Stan Laurel traeva l'intelligenza pronta, l'arguzia, il gusto e l'abilità nel creare estemporanei e vivaci giochi di parole e le straordinarie doti creative e artistiche, ma anche una certa incostanza e volubilità, soprattutto nella vita amorosa, tendenza questa aumentata da Venere in Cancro. Mercurio nello stesso Segno rendeva l'intelligenza di Laurel brillante e versatile, e contribuiva a mantenerne un certo spirito adolescenziale anche in età adulta. L'originalità del pensiero, la curiosità, la simpatia trascinante e la fervida immaginazione, fonte di tante gag, erano dovute a Giove in Acquario; la fecondità di idee, l'energia, la capacità di entusiasmarsi, di motivare e coinvolgere gli altri, a Marte in Sagittario. Il talento artistico, l'ispirazione, la necessità di cambiamenti erano potenziate da Nettuno nel Segno di nascita.

Capricorno con ascendente Acquario, Oliver Hardy aveva un'intelligenza concreta e razionale, innovativa, ricca di originalità e creatività; inoltre era ambizioso, tenace e con un forte senso di responsabilità, aspetti questi potenziati da Luna in Vergine. Sensibile, espansivo, incline alla socievolezza ed estroverso, sebbene tendente alla pigrizia, come testimonia la presenza nel tema natale di Giove in Pesci, dallo stesso aspetto traeva il suo talento nella recitazione. Il carattere brusco, il temperamento energico, la forza di volontà nel lottare per la propria affermazione personale senza lasciarsi fuorviare e senza sprecare risorse, ma anche senza aggressività, erano dovuti a Marte in Scorpione. La grande capacità di intrattenitore, il rigore, la riflessività, l'essere razionale, metodico e straordinariamente perseverante erano dovute a Mercurio in Capricorno nel tema natale.

Stanlio e Ollio, che hanno conservato nei decenni l’affetto di generazioni di spettatori, sono stati anche un modello per i colleghi e una fonte di ispirazione per scrittori e registi. Tra i tanti, l’argentino Osvaldo Soriano scrisse un singolare e malinconico romanzo dal titolo Triste, solitario y final. Nel romanzo, quando il transatlantico con a bordo i giovani Laurel e Chaplin sta per attraccare in America, Stan mormora a Charlie «Mio padre dice che il cinema ucciderà i comici». «Ucciderà i comici senza talento», gli ribatte Charlie. Forse queste parole in realtà non furono mai pronunciate, ma oltre cent’anni dopo possiamo dire che sarebbero state una perfetta profezia.