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Una scorribanda in auto d’epoca nella valle del Tevere


 

di Luisa Sodano

 

Un ovo pinto del Museo dell'Associazione Culturale Ovo Pinto di Civitella del Lago. (foto Luisa Sodano) Una sala del Museo Storico della Grande Guerra 1915-1918 a Lugnano in Teverina. (foto Luisa Sodano) I mosaici romani di Palazzo Venturelli ad Amelia. (foto Luisa Sodano)

Il soffitto cinquecentesco di Palazzo Venturelli. (foto Luisa Sodano) Il panorama dei dintorni di Amelia da Palazzo Venturelli. (foto Luisa Sodano) Una Balilla conservata al Museo Scuderia Collezione Traguardo di Amelia. (foto Luisa Sodano) Auto d'epoca alla partenza del Circuito condito ad Arte. (foto Emanuele Grilli)

Un'Alfa Romeo Spider Duetto durante il Circuito condito ad Arte. (foto Luisa Sodano) Una sala del Museo dell'Olio ospitato nel Vecchio Frantoio Barlolomei di Montecchio. (foto Luisa Sodano) Una delle torri angolari della Rocca di Alviano oggi sede del municipio e del Museo d'Arte Moderna. (foto Luisa Sodano) Elemento decorativo su una delle torri bastionate del Castello di Alviano. (foto Luisa Sodano)

Il Casale Prato delle Coccinelle a Guardea. (foto Matteo Carrattoni) La camera matrimoniale del Casale del Prato delle Coccinelle. (foto Luisa Sodano) L'Oasi Naturalistica del WWF dal Casale del Prato delle Coccinelle. (foto Luisa Sodano)

L'olio extra vergine di oliva L'Infinito. (foto Luisa Sodano) Frutta secca e cioccolata per la preparazione dei Fichi Girotti di Amelia. (foto Luisa Sodano) Le confezioni regalo dei Fichi Girotti di Amelia. (foto Luisa Sodano)

Gli “ovi pinti” di Civitella del Lago a onorare l’antica tradizione pasquale di dipingere le uova (www.ovopinto.it); le auto d’epoca tirate a lucido dei musei di Amelia (https://asimusei.it/museo/collezione-traguardo/) e Bagnoregio (www.museotaruffi.it) dedicati a due grandi dei motori, Rinaldo Tinarelli e Piero Taruffi; gli scheletri del V secolo d.C. di bimbi morti forse di malaria, racchiusi in particolari urne, esposti nel museo civico di Lugnano in Teverina, dove si trova anche un’emozionante collezione di cimeli della grande guerra (http://lugnanomuseocivico.blogspot.com/); i mosaici di epoca romana alla base del cinquecentesco Palazzo Venturelli, che impreziosisce il centro storico di Amelia, nel quale con un elegante allestimento si omaggia anche la coltivazione della vite (www.palazzoventurelli.com); il contrappunto vecchio-nuovo della produzione dell’olio nel museo della famiglia Bartolomei a Montecchio, dedicato a tutto ciò che gira intorno alla sacra pianta dell’olivo (www.oleificiobartolomei.it/it/museo/).

E’ stato simpatico, allegro e ricco di spunti culturali ed enogastronomici “Il Circuito … condito ad Arte” organizzato nell’aprile scorso dalla rete di questi piccoli musei gestiti da appassionati, spesso solo su base volontaria. Un modo originale per visitare un territorio verdissimo, punteggiato da borghi silenziosi e ricchi di storia, che al centro dell’Italia racchiude la valle del Tevere tra le province di Terni e Viterbo e che ha in Civita di Bagnoregio la sua località più nota. Un’esperienza davvero speciale, perché “Il Circuito” è stato fatto a bordo di auto d’epoca, tra le quali un “Duetto” rosso fiammante che mi ha ricordato immediatamente quello, indimenticabile, del film “Il laureato”.

Un saliscendi rombante con soste subentranti e incontri ravvicinati inimmaginabili, come quello con il capitano di ventura Bartolomeo d’Alviano, uomo d’armi e ingegnere militare, impregnato di cultura umanistica, che nel 1470, su alcune preesistenze, rimaneggiò radicalmente il castello fortificato di Alviano dove pare dimori qualche fantasma. E così, accompagnati dalla spumeggiante storica dell’arte Monica, ci si perde tra sale affrescate e reperti della civiltà contadina, per poi scoprire che San Francesco, raffigurato nella cappella del maniero, predicò in queste terre e qui compì il miracolo delle rondini!  

Menzione speciale meritano Debra e Ruggero del Casale Prato delle Coccinelle (www.casalepratodellecoccinelle.com) dominato dal castello di Guardea e affacciato sull’oasi naturalistica del WWF di Alviano. Un posto che è un invito alla meditazione, senza trascurare i piaceri del gusto, dov’è possibile soggiornare in un ambiente familiare e raffinato al tempo stesso. Qui abbiamo assaggiato due straordinari prodotti del territorio: l’olio extravergine di oliva “L’Infinito” (www.leterredelinfinito.com), verace espressione della terra umbra, e i “Fichi Girotti” di Amelia, che dal 1830 deliziano il palato con la loro “imbottitura” a base di scorzette d’arancia spolverate di cioccolato e frutta secca.

Cosa si può volere di più?


www.retemuseiumbrialazio.it










 

 

 

 

 

 

 

 

 





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