Tweet

 


 

 

| HOME PAGE | MERIDIANI E PARALLELI | ASTROLOGIA E DINTORNI | ANNIVERSARI | CALENDARIO | LOUNGE TIME | IL RESORT DEL MESE | LO SCAFFALE | GALLERIA DEL GUSTO | RENDEZ VOUS | ASTERISCHI |
| PHOTO TIME | SPIGOLATURE | ITINERARI | PROTAGONISTE | RITRATTI DI ARTISTA | NON SOLO HOTEL | ATTIMI DI CINEMA | NEWSLETTER | FORUM | CONTATTI | LINK CONSIGLIATI |

 

 

 

clicca sulle miniture
per ingrandire

 

Scarica l'articolo in PDF

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vai all'elenco
degli articoli pubblicati
nella stessa rubrica
.
Li
trovi nell'Archivio
divisi per anno
di pubblicazione.

 

 

 

Ultimi articoli

 

Una città un libro: Barcellona
“Gaudí” di Gijs van Hensbergen (Lindau)

 

 

Testo e foto di Bruga

 

L'omaggio di Barcellona alla Festa del Libro e delle Rose. (foto Bruga) Lo storico, saggista, giornalista e accademico toscano Giordano Bruno Guerri a bordo della Nave dei Libri per Barcellona. (foto Bruga) L'antropologo, etnologo, scrittore e filosofo francese Marc Augé. (foto Bruga)

L'editore Sergio Auricchio (a sinistra) e lo storico, scrittore e saggista britannico Donald Sassoon. (foto Bruga) Il cantautore abruzzese Mimmo Locasciulli. (foto Bruga) Il Palazzo Guell, Patrimonio Unesco 1984. (foto Bruga)

Decorazione di un portale del Palazzo Guell. (foto Bruga) L'esterno della Casa Milà meglio nota come La Pedrera. (foto Bruga) Particolare della balaustra in ferro battuto di un balcone della Pedrera. (foto Bruga)

L'edificio visto dal cortile circolare interno. (foto Bruga) L'ex locale lavanderia. (foto Bruga) Elemento di arredo nell'ex locale lavanderia. (foto Bruga)

La camera da letto dell'appartamento al quarto piano. (foto Bruga) Il tetto adornato di comignoli e ciminiere elicoidali e coronate. (foto Bruga) Particolare di una ciminiera elicoidale rivestita con un mosaico in pietra riciclata. (foto Bruga)

L'interno del Ristorante Rasoterra. (foto Bruga)

Questo recente volume di un architetto e storico dell’arte è una bella biografia dell’architetto che ancor oggi, a poco meno di un secolo dalla morte (tutto sommato prematura e comunque accidentale, per incidente stradale), rappresenta un incredibile fattore di attrazione per la città nella quale, fin da giovane, ha lasciato potenti tracce del suo originale approccio artistico.

La biografia di Gaudì firmata dall'architetto e storico dell'arte Gijs van Hensbergen, Lindau 2015. In attesa del centenario della morte di Antoni Gaudì, nel 2026, anche un breve passaggio nella città catalana, come quello legato alla edizione 2019 della “Nave dei libri” (www.leggeretutti.net), è un ottimo pretesto per vedere o rivedere le sue opere. Della “Nave” che ogni anno porta scrittori e lettori italiani a Barcellona il 23 aprile per festeggiare San Jordi, patrono della Catalogna, e soprattutto la giornata del libro e delle rose, abbiamo già scritto in passato. Ma è sempre piacevole ricordare gli incontri con grandi autori come Marc Augè o Donald Sassoon, Giordano Bruno Guerri o Mimmo Locasciulli, cantautore che da recente autore di un’autobiografia ha fatto da ponte ideale con i musicisti sardi che hanno riempito il viaggio di note, come l’indimenticabile trio “Malasorti”.

Ma torniamo a Gaudì e al Palazzo Güell, per esempio, che scendendo dalla Nave ci siamo trovati sulla sinistra verso il quartiere popolare del Raval, a pochi metri dalla Rambla e dalla statua di Cristoforo Colombo. Restaurato nel 2011, è molto pubblicizzato, tanto che conviene prenotare la visita (www.palauguell.cat). Fu costruito come residenza di città, tra il 1885 e il 1889, per il ricco industriale Eusebi Güell, per il quale l’architetto realizzò poi all’inizio del Novecento il celebre Parco Güell, oggetto di un mio articolo di tre anni fa. Se non avete la possibilità di entrare, anche solo uno sguardo alla facciata vi darà occasione per un confronto con un altro capolavoro di Gaudì, la “Casa Milà” più famosa come “La Pedrera”, che potete vedere a pochi chilometri di distanza, dopo aver risalito le Ramblas e aver superato la grande Plaça de Catalunya. 

Uscendo dalla piazza, proseguite per il Passeig de Gracia e, dopo aver ammirato sulla sinistra la Casa Batllò, troverete sulla destra, all’angolo con il Carrer de Provença, “La Pedrera” (www.fundaciocaralunya-lapedrera.com). Anche in questo caso conviene prenotare la visita: il biglietto è molto costoso, ma almeno si evita la coda e ci si garantisce una visione abbastanza tranquilla dell’edificio, gestito da una fondazione che usa metà del ricavato per la manutenzione dell’opera (costruita fra il 1906 e il 1912) e l’altra metà per opere sociali. La visita inizia dal terrazzo e procede verso il basso.

Il terrazzo, soprattutto se la giornata è bella, offre non solo un panorama unico sul centro di Barcellona, ma anche la visione ravvicinata di camini, scale e parapetti dalle forme uniche e talvolta rivestiti con la tecnica del trencadis, un mosaico a base di frammenti di ceramiche policrome. Al livello sottostante c’è un vastissimo locale lavanderia con suggestivi archi in successione, che ospita un modello della Pedrera e una bella esposizione su Gaudì, le sue fonti di ispirazione e le sue tecniche progettuali.

Si scende ancora ed eccoci nel vasto appartamento del quarto piano,con mobili e complementi d’arredo originali, molto importanti perché Gaudì curava anche i minimi dettagli di ogni sua opera.

La stessa cura maniacale si riscontra nel cortile al piano terra, con affreschi policromi e forme bizzarre, dal quale poi si risale al primo piano che ospita mostre temporanee. Insomma, il costo del biglietto è compensato da una varietà di cose da vedere, non ultima – ma quella è gratuita! – la facciata, con le sue linee curve, le sue finestre e le sue terrazze concave o convesse, senza contare i parapetti in ferro battuto. Qualcosa di originale e affascinante ancor oggi, e di unico per l’inizio del Novecento, quando faceva l’effetto che il Museo Guggenheim di Frank Gehry fece a Bilbao alla fine del secolo scorso …

Un ultimo consiglio, di tipo gastronomico: se tornate sui vostri passi, dunque verso il mare, e vi addentrate sulla sinistra in direzione del Barri Gotìc, nel Carrer Palau al numero 5 troverete un interessante locale che è un po’… l’ambasciata di Slow Food in Catalogna: “Rasoterra” (www.rasoterra.cat) è un ristorante dal buon rapporto qualità prezzo, dove potrete assaggiare piatti vegetariani e vegani, presentati in modo semplice ma elegante ed anche in italiano.



www.barcelonaturisme.com



 

 

  






 









 

 

 









 

 

 

 

A Tavola con lo Chef