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Risale al 1919 la scomparsa
di uno dei più grandi pittori dell'era moderna

 

di Eugenia Sciorilli    

 

Autoritratto, 1875. (foto Clark Art Institute of Williamstown) La Casa-Museo di Renoir sullo Chemin des Collettes a Cagnes-sur-Mer. (foto Cagnes-tourisme) Una sala della casa-museo, sulla parete il dipinto Le grandi bagnanti. (foto Fondation du Patrimoine)

Lo studio di Renoir a Cagnes. (foto Fondation du Patrimoine) Passeggiata nel bosco, 1910. (foto Cagnes-tourisme) Ritratto di Madame Colonna Romano. (foto Cagnes-tourisme) Coco che legge, 1905. (foto Cagnes-tourisme)

I tetti della Vecchia Nizza, 1911-1919. (foto Cagnes-tourisme) La fattoria Des Collettes, 1915. (foto Cagnes-tourisme) Madame Marie-Thérèse Durand-Ruel mentre cuce. (foto Clark Art Institute of Williamstown) Ragazzo con gatto, particolare. (foto Clark Art Institute of Williamstown)

Dettaglio della Bagnante seduta. (foto Clark Art Institute of Williamstown) Bagnante bionda, particolare. (foto Clark Art Institute of Williamstown)

Il 2019 viene universalmente riconosciuto come l'anno di Leonardo da Vinci e di Rembrandt, ma è anche l'anno di Renoir. Sì, perché cento anni fa, nel 1919, si spegneva uno dei protagonisti dell'Impressionismo, le cui tele sono un inno alla gioia di vivere, e una festa di colori e di meravigliose atmosfere. Non a caso il loro autore non esitò a dichiarare che "per me, un dipinto  deve essere una cosa amabile, allegra e bella, sì, bella. Ci sono già abbastanza cose noiose nella vita senza che ci si metta a fabbricarne altre".

Nato a Limoges il 25 febbraio 1841, Pierre-Auguste Renoir si trasferisce da bambino con la famiglia a Parigi, e fin da adolescente dimostra interesse per l'arte. L'ammissione, nel 1862, alla Ecole des Beaux-Arts gli permette di conoscere artisti come Monet, Sisley e Bazille, con i quali stringerà saldi legami di amicizia. Il suo più forte legame sentimentale, invece, lo stringerà nel 1880 con Aline Charigot, dapprima sua modella e successivamente sua moglie. Sei anni prima del loro incontro, Renoir partecipa con sette opere al primo Salone degli Impressionisti. Quell'esordio non si rivela facile: l'idea rivoluzionaria della pittura en plein air provoca reazioni di fastidio da parte dei critici d'arte, e soltanto l'intuito formidabile di un mercante come Paul Durand-Ruel gli consente di non soccombere alla miseria.

Con il tempo, l'arte impressionista riesce a conquistare pubblico e critica, e in particolare per Renoir la fama arriva con l'ultima decade del 19simo secolo, che coincide con la sua piena maturità artistica. Alla sua evoluzione non è stato estraneo Raffaello, che Pierre-Auguste ha scoperto con entusiasmo a Roma nell'autunno 1881, durante un suo lungo viaggio in Italia.

Dopo 60 anni di attività artistica, dopo aver dipinto più di mille opere, e aver sfidato una malattia invalidante come l'artrite reumatoide, Renoir si spegne il 3 dicembre 1919 a Cagnes-sur-Mer, nella sua dimora circondata dagli olivi che lo ha ospitato dal 1903 e che verrà poi trasformata in un museo a lui dedicato. In occasione del primo centenario dalla sua morte, proprio il Musée Renoir di Cagnes accoglie fino al 22 settembre prossimo una mostra di suoi ritratti (www.cagnes-tourisme.com), mentre il Clark Art Institute di Williamstown, nello Stato americano del Massachusetts, ospita fino alla stessa data un percorso espositivo intitolato "Renoir. Il corpo, i sensi" (www.clarkart.edu). Da consultare, infine, la Route Renoir all'interno del sito www.impressionismsroutes.com, che presenta il calendario degli eventi in occasione dell'Anno di Renoir 2019.