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Una città un libro: Barcellona
“101 cose da fare a Barcellona almeno una volta nella vita”
di Luigi Cojazzi (Newton Compton)

 

Spunti di viaggio nella capitale catalana,
tra gioielli d'arte e soste gourmet 

 

Testo e foto di Bruga

 

L'ingresso principale della Finca Guell, il drago in ferro battuto guardiano del Giardino delle Esperidi. (foto Bruga) Particolare del coronamento di un pilastro dell'ingresso principale della Finca Guell. (foto Bruga) Una lanterna della Finca Guell rivestita in ceramica spezzata nota come tecnica del trencadis. (foto Bruga)

Mattoni rossi e ceramica nella fontana rotonda del Giardino delle Esperidi. (foto Bruga) La salita per Bellesguard. (foto Bruga) La Torre Bellesguard realizzata in pietra e ceramica. (foto Bruga) La croce a quattro braccia sulla sommità della Torre Bellesguard. (foto Bruga)

La torre campanaria del Museo-Monastero di Pedralbes. (foto Bruga) Il chiostro gotico del Monastero di Pedralbes. (foto Bruga) Gli archi ogivali su colonne in pietra calcarea. (foto Bruga)

Gli affreschi della Cappella di San Michele. (foto Bruga) Scalone d'accesso al dormitorio oggi sala d'esposizioni. (foto Bruga) Il sepolcro della Regina Elisenda de Montcada. (foto Bruga)

Particolare del piano di cottura della cucina rivestito in ceramica. (foto Bruga) I Giardini di Palazzo Pedralbes. (foto Bruga) Una delle torri ottagonali della Basilica di Santa Maria del Mar nel quartiere della Ribera. (foto Bruga) Una piazzetta nel quartiere Sarrià. (foto Bruga)

Lo storico negozio Casa Gispert. (foto Bruga) L'insegna della settecentesca sidreria e vermoutheria El Chigre. (foto Bruga) Preparazione di cocktail al Boadas, piccolo locale nei pressi di Plaza de Catalunya. (foto Bruga)

Nel libro divertente e informato scritto pochi anni fa da questo italiano che vive a Barcellona, troverete tantissimi suggerimenti per arricchire la vostra visita alla metropoli catalana.

Le indicazioni e i consigli di Luigi Cojazzi, Newton Compton 2012. Uno dei 101, precisamente il numero 82, ci permette di continuare il discorso del precedente articolo a proposito del lungo rapporto di lavoro e di stima reciproca fra l’industriale e mecenate catalano Eusebi Güell e l’architetto Gaudì, che fra i primi incarichi ricevette quello di progettare alcune parti della Finca Güell, nella zona nordoccidentale della città. Anche in questo caso, senza neppure entrare nella villa, si possono ammirare alcune opere decorate con mosaici policromi e, soprattutto, la cancellata in ferro battuto a forma di drago alato. E’ larga cinque metri, è la migliore opera in ferro battuto di Gaudì e da sola vale la passeggiata in zona. Tutti gli altri particolari , e soprattutto la leggenda dietro all’opera, sono nel volume di Cojazzi, che invece mi sembra non citi un’altra opera molto bella di Gaudì che si trova a poca distanza, la Torre Bellesguard recentemente aperta al pubblico(www.bellesguardgaudi.com ).

Ancor più vicino è il Museo-Monastero di Pedralbes, gioiello del gotico catalano, risalente al 1300, ma aperto al pubblico solo nel 1983 (www.monestirpedralbes.bcn.cat ). Il monastero e l’adiacente chiesa si trovano in un piccolo borgo e trasmettono una piacevole sensazione di tranquillità. Il centro del monastero è il bel chiostro gotico a tre piani, dal quale si entra in varie sale ora dedicate a esposizioni, oppure restaurate per conservare la funzione originaria, come il refettorio, le cucine o i magazzini.

Sempre in zona, a poca distanza dalla cancellata di Gaudì, merita due passi nel verde il Giardino del Palau di Pedralbes, con due opere sempre dell’architetto, e l’elegante palazzo di Güell che in seguito fu donato alla città e usato come palazzo reale.

Rientrando in centro città si può passeggiare nel piacevolissimo quartiere di Sarrià, un tempo periferico e autonomo, poi inglobato nella metropoli un secolo fa. Da segnalare alcune pasticcerie, come la Foix de Sarrià che pubblicizza un’apprezzata versione catalana della nostra “colomba”.

Giunti nella zona del Born-Ribera, è d’obbligo una sosta gastronomica di alto livello in Carrer dels Sombreres, la stradina che circonda su un lato la chiesa di santa Maria del Mar, la “Cattedrale del mare” protagonista dell’omonimo bestseller di Falconès.

Qui, a distanza di dieci metri l’uno dall’altro, trovate due posti da non perdere. Cominciamo con Casa Gispert (www.casagispert.com ), un negozio fondato nel 1851 e rimasto quasi intatto da allora. Da quando cioè ha cominciato a importare e vendere frutta secca e a torrefare e vendere caffè, prodotti ai quali negli ultimi anni si sono aggiunte altre specialità tipiche di quello che da noi, negli anni passati, si sarebbe chiamato un negozio di “coloniali”. Il posto è incredibile e non potrete uscire senza comprare qualcosa da sgranocchiare, magari più tardi dato che il luogo dove mangiare è a pochi passi: si chiama “El chigre” (www.elchigre1769.com ) ed è ancora precedente, visto che la sua apertura risale a 250 anni fa. Il suo nome, in asturiano, significa “sidreria”, e infatti vi si può assaggiare questa bevanda poco alcolica ma di grande piacevolezza, insieme a piatti di carne e di pesce. Se invece del sidro volete provare il vermouth, che gli spagnoli producono e apprezzano non meno di noi italiani, questo è ancora il posto giusto.

Se poi preferite i cocktail più classici, in versione ortodossa o magari con leggere variazioni di scuola catalana, il giro si può concludere in un altro locale storico, Boadas, a pochi metri da Plaça de Catalunya  (www.boadascocktails.com ). Fondato nel 1933 dal cubano Miguel Boadas, è stato poi mantenuto allo stesso livello dalla figlia Maria Dolores, scomparsa nel 2017. Il locale è piccolissimo, molto affollato e, come i precedenti, sembra rimasto intatto nonostante guerre, olimpiadi, cambiamenti politici e sociali o attentati (quello tragico del 2017 è avvenuto a poche centinaia di metri di distanza, anche se si è scelto di non ricordarlo neanche con una targa). Un piccolo grande tempio della mixology!




www.barcelonaturisme.com



 

 

  






 









 

 

 









 

 

 

 

 

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